Criminalità in Italia: i reati diminuiscono, ma preoccupano delinquenza minorile e corruzione

Presentato il Terzo Rapporto sulla “Criminalità e sicurezza a Napoli”: cause e possibili alternative per contrastare la delinquenza nelle aree metropolitane del Paese

Istituo Pio V
Contenuto a cura di Piemme Brand Lab in collaborazione con ISTITUTO DI STUDI POLITICI PIO V

Lunedì 31 gennaio è stato presentato a Roma il Terzo Rapporto sulla Criminalità e sicurezza a Napoli, promosso dall’Istituto di Studi Politici "S. Pio V", da anni impegnato negli studi nel campo delle scienze umanistiche. Redatto con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli, il Rapporto ci ha riconsegnato una fotografia dell’Italia in cui, se è pur vero che si registra un trend discendente della delittuosità nelle maggiori aeree metropolitane del Paese, preoccupa l’aumento diffuso del fenomeno della corruzione. Anche la situazione di Napoli, e della Campania più in generale, ha destato l’attenzione dei ricercatori: i crimini consumati in questo territorio, infatti, coinvolgono minori e, sebbene non siano quantitativamente elevati, sono caratterizzati da un uso estremo della violenza.

Il contesto in cui nasce il Terzo Rapporto sulla Criminalità e Sicurezza a Napoli
Il Terzo Rapporto su Criminalità e Sicurezza a Napoli, volume della collana di studi e ricerche in Scienze criminologiche, giuridiche e sociali a cura dell’Istituto di Studi Politici "S. Pio V", si inserisce in un momento storico delicato e drammatico del Paese, dove l’impatto della pandemia di Covid-19 ha aggravato le già precarie condizioni economiche e sociali di milioni di persone. Nascono così nuove criticità imprenditoriali e nuova disoccupazione, che insieme al senso di insicurezza e sfiducia nelle istituzioni, aumentano le possibilità di essere divorati dalle insidie illegali delle reti criminali, terreno fertile per l’agire di gruppi mafiosi.

 


Perché sono sempre rilevanti gli studi sulla corruzione
Il Rapporto mira a fornire chiavi interpretative e a diagnosticare possibili scenari risolutivi di policy-making, fornendo una lente d’ingrandimento sul fenomeno della corruzione, comune all’ambiente politico, a quello economico e presente in molte delle relazioni sociali. È con la corruzione infatti che si esercita il potere e analizzare in profondità le dinamiche con cui questo fenomeno dilaga permette di comprendere (anche) il perché la criminalità organizzata, oggi più di ieri, riesca a condizionare gli assetti istituzionali, i governi territoriali, i mercati e i servizi. In altre parole, l’analisi di questo reato e delle sue forze trainanti può fornire una ulteriore occasione di riflessione sul probabile cambiamento di importanza gerarchica dei mercati criminali che può essere alla base delle mutazioni del fenomeno criminale che si osservano a livello aggregato.

I dati e i campi di studio del Rapporto
Il Terzo Rapporto su Criminalità e Sicurezza a Napoli - partendo dall’analisi ed elaborazione di dati ricavati dallo studio di atti giudiziari della banca dati della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, da sentenze giudiziarie dei Distretti di Corte di Appello di Campania, Lazio e Lombardia e dal monitoraggio delle sentenze emesse dalla Corte dei Conti - ha analizzato il fenomeno della corruzione dal punto di vista sociologico, economico, giuridico e statistico, tipizzando la modellistica dei patti corruttivi. Tutti ambiti di studio in cui l’Istituto di Studi Politici "S. Pio V" si rivela un’eccellenza nel campo della ricerca.

Il Convegno
A presentare il Rapporto e a moderare il convegno tenutosi a Roma è stato il professor Paolo de Nardis, Presidente dell’Istituto di Studi Politici "S. Pio V", che ha introdotto le relazioni di Federico Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo), Carlo Chiappinelli (Presidente delle Sezioni riunite in sede di controllo), Vittorio Rizzi (Vice Capo Polizia di Stato) e Bruno Tabacci (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Sono inoltre intervenuti al dibattito anche il Consigliere delegato alla Ricerca dell’Istituto Giuseppe Acocella e i curatori del volume “Terzo Rapporto sulla Criminalità e Sicurezza a Napoli” Giacomo Di Gennaro (docente di Sociologia giuridica e della devianza all’Università Federico II) e Riccardo Marselli (professore di Economia politica dell’Ateneo Parthenope di Napoli).

L’Istituto S. Pio V
L’Istituto di Studi Politici "S. Pio V", fondato a Roma nel 1971, è impegnato da anni negli studi nel campo delle scienze umanistiche e collabora con istituzioni accademiche ed Enti italiani ed esteri. Tramite il lavoro di ricerca, l’Istituto pone da sempre al centro del dibattito culturale importanti temi di carattere scientifico e socio-politico, che vanno dalle questioni europee a quelle dei diritti umani, da quelle socio-economiche a quelle delle relazioni internazionali. I risultati di questo lavoro sono pubblicati e presentati nell’ambito di convegni e seminari. Proprio per questo, sin dalla sua fondazione l’Istituto ha assegnato un ruolo centrale alla formazione dei ricercatori attraverso il loro coinvolgimento nell’attività di ricerca e tramite l’istituzione di borse di studio ad essi dedicate. Nel 1996 l’Istituto ha fondato la Libera Università degli Studi S. Pio V (UNINT), con cui mantiene stretti rapporti di collaborazione scientifica e verso la quale si impegna con compiti di orientamento e di indirizzo scientifico. Per la valorizzazione e diffusione della propria attività di ricerca, l’Istituto si avvale della Casa Editrice APES con la quale pubblica, oltre alla propria produzione scientifica, la Rivista di Studi Politici, un trimestrale che pone attenzione con rigore scientifico alle questioni al centro del dibattito politico e culturale attuale.

Per saperne di più visita il sito www.istitutospiov.it 

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