Benzina alle stelle, l'appello del presidente degli autotrasportatori: «Fermate i camion prima di fallire»

Camion in piazza per protesta contro il caro benzina
di Mauro Favaro
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Domenica 6 Marzo 2022, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 7 Marzo, 11:02

TREVISO - «Fermate i camion piuttosto di lavorare in perdita: le aziende che oggi non possono far quadrare i conti a causa del costo del carburante schizzato alle stelle, soprattutto quelle più piccole, domani rischiano di saltare definitivamente. I primi effetti si vedranno già tra un mese e mezzo, quando tirando le somme si scoprirà di aver speso di più di quanto si è incassato». È un vero e proprio allarme quello lanciato da Danilo Vendrame, presidente dei trasportatori della Confartigianato.

I NUMERI
Sono quasi 3mila le aziende di autotrasporto con base nella Marca. La maggior parte monoveicolari. Cioè i padroncini. Se poi si considera anche chi lavora con due o tre mezzi, si arriva addirittura al 90% del totale. Davanti alla crisi innescata dal caro-carburante, esplosa dopo l'inizio della guerra in Ucraina, Vendrame si rivolge in particolare a loro. «Oggi spediamo in media tra i 40 e i 50 euro in più al giorno per il gasolio. E tra domani e martedì i prezzi aumenteranno ancora fa i conti in questa situazione le aziende del trasporto non possono far altro che aumentare le proprie tariffe». Nelle prossime ore la maggior parte dei distributori trevigiani potrebbe sfondare quota 2 euro per un litro di benzina. Alcuni sono già andati oltre. Si viaggia verso un incremento del 40% rispetto all'inizio dell'autunno. Con il gasolio subito dietro. Il Gpl ha registrato aumenti relativamente più contenuti. Mentre per il metano l'incremento è stato enorme, in alcuni casi addirittura del 150%. Molti servizi di autotrasporto, però, sono vincolati da contratti già sottoscritti. E su questo aspetto dalla Confartigianato chiedono direttamente l'intervento del governo.

EFFETTO DOMINO
«Basterebbe un decreto per sbloccare la situazione indica il presidente dei trasportatori consentendo di aumentare tutti i contratti in essere, ad esempio del 5 o del 10%, a fronte dell'aumento stratosferico del costo del carburante. Se fosse stato fatto già una ventina di giorni fa, come avevamo chiesto, oggi non saremmo arrivati a questo punto». Resta da capire se poi i clienti si tirerebbero indietro per non scaricare ulteriormente il costo sui consumatori. «Non c'è un altro sistema allarga le braccia Vendrame quel che è certo è che non si può portare le aziende di autotrasporto al fallimento. Se si va avanti senza fare nulla, si mettono a repentaglio le stesse ditte». Il referente della Confartigianato esclude la possibilità di uno sciopero strutturato dei mezzi pesanti. Si è ancora in fase di emergenza per il Covid. Più quella riguardante la guerra. E gli autotrasporti sono inquadrati come un servizio essenziale. «Oltre agli scioperi, il punto vero è che oggi o aumenti i prezzi o ti devi fermare per scongiurare il rischio di perdere tutto», sottolinea. Non è una questione di buona volontà o di dedizione al lavoro. L'alternativa sarebbe quella di calmierare il prezzo dei carburanti. In questa fase, però, Vendrame non ci crede troppo. «Il costo non si abbasserà. Ci potranno magari essere dei livellamenti, ma non variazioni di sostanza prevede tutti stanno aspettando interventi dello Stato. Ma per il momento su questo fronte il governo ha messo in campo delle risorse che non sono sufficienti. Parliamo di qualche decina di euro all'anno per azienda. Una cosa risibile». Dal canto loro, i gestori dei distributori hanno chiesto di togliere l'Iva o di ridurre la portata delle accise. Ma c'è un'incognita enorme: in questo periodo lo Stato potrebbe davvero fare a meno di un'entrata per le proprie casse così consistente? 

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