Baby gang scatenate e con sempre più ragazze

Baby gang scatenate e con sempre più ragazze
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Venerdì 13 Agosto 2021, 05:01

IL FENOMENO
Aggrediscono, picchiano, bullizzano, minacciano. E sono ancora dei ragazzini ma con una carica di violenza dentro che sta degenerando e che negli ultimi tre mesi ha avuto una inquietante escalation. A monitorare la situazione, oltre alle forze dell'ordine che intervengono e raccolgono le denunce, c'è il pool di esperti costituito preso la Procura di Latina per il cosiddetto Codice rosso', quello che si occupa delle fasce protette' vale a dire donne e minori e di reati quali gli abusi sessuali, revenge porn, bullismo. L'ultimo episodio risale all'inizio di luglio quando un gruppo di minorenni ha aggredito in Q4 due coetanee e non ha esitato a prendersela anche con la madre di una delle due, intervenuta in difesa della figlia mentre anche i familiari degli aggressori hanno dato man forte alla gang. Situazioni di violenza quotidiana che nascono in contesti di degrado familiare dove spesso gli aggressori sono a loro volta vittime di violenza, fisica o verbale. Un fatto non isolato e sicuramente non circoscritto ai quartieri periferici del capoluogo pontino visto che in più di un caso episodi simili hanno avuto come teatro la centralissima piazza San Marco.
La dinamica è ormai consolidata: il gruppo sceglie la vittima e poi la picchia, deruba, bullizza e minaccia e a volte se la prende anche con i genitori se intervengono. E c'è un altro particolare che definisce il fenomeno in tutta la sua gravità: le baby gang sono formate sempre più spesso da femmine, ragazzine a volte di appena 12 anni che aggrediscono delle coetanee, un bullismo declinato al femminile che anche in questo caso si porta dietro con un retaggio familiare complicato, fatto di abusi sia fisici che psicologici - e scarsa attenzione genitoriale. I numeri a disposizione peraltro non sono neppure esaustivi del fenomeno reale perchè spesso la paura delle vittime prevale e l'aggressione subìta non si traduce in una denuncia.
«Il grosso del fenomeno resta sommerso spiega Alessia Micoli, uno dei 15 psicologi del pool di esperti organizzato dalla Procura di Latina nonostante il numero dei casi sia in continuo aumento. Molti non denunciano e subiscono in silenzio perché minacciati. Siamo noi a supportare le forze dell'ordine durante l'audizione della vittima e lo scenario è davvero preoccupante. Ho visto ragazzini e ragazzine che in seguito ad una aggressione non vogliono più uscire di casa, sono terrorizzati». E le baby gang si sono evolute nel tempo diventano ancora più temibili: i componenti in molti casi praticano la boxe e ne fanno uso quando prendono di mira uno o più coetanei o anche i familiari di questi ultimi. Alcuni vanno addirittura in giro con una scacciacani in tasca per essere ancora più temibili e incutere terrore. «Abbiamo a che fare con ragazzi e ragazze cresciuti in un contesto di violenza sottolinea ancora la Micoli - che a loro volta si esprimono con lo stesso linguaggio appreso nell'ambiente domestico. E il fenomeno conclude - è in fase avanzata».
Elena Ganelli
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