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Barca e cellulare, i sogni degli aspiranti chef a lezione da tre professionisti della ristorazione

I ragazzi orientali più "pratici" e orientati all'imprenditoria

Barca e cellulare, i sogni degli aspiranti chef a lezione da tre professionisti della ristorazione
di Filomena Spolaor
4 Minuti di Lettura
Giovedì 12 Maggio 2022, 10:49

VENEZIA - Da una parte gli chef, a caccia di ragazzi da avviare alla carriera nei ristoranti e con precise richieste di ampia disponibilità. Dall'altra gli studenti, in questo caso dell'istituto alberghiero Barbarigo di Venezia, con le loro curiosità (anche banali, tipo: Ma durante uno stage in un ristorante si devono lavare i piatti?) e le loro esigenze. Alcune molto pratiche, come quella di lavorare per pagarsi la barca o lo smartphone, evidentemente in testa alla scala dei valori più del lavoro e della passione.


L'INCONTRO
Due mondi che si sono confrontati ieri in occasione di un coaching con lo chef in M9, nel corso di un incontro tra gli allievi della classe 3A dell'istituto con tre professionisti del mondo della ristorazione Fipe Confcommercio (pubblici esercizi), in concomitanza con una visit all'esposizione Gusto! Gli italiani a tavola 1970-2050 nel museo.
È stato interessante notare come i due mondi siano spesso lontani. Ma almeno ieri si son parlati. Cosa è emerso? Innanzitutto la lezione dei tre chef e i loro comandamenti: i giovani ristoratori devono conoscere l'abc della cucina, sacrificarsi con buona volontà di lavorare nel weekend, mostrarsi ed essere se stessi anche sbagliando, al resto pensano gli imprenditori.


LA LEZIONE DEGLI CHEF
Federico Mariutti, titolare dell'osteria Turlonia (Pordenone), consigliere nazionale giovani di Fipe Confcommercio, è figlio di ristoratori cresciuto facendo palline di pizza e frequentato la scuola alberghiera ad Aviano. Tra le prime esperienze di stage quella con lo chef dell'hotel Gritti, dove ha imparato a tagliare le verdure, in seguito la stagione invernale in un albergo a San Moritz come addetto al buffet freddo e a tagliare salmone affumicato. Un ragazzo con una valigia di esperienze all'estero, che un giorno di ritorno da Londra con un piccolo sostegno del padre ha deciso di aprire la sua osteria in Friuli per dedicarsi alla cucina tradizionale. Proprio come lo chef Alessandro Borghese che ,giorni fa, nella denuncia alla fatica di reclutare personale aveva spiegato che di fronte a defezioni dell'ultimo momento si trovava a cucinare lui, così ieri per lo stesso motivo non ha potuto partecipare all'incontro di persona in M9 Diego Cesarato, titolare de La Gineria a Santa Maria di Sala.
Il giovane ha raccontato di avere aperto il locale nel 2015, riconosciuto tra i cento migliori di cocktail al mondo con sedici dipendenti, fattura più di due milioni di euro. «Passione, lavoro, sincerità - ha detto degli ospiti Francesco Antonich, direttore di Confcommercio - vissute nell'impegno del lavoro e umiltà, accomunate da un'esperienza di rinuncia». Elementi che caratterizzano anche il racconto di Elena Bordin, titolare del ristorante hotel La Capinera a Pianiga, presidente Donne Fipe Metropolitana. Pur essendo figlia di ristoratori, dopo la laurea in scienze della comunicazione e alcuni periodi di stage all'estero, la giovane è tornata a casa per lavorare nell'attività di famiglia specializzandosi nell'organizzazione di banchetti nel settore wedding. Tra le domande rivolte agli chef dagli studenti, qualcuno ha chiesto se durante uno stage in un ristorante si debba lavare i piatti. «Bisogna fare tutto e rispettare il lavoro di tutti - ha risposto Bordin, raccontando anche come durante i colloqui si trova spesso di fronte a persone che all'inizio non sono disponibili a lavorare nel weekend. «Se vedo la buona volontà - ha spiegato - posso venire incontro a esigenze di vita privata e dare un fine settimana di riposo».


LE ESIGENZE DEGLI STUDENTI
E le aspettative dei ragazzi, degli aspiranti chef o camerieri? Dopo tre mesi di stage in ristoranti e alberghi, gli studenti del Barbarigo di Venezia ieri erano felici di essere stati scelti per la stagione di lavoro estiva e qualcuno di avere ricevuto la mancia. Dei ragazzi che hanno fatto lo stage di due settimane, l'80% è già stato preso per la stagione estiva.
Uno studente ha chiesto: «Ho appena acquistato una barca per l'estate, e sto pensando se lavorare nell'estate per mantenerla. Voi cosa mi consigliereste». A lui e chi ha chiesto se lavorare in estate per mantenersi lo smartphone, è stato risposto che è necessario imparare a fare bene gli spaghetti al pomodoro, perché «le cose più semplici sono le più difficili».
Nella classe, anche molti ragazzi orientali. Loro hanno posto domande con obiettivi imprenditorialità. Un ragazzo con padre originario dell'Uruguay, che ha espresso il desiderio si aprire un ristorante di cucina italiana in Sud America, è stato consigliato di fare attenzione ai ristoranti italiani storpiati.

 

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