«Stai zitto negrone»: la squadra se ne va. Il capitano: «Giusto, basta insulti razzisti»

«Stai zitto negrone»: la squadra se ne va. Il capitano: «Giusto, basta insulti razzisti»
di Damiano Gava
4 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Ottobre 2021, 10:17 - Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 10:32

CISON DI VALMARINO (TREVISO) - «Io sottoscritto Sansoni Miki, in qualità di capitano del San Michele Salsa, al minuto 25 (del primo tempo, ndr) a gioco fermo ho ritirato la squadra in seguito a un insulto razzista da parte di uno spettatore del pubblico («Stai zitto negrone») rivolto al nostro giocatore numero 6 Ousseynou Diedhiou». Recita così la nota scritta dal capitano della squadra vittoriese che gioca in Prima categoria, dopo la sospensione del match contro la Cisonese, partita valida per il girone I.

Insulti razzisti in campo

Durante la prima metà di una gara tranquilla e tutta ancora da decidere, i padroni di casa conducevano per 1-0 quando si stava per battere una rimessa laterale e l'arbitro, Ciprandi della sezione di Treviso, si stava chiarendo con il difensore del San Michele Salsa Ousseynou Diedhiou per un precedente fuorigioco fischiato. In quel frangente dagli spalti si è sentito distintamente urlare da una persona «Stai zitto negrone». Così il capitano del San Michele Salsa, Miki Sansoni, ha risposto istintivamente allo spettatore razzista urlando: «Sei un ignorante». Dopo queste parole il direttore di gara ha espulso Sansoni che, non vedendo punita nè tantomeno segnalata la frase razzista piovuta dagli spalti e udita da tutti, ha deciso di ritirare i suoi compagni invitandoli a tornare negli spogliatoi. Una posizione forte quella del capitano del San Michele che ha mandato un segnale a tutti quando si parla di un tema così attuale e così delicato: di fronte al razzismo si devono prendere provvedimenti estremi. Anche quello di abbandonare il campo.


L'allenatore avversario

A quel punto la partita è stata ufficialmente sospesa dall'arbitro al 25' del primo tempo dopo l'uscita di scena della squadra ospite. L'allenatore della Cisonese Michele Cavecchia racconta così l'accaduto: «C'è stato un intervento del difensore loro ma il clima in campo era tranquillo. Sinceramente non ho capito se ci sono state proteste, la nostra panchina era distante. Poi è successo tutto in un attimo, è stato come un fulmine a ciel sereno: un uomo dal pubblico ha inveito in modo insensato verso un giocatore di colore della squadra avversaria e loro hanno abbandonato il campo. Non so se c'è stata una provocazione, l'insulto razzista si è sentito ed è da condannare anche se per fortuna era solo uno. Dispiace per tutto, in campo c'era rispetto e tranquillità, questo gesto è da segnalare e condannare ma ha penalizzato tutti, anche noi.

Il dirigente

Il dirigente Sergio Faraon del San Michele Salsa, già ex assessore sport di Vittorio Veneto, appoggia la scelta dei suoi ragazzi: «Sono più di quarant'anni che faccio questo mestiere e non è possibile assistere ancora a queste scene pietose. La partita non c'entra nulla, era tutto aperto e anche se fossimo stati in dieci ce la saremmo potuta giocare. I ragazzi in campo sono persone adulte, libere, intelligenti e mature, come hanno dimostrato anche oggi compiendo un gesto estremo come quello di far sospendere una partita. Il tutto in favore di un loro compagno e soprattutto per condannare una piaga ancora presente nel nostro movimento e non solo. Mi è stato detto che un calciatore di colore della Cisonese è uscito commosso dal loro spogliatoio e ci ha ringraziato per il gesto che avevamo fatto. Lo sport è l'emblema dell'integrazione, credo che dobbiamo essere tra i primi a dare l'esempio». Parla infine delle possibili conseguenze della sospensione: «Ci assumeremo tutte le responsabilità qualunque sia la decisione del giudice sportivo, coscienti del fatto che è stato compiuto un atto giusto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA