Top manager, vaccinato, malato due volte di Covid: «Non sarà un caso raro». Perché succede

Top manager, vaccinato, malato due volte di Covid
di M.G.
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Dicembre 2021, 11:11 - Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 09:37

PADOVA - Manager di alto livello, imprenditore che vede molte persone e fa tanti viaggi in Italia. Ha preso il virus all'inizio di gennaio, si è vaccinato, ha ripreso il virus in questi giorni. Ma allora nemmeno guariti e punturati si può stare tranquilli? Ecco, sembra di no. E dunque i 100mila che nel padovano l'hanno già passata non pensino di essersela cavata mentre gli altri sarà meglio che si vaccinino, anche perchè questo tipo di protezione risulta più forte di quella acquisita dopo la malattia.


RICCI

Lo spiega Antonia Ricci, direttrice dell'Istituto zooprofilattico del Veneto dove arrivano i campioni da sequenziare. «Il fatto è che l'immunità naturale dura molto poco - afferma - e meno di quella concessa dal vaccino. Dunque dopo cinque-sei mesi è molto bassa. Reinfettarsi però non è una rarità. Voglio dire che se la variante diventa ogni volta diversa può accadere di ammalarsi anche due volte all'anno. Per fortuna i sintomi sono febbre leggera e raffreddore, basta però essersi vaccinati, anche dopo aver contratto il virus. In questo modo si riesce ad essere ben protetti rispetto a una malattia grave. Ma il fatto di reinfettarsi non è da considerarsi una sorpresa ci sono tanti casi».


VETTOR

Il professor Roberto Vettor è il direttore della clinica medica Terza dell'ospedale, ormai da un pezzo riconvertita Covid. «Aver preso il virus non dà l'immunità permanente non a caso c'è l'influenza ogni anno, perchè i ceppi sono diversi e anche questo virus non è diverso dagli altri. Dunque mi fa ridere chi va ai Covid party per prendersi la malattia convinto che dopo ne sarà fuori. Dunque siccome sappiamo che la rotezione cala già dopo i 4 mesi dal vaccino non si può stare tranquilli dopo l'infezione. E i casi di ri-contagiati dal virus stanno aumentando. Li stiamo vedendo adesso perché si manifestano dopo molti mesi dalla prima ondata. E se anche nel primo caso qualcuno non se n'è nemmeno accorto oppure ha avuto sintomi lievi non è detto che la seconda volta sia ancora così. Perchè la reattività contro una nuova variante può essere minore. Ed è proprio questo il punto. Le varianti in gioco in questo caso non consentono più di raggiungere l'immunità di gregge perchè il virus cambia rapidamente».
Consigli? «Non prenderlo. E per cominciare indossare la mascherina Ffp2, questa sì che sarebbe una grande protezione. Ma si sa come va, ad esempio al ristorante. Tutti senza mascherina quando sappiamo che la convivialità è il pericolo maggiore. Ma sembra che la gente voglia sfidare il virus».


VIANELLO

Il professor Vianello dirige la Fisiopatologia respiratoria con annessa semintensiva. E testimonia che il virus può ritornare anche in forma grave. «Su 750 ricoveri finora ne abbiamo visti due. È evidente che si deve a una difesa immunitaria che ha una sua curva discendente e un termine più rapido di quello che pensiamo. Così il fisico deve rispecificare la risposta immunitaria ogni anno, ma questa può essere non del tutto efficace o almeno non garantisce una copertura assoluta. Se nel nostro caso la prima risposta non è stata tanto brillante, è rimasta così anche adesso e dunque non ha raggiunto l'efficacia di altri».


CRIVELLARO

Mariangiola Crivellaro è responsabile del servizio di allergologia dell'Ospedale. «Probabilmente la circostanza di aver fatto una sola dose dopo il Covid può non essere sufficiente, sopratutto se durante la malattia non c'è stato un decorso importante. Voglio dire che se l'infezione è stata leggera, non ha dato uno stimolo anticorpale importante. Per questo dovremmo fare il dosaggio anticorpale ma non è consentito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA