Spagna, volontaria abbraccia un migrante e viene insultata: «Orribile, lascio i social»

Spagna, volontaria abbraccia un migrante e viene insultata: «Orribile, lascio i social»
di Elena Marisol Brandolini
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Giovedì 20 Maggio 2021, 19:13 - Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 19:02

BARCELLONA - Ci sono immagini che accarezzano il cuore e aiutano a sopportare i momenti più duri. Come quella del poliziotto della Guardia Civil che sostiene fuori dall'acqua un minuscolo bebè, o quella di alcuni militari mentre si sporgono sulle rocce del frangiflutti per aiutare l'approdo di due ragazzi esausti dalla traversata.

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LA TRAGEDIA
A Ceuta, nei primi giorni di questa settimana, quando 8.000 persone attraversavano la distanza tra il Marocco e la Spagna contando solo sulla forza delle proprie braccia e gambe, di immagini così se ne sono viste tante. Sono immagini che rinviano ad azioni che hanno impedito a una tragedia di trasformarsi in strage. Ma ce n'è una su tutte che ha occupato le prime pagine dei media spagnoli e ha fatto il giro del mondo diventando un simbolo di solidarietà: l'incontro tra una giovane volontaria della Croce Rossa spagnola e un migrante appena giunto a terra, in un abbraccio carico di disperazione e sollievo. Altro che l'invasione di migliaia di assalitori agitata dall'estrema destra spagnola. Un semplice umanissimo abbraccio, applaudito e condiviso sulle reti social. Insopportabile per i fanatici dell'odio annidati negli ambienti dell'estrema destra e di Vox, che si sono scatenati con commenti razzisti e xenofobi, insulti sessisti e minacce all'indirizzo della ragazza. Che, quando ha visto utilizzate le foto sue e della sua famiglia per denigrarla, è stata costretta a chiudere i suoi profili su Twitter e Instagram.
 

 

LA REAZIONE
Ma la reazione di migliaia di utenti dei social in suo appoggio è stata immediata, rivendicando l'umanità e l'empatia della giovane volontaria con l'hastag GraciasLuna, perché Luna è il suo nome, che ha riempito Twitter di messaggi di gratitudine.

Dell'uomo venuto dall'altra sponda del mare si sa solo che è una delle tante persone arrivate in Spagna in cerca di un futuro migliore. Di lei, che lo ha accolto a terra, si conosce molto di più. Si chiama Luna Reyes, ha 20 anni ed è originaria di una località nella Comunità di Madrid. Sua madre è di Ceuta e Luna era arrivata nella città autonoma un paio di mesi fa assieme a tre sue amiche, per inserirsi nella Croce Rossa locale e fare la pratica non remunerata del grado superiore di Integrazione Sociale. Subito aveva iniziato a occuparsi di fornire assistenza ai minori non accompagnati che vivono nel centro del Tarajal. Una volta introdotta nell'attività ordinaria, aveva chiesto di essere anche inserita come volontaria nel gruppo di emergenza che si occupa del primo soccorso ai migranti in arrivo. Ed è così che si è trovata a gestire la crisi umanitaria di questi giorni.
Una crisi favorita dal regno del Marocco, che ha deciso di non operare più alcun controllo del fenomeno migratorio sulla sua frontiera, utilizzando l'impoverimento di migliaia di persone per la pandemia, come azione di rappresaglia nei confronti della Spagna. Colpevole di avere dato accoglienza ad aprile sul suo territorio, per ragioni di salute, al leader del Fronte Polisario e presidente della Repubblica democratica araba dei Sahrawi Brahim Gali. Una crisi diplomatica giocata sulla pelle delle persone, cui si è lasciato intendere quanto fosse facile raggiungere la costa europea. Per poi ritrovarsele rinviate indietro appena all'arrivo a Ceuta dalle autorità spagnole, oppure espulse successivamente. Lasciando il problema di un migliaio di minori, alcuni bambini di pochi anni, che non si possono respingere e che dovranno trovare accoglienza nelle Comunità autonome spagnole, molti dei quali in questi giorni vagavano per le strade, affamati e senza un posto dove dormire.

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