Yemen, ​Oxfam: «Una vittima ogni tre ore»

Hodeidah_danni al sistema fognario (Foto Oxfam)
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Venerdì 26 Ottobre 2018, 15:13 - Ultimo aggiornamento: 18:07

Dall’inizio di agosto in Yemen è stato ucciso un civile ogni tre ore. Una nuova ondata di scontri - tra la Coalizione a guida saudita e gli Houti per il controllo dei principali porti e città del Paese - che sta causando una crescita esponenziale di vittime, lasciando la popolazione senza cibo e sempre più esposta al rischio di nuove epidemie. E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam, di fronte all’inerzia delle grandi potenze mondiali, che al momento stanno facendo poco o nulla per fermare quella che da tempo è diventata la più grave emergenza umanitaria al mondo.
 
Tra l’1 agosto e il 15 ottobre in Yemen 575 civili, riferisce Oxfam, sono stati uccisi a causa dei combattimenti. Tra loro c’erano anche 136 bambini e 63 donne. Un quadro atroce a cui si aggiungono oltre 1,1 milioni casi di colera negli ultimi 18 mesi, con oltre 2.000 vittime e più di 100 decessi causati da un’epidemia di difterite nello stesso periodo.
 
Mercoledì a Hodeidah, il principale porto del Paese, un attacco aereo ha provocato la morte di 16 civili in un mercato; all’inizio del mese ancora 15 vittime, compresi 4 bambini, e 23 feriti per un altro attacco aereo ad opera della coalizione saudita che ha colpito autobus carichi di passeggeri a un check point controllato dagli Houti nella parte sud est della città. Un bombardamento di terra in un campo di sfollati ha ucciso una giovane donna e ferito altre 7 persone, di cui 6 erano bambini.
 
Il Paese è sull’orlo della carestia ed è sempre più difficile per le agenzie umanitarie raggiungere la popolazione a causa della violenza inaudita che si è diffusa nelle ultime settimane. Secondo le stime delle Nazioni Unite di questa settimana, se non si arriverà a un cessate il fuoco e a una pace duratura, oltre 14 milioni di persone potrebbero letteralmente morire di fame.
 
Al momento solo la Germania ha congelato i contratti di vendita di armi verso l’Arabia Saudita, dopo l’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi presso l'ambasciata saudita a Istanbul, invitando anche gli altri Paesi europei a fare lo stesso.
 
“Di fronte a ogni singola vita persa in questo scandaloso conflitto le potenze mondiali dovrebbero provare vergogna - ha detto Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia per le emergenze umanitarie -. Chiunque sostenga direttamente o indirettamente le parti in conflitto si sta rendendo di fatto complice di questo massacro. Quante persone devono ancora morire perché si abbia un’ammissione di complicità da parte delle potenze che alimentano questa guerra da oltre tre anni? Per questo chiediamo agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna e all’Italia di sospendere immediatamente la vendita di armi ai sauditi. Dopo l’audizione in Commissione esteri alla Camera della settimana scorsa con le altre associazioni umanitarie impegnate nel Paese, ci aspettiamo, che il nostro Governo cambi strada rispetto agli ultimi anni, smettendo di avallare l’export di armi, soprattutto bombe, verso l’Arabia Saudita e gli altri paesi coinvolti per milioni di euro.”
 
Il prezzo del cibo, riporta ancora Oxfam, è schizzato alle stelle, la popolazione sta restando senza acqua pulita. La recente svalutazione del Riyal ha causato un’impennata dei prezzi dei beni alimentari disponibili nei mercati locali. Lo Yemen dipende dall’importazione della maggior parte di alimenti di base, ma i commercianti stentano a comprare in dollari per rifornire di grano il mercato interno. Anche il prezzo del petrolio è aumentato enormemente: il prezzo medio al litro è salito del 280% da quando il conflitto è iniziato.
 
Per l’acqua pulita la popolazione fa per lo più affidamento su auto-cisterne, ma anche questa modalità sta diventando costosa e inaccessibile.  Sempre più persone non potranno che fare ricorso a fonti di acqua sporca, con il rischio di contrarre malattie e diffondere epidemie.
 
“Se non si arriverà al più presto ad un cessate il fuoco, non sarà più possibile impedire una catastrofe umanitaria senza precedenti - conclude Pezzati -. La comunità internazionaIe deve agire immediatamente facendo pressione sulle parti in conflitto per fermare il massacro e impedire ulteriori danni alle poche infrastrutture rimaste. La popolazione dello Yemen, ha immediato bisogno di aiuti. Oxfam ha già soccorso 2,8 milioni di persone dall’inizio del conflitto e 360 mila persone, dopo lo scoppio della più grave epidemia di colera della storia recente. Stiamo lavorando per portare acqua pulita, servizi igienici e cibo alla popolazione, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.



 

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