ROMA

Fiumicino, sos balneari lidi e chioschi sott'acqua

Mercoledì 1 Gennaio 2020 di Umberto Serenelli
Fiumicino, sos balneari
lidi e chioschi sott'acqua
Sos erosione lanciato dai proprietari di chioschi e stabilimenti balneari di Fiumicino città. Le ultime violente mareggiate hanno infatti invaso i locali delle strutture che si affacciano sul lungomare della Salute a Isola Sacra, provocando danni e disagi. Sul banco degli imputati sono finite le sprofondate scogliere in scaglione di selce, gettate a protezione di un tratto di costa lungo 2 chilometri, che non riescono più a arginare i marosi la cui furia ha abbattuto recinzioni invernali, predisposte dagli operatori sulla spiaggia, e trascinato enormi tronchi a ridosso delle cabine. «Siamo molto preoccupati dai danni causati dal mare – commenta Andrea Gasparini, titolare dello stabilimento La Bussola - Le onde sono sempre rimaste lontane dal mio ristorante ora invece lo hanno completamente allagato. La stessa cosa è accaduta a altri colleghi. Sono a rischio anche le cabine. La notte non dormo più, in vista delle prossime mareggiate temo ulteriori danni».
Allagato anche il ristorante dello stabilimento Vittoria al cui interno i flutti hanno trascinato sabbia tra tavoli e sedie nella sala principale. «Da anni denunciamo che le dighe a protezione della costa sono sprofondate di circa 2 metri – precisa Salvatore Spataro, proprietario del Vittoria – e non costituiscono più un baluardo in presenza di comunissime mareggiate, figuriamoci davanti a quelle dei giorni scorsi con flutti alti 5 metri. Se non si provvederà in tempo rischiamo la fine dei colleghi di Ostia e Fregene. Negli stabilimenti ci sono ristoranti dove lavorano tante persone: di questo passo si corre il rischio di mandarli a casa». Lungo il tratto di costa antistante gli stabilimenti è stata registrata anche una significativa moria di piccoli pesci, che ora emanano un cattivo odore, con la presenza di cumuli di detriti e giganteschi tronchi.
È proprio l’immondizia trasportata dalle piene del Tevere, spalmata poi dal mare lungo tutto il tratto di costa, che preoccupa gli operatori balneari. I rifiuti ora rischiano di essere seppelliti dalla sabbia che il vento sposta lungo l’arenile, mentre i mega tronchi di albero devono essere tagliati con motoseghe per poterli rimuovere. «Rispetto agli anni passati – dice Paolo Mazzuca, titolare del ristorante Oltremare - le mareggiate sono diventate più aggressive per questo le dighe oggi sono inadeguate. Occorrono nuove tecnologie per bloccare il fenomeno erosivo».
Dopo una settimana, dal giorno in cui è stata rinvenuta una tartaruga morta sulla riva, il carapace è stato finalmente rimosso, con i “cavalloni” che l’hanno fatta rotolare a pochi metri dal muro di contenimento della sabbia. Per diversi giorni l’animale è stata un’attrattiva per i molti curiosi che si sono divertiti a fotografare la Carretta-carretta priva di vita. Il marciapiede e la pista ciclabile del lungomare della Salute sono ricoperti dalla sabbia che ha superato il muretto di contenimento. Alcuni ristoratori sono stati costretti a spalare la rena finita davanti all’ingresso delle loro attività.
«Visto che nessuno è intervenuto per rimuovere i cumuli di sabbia in strada – dice Teresa Orsini del bar-ristorante Baffo – ci siamo armati di pala e carriola per dare un pizzico di decoro alla zona». A Focene in difficoltà i chioschi Baraonda e 40° all’ombra, il primo è stato aggredito dalle onde e l’altro è a rischio crollo: l’erosione ha creato uno scalino di sabbia di due metri. L’attenzione dei residenti si è però focalizzata sul mare che ha scavalcato i varchi e allagato viale Focene, strada principale della cittadina marinara. «Crescono le nostre preoccupazioni davanti al fenomeno erosivo senza precedenti – sottolinea Alessandro Spagnolo, presidente del Comitato Fare Focene – il mare ha sfondato in diversi punti: ai chioschi Cabiria, Baraonda e 40° all’ombra oltre che in via delle Came, trasformando in un fiume viale Focene. I tombini stradali hanno difficoltà a raccogliere acqua piovana figuriamoci quella salmastra». Il Comitato ha avviato la raccolta di firme su un esposto-diffida nei confronti delle problematiche irrisolte che stanno provocando disagi e paralizzando la viabilità cittadina.
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