Fiumicino, la rivolta degli ambulanti: «Così salta il mercato del sabato»

Sabato 23 Maggio 2020 di Umberto Serenelli
Protesta degli ambulanti a Fiumicino

I venditori ambulanti che danno vita al mercato del sabato in via Foce Micina a Fiumicino sul piede di guerra. In segno di protesta, contro la decisione dell’amministrazione comunale di dividere i 148 banchi per fronteggiare l’emergenza coronavirus, non hanno infatti aperto le attività e manifestato il dissenso contro l’ordinanza sindacale n. 39 del 20 maggio scorso.
 

Il primo cittadino Esterino Montino ha deciso di spalmare le bancherelle anche in via del Canale, modificando anche la viabilità nel quadrante del rione. Questa ha scatenato anche le ire dei commercianti di via del Canale e di via G. B. Grassi che contestano al sindaco di aver deciso senza ascoltare il parere dei negozianti. «Se ci avesse convocato e reso partecipi di tali decisioni questa protesta poteva essere congiurata – dice il commerciante Claudio Cerulli -. L’amministrazione è riuscita a scontentare tutti anche i residenti che si sono trovati davanti a fatto compiuto. Il Covid-19 ha colpito soprattutto il commercio che vuole ripartire ma ci deve essere la volontà di farci lavorare. Sono spartiti, il sabato mattina, circa 200 parcheggi e i marciapiedi presentano pericolosi avvallamenti».

VIABILITA’ 
La nuova sistemazione dei banchi è stata fatta troppo in fretta e alcuni dovranno vendere proprio davanti agli ingressi di un negozio di elettrauto che sabato mattina corre il rischio di non lavorare. C’è chi definisce la decisione presa da “veri dilettanti” perché su via del Canale saranno costretti a restare “prigionieri” in casa alcuni residenti in quanto gli stalli dei banchi sono stati tracciati davanti a passi carrabili. «La nuova viabilità è stata fatta con i piedi – precisa il commerciante Luigi Zoli – perché via G. B. Grassi è a senso unico ed è stata chiusa a via del Canale, dove è possibile l’accesso, per fare posti a i banchi. Siamo alle comiche. Di fatto alla strada si accede con difficoltà da una stretta via laterale dove però non posso transitare mezzi pesanti». La protesta degli ambulanti si è fatta sentire e, alcuni gruppi, si sono scagliati contro colleghi che avevano aperto l’attività di vendita poi chiusa tempestivamente.

VERTICE IN COMUNE
«Era inevitabile che si arrivasse a bloccare l’apertura del mercato – dice Paolo Ceroni, delegato Anva Confesercenti -. Il Sindaco non ha preso in considerazione la nostra idea e neppure è riuscito a mantenere quanto proposto. Dal ciglio del marciapiede alle bancarelle dovevano restare 4 metri per la sicurezza Covid e invece sono appena 2 i metri. Tra poco è previsto un vertice in comune tra una nostra rappresentanza e lo staff del capo del gabinetto del Sindaco da cui gli ambulanti si aspettano una risposta concreta». I circa 200 ambulanti hanno proseguito il loro sit-in all’ingresso di via Foce Micina controllati dal forte dispiegamento di polizia e di vigili urbani costretti a contenere le ire della categoria e a dover difendere progetti varati con troppo leggerezza in tempo di coronavirus.

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