Insulti razzisti ai giocatori di colore, sindaco di Badia infuriato per la figuraccia

La squadra di calcio della Giovane Italia Polesella
di Alessandro Garbo
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Martedì 28 Settembre 2021, 05:45 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 11:31

POLESELLA/BADIA -  Il caso dei presunti insulti razzisti scuote la Terza categoria polesana e coinvolge anche le amministrazioni comunali. Domenica, nella sfida giocata a Polesella tra i locali e l’Abbazia, sarebbero partiti cori pesanti dalla tribuna e l’allenatore locale Cappellari ha ritirato la squadra, salvo poi rientrare in campo per terminare il match, vinto 9-1 dagli ospiti. I provvedimenti della Giustizia sportiva dovrebbero arrivare domani. Su tutte le furie il sindaco di Badia, Giovanni Rossi: «Ho provveduto a contattare il sindaco di Polesella Leonardo Raito e scusarmi a nome della cittadinanza. Sono episodi da condannare. Invieremo una lettera di spiegazioni sia all’Abbazia che alla Figc». 

Il tifoso dell’Abbazia, accusato di aver offeso i giocatori di colore Keita, Diakite e Kone, fornisce la sua versione: «Nessun insulto razzista rivolto ai giocatori. Alcuni tifosi di casa invitavano gli amici in campo a picchiare i nostri atleti. Sono intervenuto per difendere l’incolumità dei ragazzi, che al lunedì lavorano e non possono rischiare di farsi male. Sì è acceso un battibecco, ma tutto si è risolto in breve tempo. Poi abbiamo riso e scherzato, ci siamo ritrovati al bar a bere». 


REAZIONI INDIGNATE

Il direttore sportivo del Polesella, Nicola Girotti, rimane sulla propria posizione: «I giocatori vicini alla tribuna hanno sentito le frasi. La decisione di ritirare la squadra è stata condivisa dal tecnico, il sottoscritto e il presidente. Siamo rientrati perché l’arbitro ci ha assicurato di aver sentito due frasi distinte e spiacevoli, che scriverà nel rapporto. Sempre il direttore di gara (Roca di Rovigo) mi ha riferito di aver individuato, sugli spalti, un tifoso con il giubbotto verde protagonista degli insulti. Lunedì il nostro presidente Nicola Savastano ha ricevuto la telefonata dei Carabinieri di Polesella, intervenuti domenica allo stadio, per sapere se la società farà denuncia. Al momento ci fermiamo qui e non alimenteremo situazioni spiacevoli, attendiamo si muova la Giustizia sportiva».

Cristiano Cappellari, allenatore del Polesella, si è sfogato sui social incassando solidarietà: «Continuo a ricevere messaggi di dirigenti da tutto il Veneto. Quel tifoso si è macchiato di insulti razzisti e alla fine ha pagato da bere, ma il rispetto delle persone non si può comprare col denaro».

Il primo a chiedere scusa, dice Cappellari, è stato l’allenatore ospite. «Mister Eddy Bacchiega si è avvicinato alla nostra panchina, con altri dirigenti, e ha chiesto scusa per le offese dalla tribuna. Ho apprezzato il comportamento del mister». Unica voce fuori dal coro di Orazio Libanore, segretario e responsabile della parte amministrativa del Polesella: «Alcuni amici di un nostro giocatore di colore sono entrati allo stadio, senza pagare il biglietto, e hanno iniziato a fare un tifo sfrenato. In tribuna qualcuno incitava a entrare duro sugli avversari, a quel punto i sostenitori dell’Abbazia sono intervenuti ed è scoppiato un battibecco. Il nostro allenatore ha ritirato la squadra e ho intimato ai ragazzi di rientrare in campo. Non ero d’accordo con la scelta di fermare il match». 
 

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