Capri, incidente bus: ringhiera e freni finiscono nel mirino della Procura

Capri, incidente bus: ringhiera e freni finiscono nel mirino della Procura
di Leandro Del Gaudio e Valentino Di Giacomo
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Venerdì 23 Luglio 2021, 23:30 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 18:01

Procedono per gradi, scavando su ogni singolo aspetto di questa storia: dall’autopsia che sarà effettuata oggi sull’autista Emanuele Melillo, per capire se - come sembra - l’incidente sia stato realmente causato da un malore improvviso, mettendo a repentaglio quella di decine di altri cittadini; poi, passeranno a ragionare su altri punti, altri aspetti legati all’incidente caprese: la tenuta della barriera di contenimento della strada in cui è franato il bus, rovinando all’interno di uno stabilimento balneare. Facile sotto questo profilo intuire la strategia della Procura di Napoli, alla luce delle primissime fasi investigative condotte dal pm Maurizio De Marco e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli: sono diversi gli scatti della pg nel corso del loro sopralluogo della ringhiera che ha ceduto giovedì mattina a Capri. Era arrugginita e non ha opposto alcuna resistenza rispetto all’arrivo del bus che - è giusto sottolinearlo - era in salita e viaggiava a una velocità decisamente contenuta. Altro aspetto da approfondire riguarda invece le condizioni del bus, per capire come hanno funzionato i freni (magari di fronte a un tentativo disperato di bloccare la corsa), quali fossero le condizioni delle ruote del mezzo. Stando a una primissima ricognizione, sembra che il bus franato sul lido non fosse vetusto e di recente acquistato dalla Regione.


La Procura di Napoli ha intanto aperto un fascicolo contro ignoti sull’incidente di Capri, l’orientamento prevalente è procedere per il reato di disastro colposo. Le perizie della polizia Scientifica si sono in gran parte concentrate sulle protezioni posizionate ai lati della carreggiata della stradina dove è avvenuta la tragedia, che non hanno retto all’urto. Su quel cedimento è intervenuta ieri l’avvocato Giovanna Cacciapuoti, legale dei familiari di Emanuele Melillo. «Da una prima analisi - ha spiegato l’avvocato - sembra che Emanuele abbia tentato di accostare il veicolo che purtroppo è precipitato: potrebbero aver concorso al tragico evento avarie del veicolo o anche irregolarità delle barriere di contenimento stradali. Bisogna essere cauti e attendere i risultati degli accertamenti». Come consulente di parte per l’autopsia odierna è stato scelto il medico legale Francesco Pacciolla.

 

L’esame sarà eseguito presso il II Policlinico di Napoli. Come anticipato ieri dal Mattino, il decesso di Melillo non è avvenuto sul colpo, ma a distanza di circa mezz’ora dall’incidente dopo un vano tentativo di rianimarlo con un defibrillatore. Le immagini acquisite dalle telecamere di videosorveglianza non lasciano spazio all’immaginazione: il 33enne non andava a velocità sostenuta né ha sterzato bruscamente per scansare persone o oggetti sulla strada. Si è trattato di una manovra improvvisa con il mezzo che, lentamente, ha superato prima con una ruota il marciapiede e poi, con il lato destro, ha sfondato le barriere di protezione adagiandosi circa una decina di metri più in basso su quel sentiero che i bagnanti utilizzano per accedere alla spiaggia libera e che giovedì, fortunatamente, non era attraversato da persone e dai tanti bimbi che vanno a tuffarsi a Marina Grande.

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Dopo che giovedì pomeriggio è stata rinvenuta la salma dell’autista trentenne, la polizia ha consegnato al pm De Marco il telefono cellulare di Melillo. Solo per esperire tutti gli atti formali quel telefono sarà presto affidato ai periti forensi per verificare se, al momento dell’incidente, il conducente del minibus stesse utilizzando il cellulare. Solo un atto dovuto. Ieri il governatore Vincenzo De Luca ha espresso la sua vicinanza alla famiglia di Melillo, mentre i colleghi dell’Atc di Capri hanno svolto il proprio servizio con un drappo nero al braccio in segno di lutto. Al centro storico, invece, gli amici di Melillo - attivista politico con Fratelli d’Italia e candidato alle scorse elezioni alla terza Municipalità - lo hanno ricordato affiggendo alcuni manifesti con il suo volto. 

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