Tiziana si toglie la vita dopo un video hot
s'indaga per istigazione al suicidio

Mercoledì 14 Settembre 2016 di Marco Di Caterino
Cinque giorni fa, il giudice del tribunale di Aversa, Monica Marrazzo, ha riconosciuto in questa brutta vicenda la lesione del diritto alla privacy di Tiziana Cantone, contestando ai vari social forum di non aver rimosso all’istante i video lesivi della sua reputazione. Il suo legale ha citato in giudizio non solo chi ha postato i video, sui quali ora sono in corso le indagini preliminari ma anche lo stesso Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube, sostenendo che fosse applicato il diritto all’oblio. Aveva ottenuto il provvedimento d’urgenza che comporta in caso di inadempienza una multa fino a 10mila euro al giorno per i motori di ricerca e Facebook Ireland. 

Ora la vicenda ha preso un’altra piega. «Abbiamo aperto un fascicolo per induzione al suicidio» è stato il lapidario commento di Francesco Greco, procuratore capo della Procura di Napoli Nord, che auspica anche un rapido intervento del legislatore per mettere ordine sui casi di bullismo, stalking e violazione della privacy commessi in rete. Senza più una vita privata, che nemmeno il cambio del cognome le aveva ridato, senza più un lavoro, senza avere un briciolo di pace, costretta a vivere e a fare i conti ogni giorno con gli sguardi allusivi e il nome che da un anno passava di bocca in bocca in questo paese piccolo piccolo, quale è Mugnano, che mai si è scandalizzato per il giogo della camorra. La povera Tiziana quando ha realizzato di essere impotente di fronte a quel mostro anonimo che è il web, ha deciso di farla finita.  Ultimo aggiornamento: 09:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA