Alberi per i bimbi mai nati, la mozione approvata in consiglio comunale scatena lo scontro sull'aborto

Alberi per i bimbi mai nati, la mozione approvata in consiglio comunale scatena lo scontro sull'aborto
di Barbara Scorrano
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Mercoledì 4 Marzo 2020, 21:58

Chissà se l'ispirazione al consigliere comunale di Pescara futura, Adriano Scurti, è nata pensando ad un celebre scritto di Oriana Fallaci, quella Lettera a un bambino mai nato in cui la giornalista e scrittrice fiorentina faceva irruzione in un tema scabroso quale l'aborto e nel diritto delle donne di vivere la maternità non come un dovere, ma come atto responsabile. Certo è che, rimandi letterari a parte, la sortita di Scurti, affidata ad una mozione approvata lunedì dall'assemblea consiliare con i voti del centrodestra per cui si dispone di piantumare un albero per ogni interruzione di gravidanza volontaria e spontanea, sollecita le stesse polemiche e i dibattiti di 40 anni, fa quando il libro della Fallaci spaccò in due l'Italia, segnando una linea di demarcazione che decenni dopo fa ancora fatica a trovare una composizione. E forse per il suo passato da atleta del getto del peso, la proposta di Scurti (oggi in Pescara futura) è caduta come un macigno nell'agone politico e tra le associazioni che sui diritti delle donne hanno costituito la propria ragion d'essere. A cominciare da MilaDonnambiente che, per voce di Edvige Ricci, reputa «semplicemente vergognoso il fatto di, a fronte di una legge bellissima che non viene applicata, trovare il modo di inventarne un'altra solo per controllare la libertà dii scelta delle donne. Gli alberi servono ai bambini che nascono - continua Ricci - non a quelli che non nascono. Si continuano a colpevolizzare le donne e a colpire la legge sull'aborto, che per le donne non è una norma di regolazione delle nascite, ma un rimedio indispensabile e drammatico di necessità».

LA CROCIATA
Levata di scudi anche da parte dei Giovani democratici, che definiscono «riprovevole, vergognosa e politicamente strumentale la colpevolizzazione culturale e morale delle donne che scelgono di interrompere la propria gravidanza, parlando di vittime come si trattasse di un omicidio». Critiche legittime, se non fosse che, per paradosso, la mozione di Scurti ha avuto anche i voti a favore di esponenti del centrosinistra quali Cuzzi, Catalano, Sclocco e Frattarelli.
Sull'altra sponda del fiume, dalle colonne on-line della Porzione, pubblicazione vicina a Curia e gruppi cattolici, si sottolinea che l'iniziativa del consigliere comunale trae spunto da una legge che obbligava i Comuni con più di 15 mila abitanti a piantare un albero per ogni nuovo nato. L'idea di Scurti non sarebbe altro che una richiesta «della medesima sensibilità nei confronti dei bambini mai nati». Restano le difficoltà di attuazione dell'interruzione di gravidanza. Nella Asl cittadina la percentuale dei medici obiettori di coscienza sarebbe dell'80%. Che se fossero alberi darebbero vita a una foresta.
 

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