Non controllava il Green pass: Alessandra costretta a chiudere il Caffè Al pozzo per un mese

Il Caffè Al Pozzo chiuso per un mese
di Michelangelo Cecchetto
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 09:38 - Ultimo aggiornamento: 09:41

CITTADELLA - Era attesa ed è giunta ieri, 25 gennaio, pesantissima, la seconda chiusura del Caffè Al Pozzo, locale in centro storico. Dovrà rimanere senza avventori per 30 giorni. Calendario alla mano potrà riaprire giovedì 24 febbraio. Così è stato deciso dal Prefetto Raffaele Grassi nei confronti di Alessandra Frasson, che lo gestisce da alcuni anni. Effetto dell'inottemperanza ad una precedente disposizione prefettizia che aveva visto comminare 400 euro di multa e la chiusura del bar per cinque giorni. Chiusura non rispettata e così, come verificato dai carabinieri, la responsabile è stata denunciata per inottemperanza ad ordini dell'autorità alla quale si è aggiunta la nuova chiusura. Il locale aveva riaperto lunedì mattina, giorno di mercato nella città murata, ora è stato nuovamente dato lo stop.

IL CARTELLO
Chiuso fino a data da destinarsi è il cartello affisso alla porta d'ingresso del locale, che con diverse gestioni è in attività da molti decenni. La legge parla chiaro in merito all'inosservanza delle disposizioni della normativa anti Covid-19. Chiusura fino a 5 giorni, poi fino a 30, sospensione della licenza e, ultimo stadio, ritiro della stessa. La vicenda ha avuto inizio mercoledì della scorsa settimana. Dopo quanto accertato dai carabinieri, alla Frasson era stato notificato il provvedimento di sospensione dell'attività commerciale per cinque giorni con pagamento della sanzione pecuniaria di 400 euro (può andare fino ad un massimo di mille euro). Nel corso di vari controlli gli uomini dell'Arma avevano verificato che più volte ai clienti non veniva verificato il possesso del Green pass. Di qui la segnalazione all'autorità prefettizia. La vicenda sarebbe finita qui ma l'indomani mattina il Caffè Al Pozzo era regolarmente in attività. Controllo dei carabinieri, nuovo verbale e nuovo intervento del prefetto che ha denunciato la Frasson per inosservanza dei provvedimenti delle autorità. Ci si aspettava conseguentemente una nuova chiusura. Intanto lunedì mattina, trascorsi i cinque giorni di blocco, l'attività era regolarmente ripresa. Ieri però il salasso con la notifica di altri 30 giorni di chiusura, il massimo che poteva essere comminato. La sanzione, ma non risulta sia stata notificata, potrebbe andare questa volta dagli 800 ai 2 mila euro. Continuano su tutto il territorio le verifiche effettuate dalle forze dell'ordine e dalla Polizia locale. Riguardano la corrispondenza tra Green pass e documenti di identità, ma ci sono anche controlli in borghese.
 

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