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Si aggrava dopo l'intervento al cuore, ex bidello era positivo al coronavirus

Il pronto soccorso di Rovigo e la tenda per il coronavirus
di Francesco Campi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 30 Marzo 2020, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 08:19

ROVIGO - Due nuove positività accertate e il terzo morto fra i residenti in Polesine. «Lo iscriviamo fra i decessi con positività registrati fra i residenti in Polesine, anche se forse il termine più corretto è deceduto “con” il Coronavirus, più che “per” il Coronavirus», sottolinea il direttore generale dell’Ulss 5, Antonio Compostella.
Si tratta di Loris Evangelisti, ex bidello di Bergantino, originario di Ficarolo, che avrebbe compiuto 76 anni fra meno di un mese e che era stato ricoverato e sottoposto a un intervento per un problema cardiologico all’ospedale veronese di Legnago, venendo dimesso il 18 marzo.
«Non aveva eseguito il tampone durante il ricovero - chiarisce Compostella - perché non c’erano stati elementi che facessero presagire il rischio Coronavirus. Era tornato a domicilio e ha iniziato a manifestare sintomi con una situazione che è evoluta molto rapidamente. Non era un caso a noi noto e il 27 marzo è arrivato in gravissime condizioni dal punto di vista dell’insufficienza respiratoria al Pronto soccorso di Rovigo. È stato rianimato, ma dopo poco è deceduto. Il tampone è stato eseguito dopo la morte ed è poi arrivato il risultato di positività. In Pronto soccorso è stato gestito dai nostri operatori, dotati di una protezione completa per trattare queste situazioni e hanno agito in piena sicurezza».

SECONDO CASO IN PAESE
Si tratta del secondo decesso registrato a Bergantino dopo quello della 91enne Bruna Trentini. Il sindaco Lara Chiccoli, pur precisando di non aver ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sulla positività del concittadino che si è spento lasciando la moglie e un figlio che lavora in un’altra provincia, non nasconde la pesantezza del dato statistico: «Credo possa dipendere anche dalla posizione geografica di Bergantino, al confine con altre province che hanno numeri importanti e gravi dal punto di vista dei contagi. Infatti entrambi i casi risulterebbero aver origine in altri territori, il primo nel Mantovano, dove lavora il figlio dell’anziana, e il secondo nel Veronese dove l’uomo era stato ricoverato, anche se tutto al momento è da confermare. Una persona che non conoscevo personalmente, ma che era molto attiva anche nel volontariato».
A Bergantino, dove sabato è stato effettuato un lavaggio con sanificazione di strade e marciapiedi, è particolarmente delicata anche la situazione relativa al Distretto della giostra. «Spero che i nostri imprenditori riescano a ripartire, sono sicura che hanno la capacità di farlo, ma certamente non possono essere lasciati da soli», sottolinea il sindaco.

LE VITTIME
I decessi di residenti in Polesine con positività riscontrata al Coronavirus, quindi, salgono a tre, perché oltre ai due residenti a Bergantino c’è da registrare anche quello del 90enne di Occhiobello Gianfranco Bovo, ma erano polesani anche Ferruccio Zerbinati, 85 anni, di Concadirame, uno dei tanti morti fra i ricoverati nella casa di riposo di Merlara, e Severino Siviero, 57 anni, di Porto Viro, anche se da anni viveva a Cento. Sul fronte delle guarigioni, il loro numero resta fermo a sette, anche se Compostella spiega che ci sono due pazienti in attesa del tampone di conferma. I due nuovi contagiati emersi ieri, invece, sono quelli di un 47enne bassopolesano che lavora nel Trevigiano e che alla comparsa dei sintomi ha contattato l’Ulss ed è stato messo in isolamento, ricevendo il riscontro del tampone ieri mattina, e quello di una 31enne altopolesana che ha avuto contatto con un caso positivo e che era stata posta in isolamento già da due settimane, quando è stata ricostruita la catena relazionale del paziente positivo.
«Questo è emblematico del nostro modo di operare», puntualizza Compostella che rimarca come ieri fossero «585 le persone in isolamento domiciliare, cresciute ulteriormente: questo numero alto è quello che mette in potenziale sicurezza tutta la collettività».

I NUMERI
Dal punto di vista clinico, alle 14 di ieri i pazienti con Coronavirus ospedalizzati erano 36: 12 in Pneumologia e nella Terapia Semi-intensiva dell’ospedale di Rovigo, due nel reparto di Malattie infettive, sempre a Rovigo, anche se come ha spiegato il dg dell’Ulss, già nei prossimi giorni dovrebbero essere tutti trasferiti a Trecenta, mentre proprio al San Luca tredici pazienti sono nell’Area Covid non critica e nove invece, in Terapia Intensiva Covid.

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