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Donatella Rettore: «Il tumore, operata in lockdown, la perdita di Stefano: un anno da incubo ma ora riparto con con Rockopera»

Donatella Rettore: «Operata di tumore in lockdown»

Donatella Rettore
di Elena Filini
4 Minuti di Lettura
Martedì 13 Aprile 2021, 05:07 - Ultimo aggiornamento: 17:45

«Tante croci su questo palco, che prima era pieno di luci». Un omaggio agli amici caduti, da Lucia Bosè a Stefano D'Orazio. E una meditazione su questa pandemia, che consiglia agli artisti di tornare in teatro, nelle piccole sale, e a ricalibrare la leggerezza anni 80 in uno stile più meditato. Donatella Rettore, 65 anni, sarà di nuovo in scena in autunno con Rockopera, una tournèe teatrale dove, accanto alle sue celebri hit, da Kobra a Splendido Splendente, si confronta con una nuova canzone, che dà il titolo allo spettacolo e duetterà con gli amici di sempre, da Red Canzian a Marcella Bella. «Ci hanno detto che noi artisti eravamo il virus, hanno chiuso le porte dei teatri, ma dobbiamo tornare a far sentire la nostra voce».


Ora Rettore è decisa a riprendersi la scena. Cosa sarà Rockopera?
«Non è un musical, è un racconto dal vivo dove la protagonista è la musica. Ci sarò io con una band dal vivo e ripercorrerò i successi della mia carriera, ci sarà un alter ego che è un performer alla David Bowie e rappresenterà la mia coscienza. E poi ci saranno molti ospiti: colleghi, artisti, attori. Canteranno le loro cose, duetteranno con me e mi faranno un sacco di domande extra-copione».


Da cosa nasce il titolo?
«Dal fatto che il canovaccio è quello di un'opera, e in qualche data ci sarà anche la lirica. Poi ci sarà una parte di recitativo cioè le sezioni parlate più di intrattenimento. Inoltre tutto sarà rigorosamente dal vivo, con una regia. E il leit motiv è formato da musiche orchestrali scritte da me e Claudio (il marito Claudio Rego, da 44 anni al suo fianco) che legheranno, insieme al video, il tutto».


Dove debutterà lo spettacolo?
«Inizieremo le prove in Veneto a fine primavera. Il debutto sarà in ottobre a Roma o a Milano, anche se io preferirei rodare lo spettacolo in provincia».


Improvvisazione jazz, struttura operistica. Perchè Rettore lascia la piazza ed entra in teatro?
«Dopo questo macello di sofferenza, mi sembra che il teatro sia un luogo più intimo e raccolto, uno spazio sicuro di riflessione, dove far capire meglio le canzoni. È un'idea tutta nuova: ci saranno anche dei rapper e molti emergenti. Sarà una cosa molto Rettore».


Com'è stato il suo ultimo anno?
«Da incubo. Nel marzo scorso sono stata operata di un tumore al seno. E, mentre ero in ospedale, è scattato il lockdown. Nonostante il mio oncologo fosse disposto a portarmi a casa, mi vedevo ormai inchiodata in reparto per un mese. Poi sono stata a casa, mi sono curata, sono stata molto previdente. Io sono talassemica e non posso rischiare».


Cosa pensa del piano vaccinale?
«È l'unica soluzione. Non vedo l'ora che arrivi il mio turno».


È riuscita a comporre e lavorare in questi mesi?
«È stata dura, ho assorbito la paura e la tristezza intorno a me. Molti amici non ci sono più come Stefano D'Orazio. Altri hanno rischiato grosso, penso a Marina Fiordaliso, che ha perso i genitori ed è stata pesantemente contagiata dal virus. Per chi non ce l'ha fatta ho scritto la canzone che dà il titolo allo spettacolo. Mi auguro che ora stiano meglio di noi».


Chi è riuscita a strapparle una risata?
«Mara Venier, e non la ringrazierò mai abbastanza. Mi è stata vicina, abbiamo fatto bei collegamenti a Domenica In; è stata meravigliosa».


A Sanremo è tornata in gran spolvero con La rappresentante di lista
«Non mi sono quasi accorta della mancanza del pubblico perchè avevamo un'orchestra strepitosa davanti a noi che oltre a suonare benissimo era partecipe, applaudiva. Cercavo di intuire l'applauso lontano del pubblico. Ero abbinata a La Rappresentante di lista: sono dei veri talentuosi, artisti completi, cantanti e performer sul modello americano. Nel mio spettacolo in qualche data ci saranno anche loro».


Quale sarà il messaggio di Rockopera?
«Puro divertimento ma anche riflessione. Io per carattere ho sempre preferito farmi una risata che un pianto. Ma questi sono tempi difficili, che vanno metabolizzati. Lasceremo parlare le emozioni e la musica. Mi piacerebbe avere Orietta Berti, Morgan e Alessandro Preziosi».

 

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