Financial Times: Italia terza nel mondo per vaccinazioni ai ragazzi fra 12 e 18 anni

Il grafico del Financial Times sulle vaccinazioni dei giovanissimi nel mondo
di Diodato Pirone
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Venerdì 6 Agosto 2021, 17:47 - Ultimo aggiornamento: 18:58

Una notizia che farà piacere a molte famiglie: i ragazzi italiani fra 12 e 18 anni sono fra i più vaccinati del mondo. Lo scrive il Financial Times, l'autorevole quotidiano economico britannico, che ha messo a confronto l'andamento delle somministrazioni per i giovanissimi  fra cinque grandi Paesi occidentali.

Ebbene è emerso che a ieri gli Stati Uniti erano in testa a tutti avendo somministrato almeno una dose di vaccino al 43% dei propri ragazzi. Segue la Francia con il 41% tallonata dall'Italia con il 37%. A grande distanza la Germania che ha vaccinato poco più del 20% dei propri giovanissimi mentre la campagna per questa fascia d'età non è di fatto ancora cominciata in Inghilterra che è ferma al 3%.

L'ottima performance italiana è confortata dai dati assoluti. Ormai da alcuni giorni vengono vaccinati in Italia fra i 50 e i 60 mila ragazzi al giorno. Attualmente risultano immunizzati con due dosi 930 mila ragazzi mentre altri 815 mila attendono la seconda somministrazione. Infine i giovanissimi italiani che non sono ancora stati vaccinati sono 2,8 milioni, il 63% del totale.

Ora la domanda diventa: quanti di questi adolescenti saranno vaccinati prima della riapertura delle scuole? Alcune Regioni stanno organizzando una campagna ad hoc per gli studenti. La Puglia, ad esempio, a partire dal 23 agosto farà inviare ai centri vaccinali 150.000 ragazzi suddivisi per 7.000 classi. Saranno le singole scuole a indicare ai ragazzi di una medesima classe il luogo e l'ora della somministrazione affinché la vaccinazione sia una operazione collettiva che tenda a immunizzare interi istituti.

Tuttavia non tutto ciò che luccica è oro. Alcune Regioni, come l'Abruzzo, la Campania e la Lombardia sono già oltre quota 40% nella vaccinazione dei ragazzi. Altre invece, come Umbria, Piemonte e Toscana, risultano essere al di sotto del 20%.

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