Si aggrava la maestra no vax: intubata. I genitori: «Era un pericolo per i nostri figli»

Sabrina Pattarello
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Venerdì 17 Settembre 2021, 05:06 - Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 10:01

TREVISO - Maestra no vax, già segnalata e sollevata dalla docenza a Treviso nello scorso gennaio, ha contratto il Covid ed ora è ricoverata nel reparto di terapia intensiva all'ospedale di Mestre. La notizia che ha scosso i genitori della Giovanni XXIII di Treviso, è confermata dall'azienda sanitaria. Sabrina Pattarello, 45enne veneziana, «è in condizioni critiche». La supplente salita agli onori della cronaca perchè pretendeva che i suoi alunni togliessero le mascherine e avvicinassero i banchi, ha contratto il virus in maniera seria. «Purtroppo tutti i ricoverati sono non vaccinati- commentano i genitori che animarono la protesta per allontanarla da scuola- e siamo certi che lei lo sia. Umanamente ci dispiace, ma i nostri figli con lei hanno corso un grosso rischio».

TEORIE NEGAZIONISTE
«Il Covid non esiste» diceva ai bambini. Una teoria ribadita e ripetuta con fierezza in manifestazioni e trasmissioni televisive in cui sosteneva che il virus «colpisce solo gli anziani, e chi si vaccina rischia di più». Teorie purtroppo molto diffuse negli ambienti no vax e pericolosissime, basti considerare che la docente, ora, si trova ricoverata in Terapia intensiva all'ospedale dell'Angelo di Mestre. È intubata. Il suo caso, emerso nel dicembre scorso, indignò l'Italia. La vicenda si snoda dal 14 dicembre al 14 gennaio. Un mese che accende i riflettori su docenti, dirigente e studenti della Giovanni XXIII, scuola elementare a ridosso delle Mura di Treviso. I responsabili di classe segnalano da qualche tempo la condotta della supplente che chiede ai loro figli di unire i banchi e di abbassare le mascherine. È il 14 dicembre: dopo settimane di segnalazioni informali tra docenti, rappresentanti e preside, scoppia il bubbone. Il drappello dei genitori si presenta davanti alla scuola elementare Giovanni XXIII. La docente, etichettata subito come maestra no mask non fa del resto mistero delle proprie opinioni sui social e in un servizio mandato in settembre dalla trasmissione Piazza Pulita in cui scandisce che «il virus non esiste». Alla richiesta della preside di indossare correttamente il presidio, la donna risponde con un certificato medico che le consente di utilizzare visiera e mascherina trasparente.

IL BLITZ A SCUOLA
Lo stesso giorno Mario Conte, sindaco di Treviso, si presenta a scuola con gli agenti della polizia locale. Ma dall'indagine non risultano irregolarità: la maestra indossa la doppia mascherine e così i bambini. Ma il caso era ormai scoppiato. Destinato in meno di una giornata, a fare il giro dell'Italia. Lo stesso giorno il Prefetto Maria Rosaria Laganà si confronta con la preside e con il Provveditore Barbara Sardella sull'opportunità di aprire un procedimento disciplinare nei confronti della docente. Colpevolisti ed innocentisti si dividono, mentre la diretta interessata sceglie di non intervenire nella vicenda e si mette in malattia. Arrivano le vacanze di Natale e con esse la sospensione dalle lezioni. Ma lunedì 11 gennaio la docente è sul posto di lavoro.

L'ALLONTANAMENTO
La notizia fa riesplodere la polemica tra le famiglie che arrivano davanti ai cancelli alle 13 con l'intenzione di ritirare i propri figli prima della fine dell'orario prestabilito. A quanto risulta tuttavia la docente è stata spostata a mansioni di supporto in compresenza con altre docenti in attesa di una risposta dal Ministero. Il suo contratto, che avrebbe dovuto concludersi il 28 gennaio, si chiude il 15 gennaio. Dalle indagini emerge anche che la maestra avrebbe certificato titoli che in realtà non possiede. Il Ministero della Pubblica Istruzione chiarisce in seguito che la docente non aveva un'assunzione ma un contratto a termine per supporto in base alle nuove procedure Anticovid. Contratto dal quale- a quanto spiega il Ministero- sarebbe stata sollevata anche a causa di alcune incongruità. La donna avrebbe dichiarato di possedere un diploma magistrale, mentre invece ha un diploma di tipo tecnico. Fatto, quest'ultimo confermato dal Provveditorato di Treviso. Oltre alla questione giudiziaria, l'atteggiamento ondivago della supplente aveva provocato lo strappo con Comicost, l'associazione che aveva accettato di tutelare la sua posizione no mask e di difenderla. La vicenda poi sembrava essersi esaurita. Ma la notizia del ricovero in terapia intensiva ha riacceso l'angoscia dei genitori. «Ci siamo opposti in ogni modo alla sua presenza a scuola- concludono- e purtroppo avevamo ragione».
 

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