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Ucraina, diretta. Putin riconosce l'indipendenza dek Donbass: «Ucraina è parte della storia russa». Media: sono già entrati

Ucraina, diretta. Putin: oggi la decisione sul riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Luhansk. Usa: a ore o giorni violento attacco russo
18 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Febbraio 2022, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 10:12

Le speranze di una soluzione diplomatica fiorite durante la notte sono svanite come un sogno alla luce del giorno. A dissiparle non tanto i colpi di artiglieria che sono ripresi nel Donbass, quanto il durissimo fuoco di sbarramento di dichiarazioni ostili che si è alzato da Mosca, culminato in serata con l'annuncio del presidente Vladimir Putin: la Russia ha deciso di riconoscere come indipendenti le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, dopo essersi annessa la penisola di Crimea otto anni fa. Al termine di un lungo e drammatico discorso televisivo alla nazione, il capo del Cremlino ha firmato il relativo decreto con al fianco i capi dei due "Stati" ribelli, scatenando la condanna di tutti i leader occidentali.

Il colpo da teatro è arrivato dopo una durissima arringa contro i dirigenti ucraini, accusati di ogni nefandezza, e contro l'Occidente. «L'Ucraina ha già perso la sua sovranità», diventando serva «dei padroni occidentali», ha attaccato lo zar. Per poi accusare la Nato di essere già praticamente presente sul territorio ucraino, minacciando direttamente la sicurezza della Russia. «In Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell'ovest dell'Ucraina, l'obiettivo è colpire la Russia», ha affermato, aggiungendo che «le truppe della Nato stanno prendendo parte a queste esercitazioni, almeno 10 sono in corso, ed i contingenti Nato in Ucraina potrebbero crescere rapidamente».

Le prospettive di una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina, e in generale del braccio di ferro che da mesi contrappone la Russia e l'Occidente, sembrano cancellate in un attimo. Solo poche ore prima, il presidente francese Emmanuel Macron aveva portato a termine una lunga giornata di consultazioni telefoniche che sembravano aprire la strada ad un vertice tra Putin e il presidente Usa Joe Biden. Poi una serie di docce gelate, una dietro l'altra. Putin non è contrario a vedere Biden, ma prima bisogna stabilire gli obiettivi del vertice, aveva puntualizzato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. L'incontro «è possibile», cercava di controbattere l'Eliseo. Ma poi ci ha pensato lo stesso capo del Cremlino a fugare le illusioni, affermando che il processo di pace in Ucraina allo stato attuale non ha «alcuna prospettiva». A quel punto la Casa Bianca ha rilanciato l'allarme per «un attacco estremamente violento contro l'Ucraina possibile nei prossimi giorni o ore». E tutto è sembrato rotolare ineluttabilmente verso il conflitto.

La decisione di Putin a beneficio delle repubbliche ribelli nell'est dell' Ucraina è stata presa dopo una lunga riunione del Consiglio di sicurezza nazionale ed è stata annunciata allo stesso Macron e al cancelliere tedesco Olaf Scholz prima di essere resa pubblica ufficialmente. Le ore precedenti avevano visto nuove violazioni del cessate il fuoco in Donbass. Ma soprattutto una serie di gravissime accuse lanciate dai separatisti e dalle stesse forze armate russe all'esercito ucraino. Come quella di avere infiltrato nella regione russa di Rostov un gruppo di sabotatori, cinque dei quali sarebbero stati uccisi dai militari di Mosca. O quella di aver bombardato un posto di frontiera russo. Entrambi episodi negati da Kiev, che invece ha denunciato l'uccisione di due suoi soldati e il ferimento di altri quattro in un bombardamento separatista. Da parte sua, l'autoproclamata repubblica di Donetsk ha affermato che un suo miliziano e un civile hanno perso la vita in un bombardamento ucraino.

L'Ucraina ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, mentre il suo ministro degli Esteri Dmytro Kulebba, a Bruxelles in occasione della riunione dei suoi colleghi della Ue, ha fatto appello perché l'Unione adotti «già ora sanzioni» contro Mosca, senza aspettare un'invasione. Per ora, Kiev e i 27 hanno raggiunto solo un accordo di principio sulla creazione di una missione di formazione militare consultiva in Ucraina. Ma intanto ci si prepara ad ogni evenienza. «La situazione delle ultime ore ci preoccupa molto, l'Italia è in massima allerta per affrontare gli eventi con la massima preparazione», ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio, ribadendo l'invito a tutti i connazionali a lasciare il Paese. E mentre l'Air France, seguendo l'esempio di Lufthansa e Swiss Air, ha deciso di annullare i voli per Kiev in programma martedì, le autorità russe hanno invitato le compagnie commerciali a non sorvolare il Mar d'Azov, nel nord del Mar Nero, ad est della Crimea. Eppure, proprio nella giornata più fosca della crisi, Lavrov aveva confermato per giovedì un incontro a Ginevra con il segretario di Stato americano Antony Blinken e il giorno dopo, avevano fatto sapere fonti francesi, un altro a Parigi per esaminare le possibilità del vertice auspicato da Macron, da allargare ad altri capi di Stato oltre a Putin e Biden. Prima però che in serata Putin facesse saltare il tavolo delle trattative.

Ucraina, la diretta

Ore 23.44 - Testimoni oculari hanno riferito a Interfax che due colonne di veicoli blindati si trovano attualmente nella Repubblica popolare di Donetsk e si stanno spostando a nord e a ovest. Oggi il presidente russo Vladimir Putin, nel decreto di riconoscimento delle repubbliche separatiste, ha disposto anche l'invio di una forza di «peacekeeping» per questa fase di transizione.

Ore 22.36 Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres è «molto preoccupato» per la decisione di Vladimir Putin relativa allo status del Donbass e «chiede una soluzione pacifica del conflitto nell'Ucraina orientale, in conformità con gli accordi di Minsk». Lo afferma in una nota del portavoce. Per Guterres la decisione della Russia è «una violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina e incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite».

Ore 22.34 - Il presidente russo Vladimir Putin, nel decreto con il quale ha riconosciuto le repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk, ha ordinato al ministero della Difesa russo di dispiegare forze armate «per assicurare la pace» nel Donbass, in seguito alla richiesta dei leader delle due entità filo-russe. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Interfax.

Ore 20.58 - L'Ucraina deve «fermare immediatamente le operazioni militari». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione in diretta tv.

Ore 20.41Putin firma in tv il riconoscimento del Donbass, alla presenza dei due leader delle repubbliche separatiste.

Ore 20.26 - «In Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell'ovest dell'Ucraina, l'obiettivo è colpire la Russia». Lo dice Vladimir Putin parlando alla nazione. «Le truppe della Nato stanno prendendo parte a queste esercitazioni, almeno 10 sono in corso, ed i contingenti Nato in Ucraina potrebbero crescere rapidamente», ha aggiunto Putin, aggiungendo che i «sistemi di comando delle truppe ucraine sono già integrati con la Nato e l'Alleanza ha iniziato a sfruttare il territorio ucraino» con infrastrutture missilistiche.

Ore 20.14 - «L'Ucraina ha già perso la sua sovranità», diventando serva «dei padroni occidentali». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione in diretta tv.

Ore 20.12 - Joe Biden è in riunione con il suo consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca, dopo gli ultimi sviluppi della crisi ucraina, su cui è «regolarmente aggiornato»: lo rende noto la Casa Bianca. Il presidente aveva convocato l'organismo anche ieri.

Ore 20.06 - «L'Ucraina ha sempre rifiutato di riconoscere i legami storici con la Russia e non c'è da meravigliarsi quindi per quest'ondata di nazismo e nazionalismo» in questo Paese. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi alla nazione.

Ore 20.05 - «Minacce permanenti sono arrivate dalle autorità ucraine per quanto riguarda l'energia. Continuavano a ricattarci sulle forniture energetiche e sono questi gli strumenti che hanno utilizzato nelle trattive con l'occidente». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione in diretta tv.

Ore 19.54 - «L'Ucraina è stata creata da Lenin, è stato il suo creatore e il suo architetto. Lenin aveva un interesse particolare anche per il Donbass». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione in diretta tv.

Ore 19.50 - «La situazione in Donbass è diventata critica». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando alla nazione in tv.

Ore 19.46 - «L'Ucraina non è un Paese confinante, è parte integrante della nostra storia e cultura». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso alla nazione in diretta tv.

Ore 19.24 - «Grazie per avermi informato. Ora lasciatemi lavorare». Così risponde l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell ai cronisti che, al termine della conferenza stampa, gli comunicano che Mosca ha appena riconosciuto il Donbass.

Ore 19.17 -  Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ed il presidente francese Emmanuel Macron si sono detti «delusi» dalla decisione di Vladimir Putin di riconoscere le repubbliche separatiste dell'Ucraina orientale. Lo ha reso noto il Cremlino.

Ore 19.11 - L'Onu chiede di «astenersi» da «qualsiasi decisione unilaterale che mini l'integrità» dell'Ucraina. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric.

Ore 19.05 Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che sta per firmare un decreto sul riconoscimento dell'indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass a Olaf Sholz e Emmanuel Macron. Lo annuncia il Cremlino, secondo quanto riferisce la Tass.

Ore 19.02 - Il presidente ucraino Zelensky ha convocato il consiglio di sicurezza nazionale.

Ore 18.59 - «Facciamo un appello affinché Putin rispetti il diritto internazionale e gli accordi di Minsk e ci aspettiamo che non riconosca l'indipendenza» delle regioni separatiste ma «se lo farà siamo pronti a reagire come un unico fronte». Lo dice l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell.

Ore 18.30 - Il presidente russo Vladimir Putin farà stasera un discorso alla nazione. Lo riferisce la Tass.

Ore 17.40 - Pianificate da tempo, sono iniziate oggi in Polonia le esercitazioni militari della Nato «Saber strike 2022». Le manovre si svolgono mentre è sempre più alta la tensione per la crisi ucraina. «Esercitazioni di addestramento come Saber Strike 2022 sono largamente pianificate in anticipo e non sono collegate ad alcuna operazione in corso», ha detto il ministero della Difesa di Varsavia, spiegando che vi partecipano 1300 soldati polacchi assieme a militari di paesi Nato. Le esercitazioni «colpo di sciabola 2022» si svolgono nel nord della Polonia, lontano dal confine sud est con l'Ucraina.

Ore 16.51 - «La decisione sul riconoscimento delle repubbliche» autoproclamate di Donetsk e Luhansk, nell'Ucraina orientale, «sarà presa oggi». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, parlando durante il Consiglio di sicurezza nazionale.

Ore 16.17 - «Le sanzioni finanziarie significherebbero che la Russia sarebbe praticamente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali». Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un'intervista rilasciata all'emittente televisiva tedesca Ard. Le misure, ha spiegato la numero uno dell'esecutivo Ue, colpirebbero «tutti i beni che produciamo di cui la Russia ha urgente bisogno per modernizzare e diversificare la sua economia, in cui siamo predominanti a livello globale e che non hanno sostituti».

Ore 16.10 - Nelle ultime ore è entrata in vigore una no-fly zone dichiarata dalla Russia sul Mar d'Azov, ovvero una sezione settentrionale del Mar Nero. La notte scorsa, scrive Bbc news online, Mosca ha diffuso un avviso Notam (NOtice To AirMen, destinato ai piloti di aeromobili o elicotteri) per escludere gli aerei di linea commerciali dalla zona, che confina con il porto ucraino di Mariupol, vicino alla linea di contatto tra le forze separatiste ucraine e filo-russe.

Ore 15.33 - «Un attacco estremamente violento contro l'Ucraina è possibile nei prossimi giorni o ore». Lo ha detto la Casa Bianca sottolineando che «l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia schiaccerebbe in modo brutale gli ucraini».

Ore 15.05 - Mosca sta considerando la richiesta di riconoscimento dei separatisti ucraini. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Che ha aggiunto: «Kiev ha già condotto tra operazioni punitive contro il Donbass e sembra proprio che si stia avventurando in un'altra. Gli ultimi sviluppi dimostrano che le autorità ucraine non hanno nessuna intenzione di implementare gli accordi di Minsk».

Il presidente russo ha detto che la decisione se riconoscere o meno le due repubbliche autoproclamate del Donbass verrà presa «in base agli sviluppi della situazione». Se l'Ucraina entrerà nella Nato, «le minacce per la Russia aumenteranno drammaticamente».

Ore 15.00 - La Russia potrebbe attaccare l'Ucraina anche oggi, ma c'è ancora spazio per la diplomazia. Lo ha detto alla Cnn il portavoce del Pentagono, John Kirby. «Quello che vediamo da tempo è che un'invasione russa potrebbe avvenire in qualsiasi momento, oggi per esempio. Speriamo che questo non succeda ed è per questo che continuiamo a usare tutti i possibili canali diplomatici».

Ore 14.55 - I separatisti a Putin: Russia riconosca la nostra indipendenza. I separatisti filo-russi hanno lanciato un appello a Vladimir Putin perché riconosca la loro indipendenza.

Ore 14.40 - Il governo ucraino ha negato lo sconfinamento di sabotatori in Russia. «Nessuno dei nostri soldati ha attraversato il confine con la Federazione Russa, e nessuno è stato ucciso oggi», ha detto ai giornalisti Anton Gerashchenko, un funzionario del ministero dell'Interno. Stamane i separatisti di Donetsk hanno denunciato dei combattimenti con un «gruppo di sabotatori» ucraini che in seguito, secondo le forze armate russe, hanno oltrepassato il confine. E cinque di loro sono stati «eliminati».

Ore 14.20 - Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al leader francese Macron di non essere contrario ai summit sull'Ucraina ma che è necessario stabilire prima quali siano gli obiettivi da raggiungere. Lo ha riferito il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 14.13 - Cinque «membri di un gruppo di sabotatori» ucraini che avevano violato il confine con la Russia sono stati «eliminati». Lo afferma il distretto militare meridionale citato dalla Tass.

Ore 14.10 - L'esercito russo «ha distrutto due veicoli da combattimento della fanteria ucraina che hanno attraversato il confine». Lo afferma l'agenzia russa Ria Novosti, citando il servizio stampa del distretto militare meridionale. «L'esercito russo e le guardie di frontiera hanno impedito la violazione del confine da parte di sabotatori ucraini», aggiunge l'agenzia.

Ore 13.26 - Di Maio: «Chiediamo agli italiani di lasciare il Paese». «La nostra ambasciata a Kiev sta effettuando diverse prove evacuazione del personale e sta chiedendo a tutti gli italiani in Ucraina di lasciare il Paese, ma l'ambasciata resta aperta e pianamente operativa, perché vogliamo dare un segnale di vicinanza al popolo ucraino e crediamo nella diplomazia». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi di Maio dopo il consiglio affari esteri a Bruxelles.

Ore 12.30 - L'Ucraina e l'Unione europea hanno raggiunto «un accordo di principio» sulla creazione di una missione di formazione militare consultiva in Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba a Bruxelles precisando che «non si tratta di forze di combattimento».

Ore 12.05 - I separatisti filorussi: «Migliaia senz'acqua a causa del bombardamento». Oltre 21.000 persone sono rimaste oggi senz'acqua nella autoproclamata Repubblica di Donetsk, nell'est dell'Ucraina, a causa di un bombardamento che ha colpito un impianto idrico. Lo riferiscono le autorità locali, citate da Interfax, aggiungendo che per questo è stato proclamato uno stato d'emergenza in tutto il territorio della Repubblica.

Ore 11.55 - Il cancelliere tedesco Olaf Scholz avrà oggi un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Lo rende noto il Governo tedesco.

Ore 11.45 - Le milizie separatiste della autoproclamata repubblica di Donetsk, nell'est dell'Ucraina, hanno detto che l'ospedale centrale e una centrale elettrica nell'omonimo capoluogo di Donetsk sono state colpite da un bombardamento di mortai compiuto da truppe ucraine della 54/a Brigata meccanizzata. Lo riferisce l'agenzia Interfax. «Danni» non precisati sono stati inflitti alle due strutture, secondo la stessa fonte.

Ore 11.00 - Una granata ucraina ha distrutto un valico di frontiera russo. A lanciare l'accusa sono i servizi di sicurezza di Mosca.

Ore 10.05 - La tensione nel Donbass continua a salire. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 10.00 - Il presidente russo Vladimir Putin terrà oggi una seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza russo: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ripreso dall'agenzia Interfax. «Il presidente Putin convocherà una riunione del Consiglio di sicurezza della Russia. Si tratta di un consiglio di sicurezza esteso», ha detto ai giornalisti. «Inoltre è previsto che oggi il presidente abbia una serie di colloqui telefonici internazionali», ha aggiunto Peskov.

 

Ore 9.40 - Il Cremlino definisce «prematura» l'organizzazione di un vertice Biden-Putin sull'Ucraina.

Ore 9.00 - «Oggi ci aspettiamo delle decisioni, non solo dei messaggi politici. Ci sono tutte le ragioni per imporre una parte delle sanzioni già ora». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba arrivando a Bruxelles per il consiglio Affari Esteri. «L'Ucraina è sotto attacco dal 2014 e quello che stiamo vedendo ora è un'operazione ibrida, con l'aumento delle truppe ai nostri confini, cyberattacchi, guerra d'informazione».

Ore 8.20 - «Il lavoro sulle sanzioni è fatto, è finito. Quando sarà il momento, chiamerò un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri e presenterò le sanzioni». Lo ha detto a Bruxelles l'alto rappresentante della politica estera Ue, Josep Borrell.

Ore 7.50 - È arrivato a circa 61.000 il numero di civili in fuga dalla regione ucraina del Donbass, che sono riparate in Russia, nella regione di Rostov, dopo l'evacuazione ordinata venerdì dai leader delle autoproclamate repubbliche filorusse di Lugansk e Donetsk. Lo rivela stamani il ministro russo per le emergenze, Alexander Chupriyan in una conferenza stampa, citato dall'agenzia Tass.

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Ore 2.55 - Joe Biden «ha accettato in via di principio un incontro con il presidente Putin» a patto che nel frattempo «non sia avvenuta un'invasione» dell'Ucraina. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki dopo l'annuncio dell'Eliseo di un vertice tra i leader americano e russo.

Ore 2.30 - Il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Joe Biden hanno «accettato in linea di massima» di incontrarsi a un vertice, proposto dal loro omologo francese Emmanuel Macron e che «si potrà tenere solo se la Russia non invaderà l'Ucraina»: lo ha annunciato l'Eliseo. Il vertice sarebbe poi esteso a «tutte le parti in causa» e si concentrerebbe su «sicurezza e stabilità strategica in Europa», ha precisato la presidenza francese, aggiungendo che la preparazione dell'incontro Usa-Russia inizierà questo giovedì.

La giornata

Dicono gli Stati Uniti, attraverso il portavoce Jen Psaki: «Siamo sempre pronti a imporre conseguenze rapide e severe nel caso in cui la Russia scelga la guerra. E al momento, la Russia sembra continuare i preparativi per un assalto in larga scala contro l' Ucraina molto presto».

Raffredda gli animi da Kiev il ministro della Difesa Oleksiy Reznikov, citato dall'agenzia Unian: «L'Ucraina non ritiene che ci sia un pericolo imminente di un'invasione russa. Mosca - ha sottolineato Reznikov parlando all'emittente Tsn -  non ha ancora organizzato formazioni d'attacco tra le sue forze schierate vicino ai confini dell' Ucraina e quindi è inappropriato dire che un'invasione potrebbe iniziare domani o dopodomani. Anche se ciò, ha aggiunto il ministro, «non significa che non ci sia alcuna minaccia» e che un attacco non possa avvenire più tardi. Non è la prima volta, nelle ultime settimane, che le autorità di Kiev smentiscono le previsioni degli Usa su un attacco imminente contro l' Ucraina.

Macron "pontiere" fra Biden e Putin

Sempre molto attivo Macron secondo il quale il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha accettato «in linea di principio» di incontrare il presidente russo Vladimir Putin se la Russia non invaderà l' Ucraina. È il quadro delineato da Cnn e Washington Post dopo la mediazione del presidente francese Emmanuel Macron. L'incontro tra Biden e Putin verrebbe definito nel corso della settimana, dopo il summit tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in programma il 24 febbraio. Il vertice tra Biden e Putin non avrebbe luogo se la Russia, come indicano elementi di intelligence Usa, dovesse avviare l'invasione dell' Ucraina.

Lista nera

La Russia ha creato «un elenco di ucraini da uccidere o di mandare nei campi». Un elenco che sarebbe pronto a rispettare nel caso in cui le forze russe dovessero invadere l'Ucraina. Lo scrive il Washington Post citando una lettera inviata dagli Stati Uniti al responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet. La lettera non è datata e cita la condotta della Russia in alcune parti dell' Ucraina che occupa e dove verrebbero già verrebbero condotti «uccisioni mirate, rapimenti/sparizioni forzate, detenzioni ingiuste e l'uso della tortura». Il documento è firmato dall'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Sheba Crocker, e avverte che un'invasione russa dell' Ucraina creerebbe una «catastrofe dei diritti umani». Si parla anche dell'uso, da parte delle forze russe, di «misure letali per disperdere proteste pacifiche o per contrastare esercitazioni pacifiche di percepita resistenza da parte delle popolazioni civili».

 

La diplomazia

La diplomazia insomma non si arrende anche se al confine fra Russia e Ucraina la tensione continua a salire. E in Bielorussia truppe russe restano «a tempo indeterminato» nonostante le annunciate manovre siano terminate. 

 

 

Le armi

Intanto nel Donbass, dove i ribelli filorussi e le truppe ucraine si scambiano reciproce accuse di violazioni del cessate il fuoco, «il 75% delle truppe russe ammassate al confine è in posizione di attacco», dice la Cnn.

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E stamani l'autoproclamata repubblica filorussa di Donetsk, citata dall'agenzia Interfax, denuncia la morte di un suo miliziano e il ferimento in modo grave di altri due.

Lo scenario

I giornalisti che hanno potuto visitare la linea di confine e intervistare i soldati ucraini hanno però trovato una realtà diversa rispetto a quel che riferiscono i media russi: «Abbiamo l’ordine di non rispondere alle loro provocazioni, di non sparare» assicurano i soldati ucraini, che difatti sabato non hanno reagito quando le forze separatiste hanno sparato contro un ministro ucraino e un gruppo di giornalisti in visita ai confini. Resta il fatto che la popolazione russa del Donbass ascolta le notizie in russo, che invece ripetono che gli ucraini stanno preparando un’invasione della zona e un genocidio. Centinaia di migliaia di locali hanno chiesto di essere portati in Russia, e già varie decine di migliaia sono partiti alla volta di Rostov in treno o autobus.

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