Affrontare la fragilità grazie al miglior percorso

Mettere al centro la persona: l’esperienza riabilitativa dell’Istituto Serafico di Assisi garantisce cure e percorsi individuali a bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali

Contenuto a cura di Piemme Brand Lab in collaborazione con ISTITUTO SERAFICO DI ASSISI

L’importanza di chiedere aiuto

Chiedere aiuto e sostegno quando in famiglia si accoglie una persona con disabilità gravi è fondamentale. Questo vale tanto per la famiglia, quanto per chi convive con il problema. Affidarsi a un istituto altamente specializzato aiuta ad alleggerire il carico di una sfida importante e non priva di ostacoli e ad affrontare la disabilità con coscienza e consapevolezza, imparando a conoscerla e a conviverci grazie all’aiuto prezioso e al sostegno di specialisti e personale competente.

Nel nostro Paese sono numerosissime le realtà che si prendono cura delle persone affette da disabilità e rappresentano un valido supporto alle famiglie. Tra questi, l’Istituto Serafico di Assisi è modello di eccellenza italiano e internazionale in tema di riabilitazione, ricerca e innovazione medico-scientifica per i bambini e i giovani adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali.

La persona prima di tutto

Fondato nel 1871 da San Ludovico da Casoria in onore di San Francesco, e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali (diagnostici e terapeutici), il Serafico si prende cura da oltre 150 anni della persona nella sua totalità, coniugando etica, evidenze scientifiche ed esperienza nel pieno rispetto della dignità e del valore della vita. Attraverso attività di accoglienza, diagnosi, riabilitazione e assistenza sanitaria, l’Istituto risponde alle esigenze della persona nella sua integrità.

I percorsi riabilitativi individuali sono definiti da una équipe multidisciplinare, modellati sulle condizioni cliniche della persona e sulle sue potenzialità. Grazie a strumentazioni d’avanguardia il Serafico tratta nelle sue strutture patologie come disturbi neurologici, neurodegenerativi ed epilessia, cecità, ipovisione, sordità, disturbi neuropsichiatrici e del neuro-sviluppo, patologie e sindromi genetiche, malattie rare, disturbi specifici dell’apprendimento.
 

La storia di Giorgio

Nel profondo solco tracciato dalla propria vision, l’Istituto vede nei limiti e nelle fragilità una risorsa per tutta la comunità, impegnandosi per lo sviluppo di una società più giusta e più umana. Perché, instaurando una relazione e comprendendo appieno come è vissuta emotivamente la disabilità, è possibile raggiungere risultati e portare a miglioramenti tangibili anche dove non si crede possa essere possibile.

È il caso di Giorgio, trentenne straordinario, che ama la musica di Vasco, capace di esprimere gioia da tutti i pori e di parlare con un semplice sguardo e con il sorriso. Costretto dalla nascita a convivere con una tetraparesi distonica ha girato tutta Italia con la famiglia, mamma Anna in testa, per sottoporsi a terapie, fisioterapie e piscina. Nel 2006, Giorgio rischia la vita, ma si salva seppur non senza conseguenze, rendendo sempre più difficoltosa la gestione casalinga.
 

Il sollievo di una mamma

È in quel frangente che Giorgio entra in contatto con il Serafico, nominato da don Fabrizio alla nonna. Ad Assisi è in corso la Festa dell’Amicizia quando la famiglia arriva all’Istituto, visita e prova i laboratori. Il primo? “Quello di ceramica”, racconta mamma Anna, che aggiunge: “Ho visto Giorgio creare un vasetto al tornio con l’operatrice Stefania e mi è sembrano subito un altro: era rilassato, così come quando, adagiato sul pianoforte a coda, si è messo in ascolto delle vibrazioni della musica. Sensazioni uniche che la qualità dell’offerta del Serafico regala ai ragazzi come Giorgio”.

Dopo il lungo percorso anche giudiziario per far ammettere Giorgio al Serafico, la famiglia e l’Istituto trovano la formula migliore per garantire il percorso di cura e riabilitazione a cui Giorgio ha diritto. Tra il 2010 e il 2011 fa una prova di tre giorni, poi, per altri mesi, due giorni a settimana, da mattina a sera, con risultati evidenti.

 

La porta verso il futuro

Al termine della prima parte del percorso, arriva l’ammissione stabile in Istituto con grande sollievo di mamma Anna, che ammette: “A quel punto ho pensato: ora posso morire perché Giorgio è in mani sicure. Giorgio è felice, grazie all’amore, all’affetto, al contatto e al rapporto garantiti dall’Istituto”.

Grazie al percorso riabilitativo i progressi a livello espressivo sono enormi, così come la sua capacità di interazione con le persone. Tutti aspetti che gli garantiscono una elevata qualità della vita. Inoltre, quando ad aprile del 2021, Giorgio ha avuto enormi problemi di salute è stato proprio il Serafico a salvarlo. Come racconta mamma Anna: “Mi sono resa conto che come sta bene ad Assisi, Giorgio non può stare da nessun’altra parte. Nell’Istituto è sempre in compagnia e circondato da emozioni e certezze che gli hanno aperto una porta enorme verso il futuro”.
 

Un gesto d’amore concreto

Il Serafico è a disposizione dei ragazzi come Giorgio, rappresentando anche un punto di riferimento per i genitori, per aiutarli ad affrontare le sfide quotidiane della disabilità. L’ammissione ai servizi e alle prestazioni può avvenire tramite autorizzazione della Azienda Sanitaria Locale di residenza del paziente oppure in forma privata. C’è però anche bisogno del sostegno di tutti. Basta un piccolo concreto gesto d’amore, come la scelta di devolvere il proprio 5x1000 all’Istituto, semplicemente indicando il codice fiscale 00432610541 nella prossima dichiarazione Irpef.
 

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito: www.serafico.org

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