«Ucraina nella Ue», Zelensky firma la richiesta di adesione. Il Parlamento europeo domani vota, ma c'è un ostacolo

«Ucraina nella Ue», Zelensky firma la richiesta di adesione. Il Parlamento europeo domani vota, ma c'è un ostacolo
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Lunedì 28 Febbraio 2022, 20:09 - Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 08:11

L'Ucraina bussa alla porta dell'Unione europea, e Bruxelles quella porta prova ad aprirla. Il Presidente ucraino Zelensky ha firmato la richiesta di adesione all'Ue e il Parlamento europeo domani si riunisce in sessione plenaria per votare sullo status di candidato. «Adoperarsi per concedere all'Ucraina lo status di candidato all'Ue, in linea con l'articolo 49 del trattato sull'Unione europea e nel frattempo, continuare a lavorare per la sua integrazione nell'Ue». Questa la richiesta contenuta nella bozza di risoluzione che sarà discussa domani alla plenaria del Parlamento europeo convocata dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Il testo, il cui voto è atteso nella serata di domani, condanna inoltre «con la massima fermezza l'aggressione militare illegale e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina, nonché il coinvolgimento della Bielorussia in questa aggressione».

Di Maio: «Richiesta di Kiev è legittima»

La richiesta dell'Ucraina di entrare nell'Ue è «legittima». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al Tg1, ricordando che «l'Italia ha sempre sostenuto l'integrità e la sovranità ucraina». In Ucraina, ha sottolineato, «stanno morendo cittadini europei, donne, bambini e civili che soffrono sotto le bombe russe. Dobbiamo essere dalle loro parte» e condannare i «metodi inaccettabili di Putin».

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Zelensky preme per entrare nell'Ue

La richiesta di adesione dell'Ucraina all'Unione europea, firmata dal presidente Zelesky, è la notizia della giornata alimentata da ieri, quando la presidente della Commissione von der Leyen aveva indicato che tale prospettiva è aperta nel tempo, non certo a stretto giro di posta.

La mossa di Zelenski ha un chiaro significato: far capire a Putin che Kiev gode dell'appoggio europeo sia nella risposta all'invasione sia nella prospettiva strategica di far parte della Ue. E questo proprio nel giorno in cui è avviato un confronto fra Ucraina e Russia per trovare una soluzione politica alternativa alla guerra in Ucraina.

D'altra parte il sostegno della Ue, in linea con quanto deciso dal Regno Unito, dal Canada, dal Giappone e dagli Stati Uniti, naturalmente, è a 360 gradi per sfiancare le basi economiche della Russia e asciugarne i rubinetti valutari e finanziari salvaguardando il grosso degli approvvigionamenti energetici.

Le divergenze a Bruxelles

In ogni caso, è stata molta la sorpresa in diverse capitali, Roma compresa, per le battute del presidente del Consiglio Europeo Michel sull'esistenza di divergenze tra i Ventisette su una futura adesione dell'Ucraina alla Ue. Non per la cosa in sé, peraltro vera anche prima dell'invasione da parte della Russia, quanto per la puntualizzazione dell'assenza di una posizione comune tra gli Stati su un argomento che al momento non viene considerato prioritario: non proprio una trovata geniale nel momento in cui i Ventisette stanno facendo ogni sforzo per cementare la loro unità nella risposta a Putin.

Non è un caso che la Commissione europea si sia affrettata a confermare che la porta all'Ucraina è aperta ma non è davvero per domani.

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