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Tragedia di Revine, la rabbia dei nonni della piccola Mariia: «Solo 6 animatori per 60 bimbi? Impossibile controllarli tutti»

I nonni della piccola Mariia annegata a Revine Lago si lasciano andare nel dolore
di Maria Elena Pattaro e Claudia Borsoi
4 Minuti di Lettura
Domenica 31 Luglio 2022, 11:05 - Ultimo aggiornamento: 17:51

REVINE LAGO  - «Vogliamo sapere la verità sulla morte della nostra bambina. Le suore parlino e spieghino come è possibile che per cinquanta minuti nessuno si sia accorto che Mariia era sott'acqua». Nonno Igor è un fiume in piena: è stato lui ieri pomeriggio, 30 luglio, a margine della messa in ricordo della nipotina, a dar voce alle angosce dell'intera famiglia. «Dov'erano gli animatori quando la nostra bambina è scomparsa? Ci è stato riferito che ce n'erano solo sei per sessanta bambini e alcuni testimoni ci hanno detto che i bambini quel giorno non erano guardati». Il marito di nonna Ivana punta il dito contro l'organizzazione della sorveglianza, che alcuni testimoni hanno descritto come tutt'altro che impeccabile. Anche nella fase delle ricerche, dopo che ci si è accorti che la bimba era scomparsa. «Credo che ci sia stata un po' di improvvisazione» aveva raccontato a caldo il titolare del bar Fela, Julien Hercelin, tra i primi a soccorrere la piccola, una volta recuperata dal lago.


«QUEL LAGO È PERICOLOSO»

C'è anche un'altra domanda che assilla mamma Antonina, nonna Ivana e suo marito: perché i bambini sono stati portati in gita lì? «Quel lago è pericoloso anche per gli adulti, figuriamoci per i bambini. Tant'è che tre settimane fa avevo scelto il lago di Santa Croce per una gita con la famiglia, avevamo portato lì Mariia e la sorellina» racconta Igor. Alla moglie, che gli aveva fatto notare che quello di Santa Maria era più vicino, lui aveva dato una risposta categorica: «Mai andare in quello di Revine perché è pericoloso!». Un monito che oggi suona come un funesto presagio: è in quelle acque che Mariia, è annegata a soli 7 anni in una giornata che avrebbe dovuto essere all'insegna della spensieratezza. Invece è sfociata in tragedia. «Io non sapevo che Mariia fosse lì: ero in Puglia per lavoro, faccio il camionista». «Ho fiducia nelle indagini: bisogna sapere la verità. Le suore parlino» - aggiunge nonna Ivana. Le suore del Campus San Giuseppe erano presenti ieri, in segno di vicinanza. Tra loro anche la responsabile amministrativa suor Maddalena. «Doveroso essere qui, ma preferiamo non rilasciare dichiarazioni, in attesa degli sviluppi investigativi» dicono. «Vogliamo fare piena luce sulla tragedia - ribadisce Igor - e se resterà qualche dubbio, siamo pronti a fare una seconda autopsia in Ucraina». Dolore, ma anche rabbia di fronte a una tragedia che secondo loro potrebbe non essere una tragica fatalità. «Mariia stava bene, era sana. E non sapeva nuotare» precisa il nonno, scettico di fronte all'ipotesi di un malore fatale (Sarà l'autopsia disposta dalla Procura a chiarire la causa del decesso, che da un primo esame esterno parrebbe avvenuto per annegamento.


LO STRAZIO
Del piccolo angelo biondo oggi non resta che il ricordo. Mamma Antonina ieri pomeriggio è arrivata alla chiesa della Consolata stringendo a sé la foto della figlia. Con l'altra mano teneva la figlioletta più piccola, di appena 5 anni. Piange in silenzio e a metà celebrazione viene sopraffatta dal dolore, tanto da dover uscire a prendere un po' d'aria. Per il marito Paolo, rimasto in Ucraina, al dramma della figlia morta si aggiunge la difficoltà di raggiungere l'Italia. La strada è in salita e irta di burocrazia: lasciare il paese non è facile visto il conflitto in corso. Il console ucraino onorario delle Tre Venezie si è mobilitato immediatamente per fornire tutto l'aiuto necessario. L'altro mesto viaggio sarà il rimpatrio della salma della piccola. «Il funerale verrà celebrato in Ucraina e Mariia sarà seppellita lì, dove è nata e cresciuta» ha ribadito la famiglia. Venerdì mamma Antonina si è recata al lago di Revine, accompagnata da Igor, per vedere il posto in cui la figlioletta ha perso la vita. Ma soprattutto per capire come è potuto accadere. Nessuno di loro si darà pace finché non avrà una risposta.

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