Ucraina, diretta. Bennett a Mosca da Putin, poi telefonata a Zelensky. Visa e Mastercard sospendono le operazioni in Russia

Gli aggiornamenti minuto per minuto del conflitto in corso in Ucraina

Premier Israele a Mosca, tenta mediazione. I negoziati riprendono lunedì. Attacchi a corridoi umanitari, fallita la tregua. Sequestrato ospedale psichiatrico vicino Kiev
di Mauro Evangelisti
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Sabato 5 Marzo 2022, 06:47 - Ultimo aggiornamento: 4 Aprile, 14:13

«Le sanzioni sono come una dichiarazione di guerra» dice Putin che sposta la portata delle minacce oltre i confini dell’Ucraina. E aggiunge: «L’imposizione di una no-fly zone avrebbe conseguenze colossali e catastrofiche non solo per l’Europa, ma per il mondo intero». La tregua promessa non regge, i bombardamenti continuano, si combatte e si muore in Ucraina a dieci giorni dall’inizio dell’invasione.

La mediazione di Israele

Ma non ci sono solo le minacce, si apre più di una strada della diplomazia. Ieri pomeriggio il presidente russo ha accolto il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, volato a sorpresa, a Mosca, per tentare una mediazione. L’incontro è durato tre ore e il leader israeliano si è mosso coordinandosi con Usa, Francia e Germania. Ha viaggiato nello Shabbat, il giorno di riposo ebraico, che si può violare solo per salvare delle vite: l’obiettivo non può che essere quello di fermare la guerra. Al termine del colloquio, il Cremlino ha fatto sapere che non ci sarebbero stati commenti ufficiali, Bennett ha parlato al telefono con il presidente ucraino Zelensky e in aereo ha raggiunto Berlino, dove si è confrontato con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Si è sentito anche con Macron. Quasi contemporaneamente, al confine tra Ucraina e Polonia, il segretario di stato americano, Antony Blinken, ha incontrato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che ha chiesto apertamente: la Nato sia al fianco del mio popolo. «L’Ucraina - ha detto - vincerà questa guerra, ma a che prezzo senza aiuti?». Blinken per alcuni minuti è stato in territorio ucraino, mentre vicino a lui, al posto di frontiera, c’erano centinaia di profughi in attesa di passare il confine. La tela della diplomazia è articolata. Oggi Putin sarà al telefono con il presidente turco Erdogan, anch’egli in campo per convincerlo a fermare l’offensiva. «In una telefonata il presidente dell’Ucraina ha ribadito di nuovo di essere pronto a incontrare Putin a Istanbul, Ankara, dove vuole» dice il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalin. Domani, infine, terzo round di negoziati russo-ucraini, secondo quanto riferito da Ukrayinskaya Pravda che cita fonti dell’entourage di Zelenski. Mentre si tratta, le armi non si placano e il bilancio dei civili uccisi, secondo le Nazioni unite, è arrivato a quota 351, mentre sono 707 i feriti.

Le sanzioni dell’Occidente stanno colpendo duramente Mosca: l’economia, il sistema bancario e la vita quotidiana dei cittadini russi. Ma all’orizzonte, dopo il mancato rispetto della tregua per i corridoi umanitari da Mariupol e Volnovak, c’è un inasprimento. Andrà a prendere di mira anche il settore energetico, bloccando importazioni di gas e petrolio. Putin teme questa mossa e prova ad allargare il conflitto, a reagire con le minacce. Di riflesso, domani la Francia effettuerà voli di addestramento con jet veloci sulla Bosnia, la Polonia rafforza il sistema di difesa ai suoi confini. Il presidente russo rilascia una serie di dichiarazioni che sembrano dire: ritirate le sanzioni perché io non resterò a guardare. Primo avvertimento: «Molto di ciò che sta accadendo ora e di ciò a cui stiamo assistendo e di ciò che accadrà è senza dubbio un modo per combattere contro la Russia. E queste sanzioni che ci vengono imposte sono come una dichiarazione di guerra». Per Putin non c’è distinzione tra guerra economica e reale (bombardamenti, distruzione e uccisione anche dei civili). Secondo avvertimento: «La Federazione Russa considererà qualsiasi tentativo da parte di altri Paesi di stabilire una no-fly zone sull’Ucraina come una partecipazione alle ostilità».

No fly zone

Per la Nato proibire il sorvolo dei cieli ucraini significherebbe affrontare ed eventualmente abbattere i caccia russi. Zelensky sta chiedendo da giorni l’imposizione della no-fly zone, l’altro giorno su Twitter ha criticato la ritrosia della Nato, che così «ha dato via libera a nuovi bombardamenti di città e villaggi». Ieri, in una videoconferenza con alcuni senatori americani, ha invocato un’azione per impedire il sorvolo del territorio ucraino, ha chiesto armi e il blocco dell’importazione del petrolio russo. Dal Regno Unito, però, Boris Johnson esclude questa mossa: rappresenterebbe «uno scontro diretto con Mosca dalla conseguenze incontrollabili, imprevedibili». Una linea condivisa anche dagli Usa. Putin, di fronte all’imminente salto di livello delle sanzioni (possibile) e all’ipotesi della no-fly zone (improbabile) reagisce con toni sempre più aggressivi: «Sono state distrutte quasi tutte le infrastrutture militari dell’Ucraina e l’eliminazione della difesa aerea è stata praticamente completata. Se la dirigenza ucraina attuale continua a fare quello che fa e non comprende le nostre preoccupazioni sulla possibilità che armi nucleari possano essere piazzate sul suo territorio, sta mettendo in questione il futuro dell’Ucraina come Stato». Sintesi: Putin non ferma l’avanzata militare, non concede alcuna tregua reale, minaccia la guerra totale contro le sanzioni, ma non chiude i canali della trattativa, incontrando Bennet, parlando oggi con Erdogan, assecondando il proseguimento dei negoziati con l’Ucraina.

Oriente

Ma nello scacchiere del mondo sempre più rovente ieri c’è stata un’altra telefonata importante: il segretario di stato americano Blinken ha parlato con il ministro degli Esteri cinese, Wang-Hi. L’obiettivo è convincere Pechino a mediare con Putin o, meglio ancora, a non dargli una sponda, isolando così Mosca. Blinken a Wang-Hi: «Il mondo sta guardando per vedere quali nazioni difendono i principi fondamentali della libertà, dell’autodeterminazione e della sovranità. E sta agendo all’unisono per ripudiare e rispondere l’aggressione russa, assicurandosi che Mosca paghi un alto prezzo». La Cina ha sottolineato che il colloquio è avvenuto su richiesta americana. Wang-Hi ha risposto con alcune frasi di circostanza («I combattimenti si interrompano il prima possibile, tutelando le vite umane ed evitando crisi umanitarie su larga scala») e con un passaggio in cui chiede una sorta di tornaconto: Taiwan. «La Cina ritiene che per risolvere la crisi ucraina sia ancora necessario agire secondo finalità e principi della Carta dell’Onu. Il primo è rispettare e proteggere la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi, il secondo è insistere sulla risoluzione pacifica delle controversie attraverso il dialogo». Quando Pechino parla di «integrità territoriale» è perché ritiene che Taiwan sia parte della Cina: «Gli Usa dovrebbero tornare al significato originario del principio della “Unica Cina” e smettere di sostenere l’indipendenza di Taiwan che è una parte inalienabile del territorio cinese e la sua questione rientra negli affari interni della Cina». Si aggrava la crisi in Ucraina, ma un’altra si intravede all’orizzonte, nell’area indo-pacifica.

UCRAINA, LA DIRETTA

Ore 1.19 - «Nell'ambito di un costante dialogo, ho avuto un'altra conversazione» con il presidente americano Joe Biden. Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando che «l'agenda ha incluso i temi della sicurezza, dell'assistenza finanziaria per l'Ucraina e le sanzioni alla Russia», aggiunge Zelensky.

Ore 1.15 - Joe Biden ha avuto in queste ultime ore un colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La telefonata segue la visita del premier israeliano Naftali Bennett a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.

Ore 00.39 - È arrivato a 100.000 il numero di volontari ucraini che si sono arruolati delle Forze di difesa territoriale dall'inizio dell'attacco russo al Paese. Lo rende noto la Guardia nazionale ucraina citata dal Kyiv Independent.

00.25 - Gli Usa corteggiano Nicolas Maduro nel tentativo di staccare gli ultimi alleati latino-americani da Vladimir Putin. Alti dirigenti Usa sono in viaggio per Caracas per incontrare il presidente venezuelano. È la visita a più alto livello da parte americana da anni, dopo che Washington ha rotto i rapporti diplomatici con Maduro e chiuso la sua ambasciata nel 2019 a seguito delle accuse di frode elettorale. Lo scrive il New York Times.

Ore 00.16 - Dopo Visa anche Mastercard ha annunciato la sospensione dei suoi servizi in Russia. «Questa misura - sottolinea la società - implica che le carte emesse dalle banche russe non saranno più supportate dal sistema Mastercard». Inoltre, ha sottolineato la società, «le carte Mastercard emesse al di fuori del paese non funzioneranno in Russia». Alcuni giorni fa sia Visa che Mastercard avevano già annunciato il blocco di diversi enti finanziari dalla propria rete di pagamento in ottemperanza alle sanzioni imposte alla Russia.

Ore 00.14 - Il segretario di Stato Antony Blinken, dopo la sua tappa in Polonia, è arrivato in Moldavia in segno di sostegno di fronte all'aumento di rifugiati dall'Ucraina in fuga dall'invasione russa e sullo sfondo dei timori di questa piccola e povera ex repubblica sovietica di cadere sotto la minaccia di Mosca, che già controlla la regione separatista della Transnistria.

Ore 23.00 - L'aviazione ucraina ha annunciato di aver abbattuto 44 aerei e 44 elicotteri russi dall'inizio dell'attacco, il 24 febbraio. Solo oggi, riferisce un comunicato del Comando aereo delle forze armate di Kiev citato dai media locali, sono stati abbattuti 5 aerei e 4 elicotteri di Mosca.

Ore 22.45 - Visa è al lavoro con i suoi clienti e partner per interrompere tutte le transizioni in Russia nei prossimi giorni. Una volta completate tutte le operazioni, tutte le transazioni avviate con carte Visa emesse in Russia non funzioneranno più al di fuori del Paese e tutte le carte Visa emesse da istituti finanziari al di fuori della Russia non funzioneranno più all'interno della Federazione Russa. «Siamo obbligati ad agire in seguito all'invasione russa dell'Ucraina e agli eventi inaccettabili a cui abbiamo assistito», sottolinea Al Kelly, presidente e Ceo di Visa. «Ci rammarichiamo per l'impatto che ciò avrà sui nostri stimati colleghi e sui clienti, partner, commercianti e titolari di carte che serviamo in Russia. Questa guerra e la continua minaccia alla pace e alla stabilità richiedono che rispondiamo in linea con i nostri valori».

Ore 21.25 - Il sito internet dei servizi di sicurezza russi Fsb.ru è irraggiungibile. Il gruppo di hacker Anonymous ha rivendicato l'attacco su Twitter. Nei giorni scorsi, simili attacchi avevano colpito i siti governativi di Mosca, compreso quello del Cremlino, e quello del colosso energetico Gazprom.

Ore 21.23 - Oltre 100mila volontari si sono uniti alle forze di difesa territoriale ucraina da quando è iniziata l'invasione russa. A dichiararlo è stato il vice ministro della Difesa Hanna Malyar, citato da Unian. Le unità di volontari, ha aggiunto, non verranno smobilitate alla fine della guerra ma invece verranno incorporate nelle forze di difesa ucraine.

Ore 21.05 - «Durante l'esecuzione di compiti speciali, tre spie sono state uccise: dipendenti della direzione principale dell'intelligence del Ministero degli affari interni: Alexei Ivanovich, Chibineev Valery Viktorovich, Denis Borisovich Kireev. Sono morti difendendo l'Ucraina e il loro impegno ci ha avvicinato alla vittoria!». Così l'esercito ucraino, su tweet conferma la morte di Kireyev ma ribalta la versione dei media secondo cui sia stato ucciso dagli 007 di Kiev perché spia di Mosca.

Ore 20.18 - Nuovo raid aereo a Kharkiv, la città dell'Ucraina orientale. Un caccio russo, secondo quanto riferisce la Guardia nazionale ucraina, avrebbe bombardato un campo militare della 5 divisione Slobozhanska a Kharkiv uccidendo quattro militari. «Morte quattro persone. Ci sono feriti. I militari stanno sgomberando le macerie», riferisce la Guardia nazionale ucraina in un messaggio su Facebook. Nonostante le gravi perdite e la distruzione dell'infrastruttura i militari della Guardia nazionale, si sottolinea, «continuano a difendere Kharkiv insieme alle Forze armate, Difesa territoriale, Polizia nazionale, Servizio di sicurezza».

Ore 20 - Al termine del colloquio di tre ore con il presidente russo Vladimir Putin, il premier israeliano Naftali Bennett ha telefonato da Mosca al presidente ucraino Volodomir Zelensky. Lo riferiscono i media israeliani. Subito dopo Bennett ha proseguito in volo per Berlino, dove è atteso dal cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Ore 19.09 - Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver assunto il controllo di una base militare vicino alla città ucraina di Kherson. Lo riporta l'Interfax. Secondo la Difesa russa, le truppe ucraine avevano abbandonato la base lasciando sul posto tank e mezzi corazzati. Sul posto sarebbero anche state trovate armi anti-tank. Nessuna conferma è arrivata da Kiev.

Ore 18.37 - «Secondo i dati che abbiamo è iniziata la fuga di massa degli uomini all'estero». Lo ha detto Vadym Denysenko, consigliere del ministro degli affari interni. «Iniziano ad avere paura che Lukascenco mandi l'esercito in Ucraina - aggiunge - In Bielorussia inizia il panico e più il panico aumenta, minore è la probabilità che la Bielorussia mandi il proprio esercito in Ucraina».

Ore 18.32 - Le forze armate ucraine hanno ripreso il controllo di Mykolayv, città portuale del sud, dove ieri erano entrati i russi. Lo ha reso noto il Kyiv Independent, aggiungendo che i militari ucraini hanno sequestrato l'equipaggiamento russo. Il governatore dell'oblast di Mykolayv, Vitaly Kim, ha parlato di vittime civili, senza specificarne il numero.

Ore 18.34 - Le forze russe hanno sequestrato un ospedale psichiatrico dove risiedono 670 persone a Borodyanka, a circa 60 km da Kiev. Lo riferisce il governatore della regione Oleksiy Kuleba, citato dal Guardian. «Sono persone con esigenze speciali, necessitano di aiuto costante, molti di loro sono stati costretti a letto per anni. Stanno finendo l'acqua e le medicine», aggiunge. Secondo fonti locali, gli assalitori sarebbero forze cecene arrivate e i contatti con l'istituto sono interrotti.

Ore 18.14 - Si terrà lunedì il terzo round dei negoziati tra Ucraina e Russia. Lo riporta l'agenzia russa Interfax

Ore 17.59 - Il premier israeliano Naftali Bennett si trova a Mosca al Cremlino per colloqui con il presidente Vladimir Putin sull'Ucraina. Lo riportano i media israeliani che citano fonti del Cremlino. La visita di Bennett è stata definita 'inusualè in quanto il volo si è svolto di sabato ed il premier israeliano è notoriamente religioso. Nei giorni scorsi Bennett aveva parlato due volte con il presidente ucraino Vlodymyr Zelensky e due volte anche con Putin.

Ore 17.40 - L'offensiva russa a Mariupol «è ripresa a causa della riluttanza da parte ucraina ad esercitare pressione sui nazionalisti per prolungare la tregua». Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 16.55 - I negoziati tra Russia e Ucraina riprenderanno entro i prossimi due giorni. Lo ha detto il consigliere capo dell'Ufficio del presidente dell'Ucraina Mykhailo Podolyak, al sito ucraino «Strana». «Stiamo valutando, tra le altre cose, come stanno iniziando a funzionare i corridoi umanitari per apportare modifiche, se necessario, come parte del processo negoziale», ha aggiunto chiarendo che non sono previste modifiche nella composizione della delegazione ucraina.

Ore 16.45 - La tregua deve essere rispettata oggi. È l'appello del presidente ucraino Zelensky in un nuovo video. «I corridoi umanitari devono entrare oggi a Mariupol e Volnovakha, per salvare donne bambini e anziani e dare cibo e medicine a chi è rimasto. Stiamo facendo di tutto per far funzionare l'accordo», aggiunge. La vicepremier, Irna Vereshchuk, ha invece denunciato che la Russia ha violato l'accordo sui corridoi dopo due ore riprendendo i bombardamenti.

Ore 16.40 - «Quasi 10mila soldati russi sono stati uccisi». Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky in un nuovo video. «È terribile, sono 18enni, ventenni, quasi bambini, soldati a cui non è stato spiegato che stavano andando a combattere. La Russia dovrebbe dargli un'altra possibilità», ha sottolineato il leader ucraino, assicurando comunque che i russi «perderanno» questa guerra.

Ore 16.30 - Sono 11.323 i cittadini ucraini entrati in Italia finora dall'inizio del conflitto, principalmente attraverso la frontiera terrestre al confine italo sloveno (dove sono stati registrati 6.867 ingressi): 5.620 donne, 1.198 uomini e 4.505 minori. Sono i dati forniti dal Viminale e aggiornati alle 8 di oggi, secondo cui emerge che in 24 ore i nuovi ingressi sono stati circa 2.265. Le principali destinazioni risultano essere Roma, Milano, Bologna e Napoli, dove vengono raggiunti familiari e conoscenti già presenti in Italia.

Ore 16.25 - «I combattimenti si interrompano il prima possibile, tutelando le vite umane ed evitando crisi umanitarie su larga scala». Lo ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi alla controparte Usa Antony Blinken, nel colloquio telefonico avuto «su richiesta americana», in merito alla crisi in Ucraina. «La Cina ritiene che per risolvere la crisi ucraina sia ancora necessario agire secondo finalità e principi della Carta dell'Onu. Il primo è rispettare e proteggere la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i Paesi, il secondo è insistere sulla risoluzione pacifica delle controversie attraverso il dialogo».

Wang, in una nota del ministero degli Esteri cinese, ha affermato che la situazione in Ucraina «si è sviluppata fino a questo punto, cosa che la parte cinese non voleva vedere. La questione ucraina è intricata, non riguarda solo le norme di base delle relazioni internazionali, ma anche gli interessi di sicurezza di tutte le parti ed è necessario concentrarsi non solo sulla risoluzione dell'attuale crisi, ma anche su pace e stabilità di lungo termine della regione». La Cina, come membro dell'Onu con seggio permanente, «decide sempre la sua posizione e la sua politica in base ai meriti della questione», osservando che la crisi «può essere risolta solo attraverso il dialogo e la negoziazione». Infatti, la Cina «si oppone a qualsiasi azione che non sia favorevole alla promozione di una soluzione diplomatica» o che porti a un ad aggravare la situazione. Negli sforzi «per la pace, incoraggiamo la Russia e l'Ucraina a negoziare direttamente. Il negoziato potrebbe non andare liscio, ma la comunità internazionale dovrebbe continuare a cooperare e sostenerlo fino a quando non si raggiungerà un risultato» positivo.

Ore 16.15 - Usa in pressing su Pechino perché cambino posizione sulla crisi ucraina. In una telefonata al ministro degli esteri cinese Wang-Yi, il segretario di stato americano Antony Blinken ha sottolineato che «il mondo sta guardando per vedere quali nazioni difendono i principi fondamentali della libertà, dell'autodeterminazione e della sovranità». Blinken, riferisce il dipartimento di stato, ha evidenziato che «il mondo sta agendo all'unisono per ripudiare e rispondere l'aggressione russa, assicurandosi che Mosca paghi un alto prezzo».

Ore 15.35 - «La Russia viola gli accordi e continua a lanciare missili e bombe contro Mariupol, Volnovakha, e altre città ucraine», denuncia il ministero degli Esteri a Kiev in una dichiarazione. «I bombardamenti in corso rendono impossibile l'apertura di corridoi umanitari per l'evacuazione sicura dei civili e per la consegna di medicine e cibo». «Chiediamo alla comunità internazionale, ai Paesi e alle organizzazioni internazionali di condannare immediatamente le pesanti violazioni, da parte di Mosca, degli accordi sull'apertura dei corridoi umanitari, e sollecitiamo Mosca a introdurre un cessate il fuoco», conclude la dichiarazione.

Ore 15.30 - Le autorità ucraine hanno reso noto che solo 400 persone sono state evacuate da Volnovakha e dagli insediamenti vicini durante il cessate il fuoco temporaneo annunciato oggi, a causa dei bombardamenti russi. Il piano iniziale era di evacuare oltre 15mila civili durante le tregua, iniziata alle 8 del mattino italiane. «Sebbene avessimo l'intenzione e il trasporto necessario per evacuare molte più persone, abbiamo dovuto fermare il movimento della colonna, perché i russi hanno ricominciato a bombardare Volnovakha senza pietà ed era molto pericoloso spostarsi», ha detto il governatore regionale Pavlo Kyrylenko, come riporta la Bbc.

Ore 14.50 - In seguito all'approvazione della normativa che prevede forti pene detentive per la pubblicazione di notizie ritenute false dalle autorità, a partire da oggi la Rai - informa una nota - sospende i servizi giornalistici dei propri inviati e corrispondenti dalla Federazione Russa. «La misura si rende necessaria al fine di tutelare la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell'informazione relativa al Paese - spiega la Rai -. Le notizie su quanto accade nella Federazione Russa verranno per il momento fornite sulla base di una pluralità di fonti da giornalisti dell'Azienda in servizio in Paesi vicini e nelle redazioni centrali in Italia». Ieri, in seguito all'approvazione di una legge che prevede multe e carcere per chi diffonde 'fake news' sul conflitto, la Bbc aveva deciso di ritirare i suoi giornalisti dalla Russia e riaprire le trasmissioni ad onde corte come ai tempi di Radio Londra. Anche l'emittente pubblica canadese Cbc/Radio-Canada aveva annunciato di aver temporaneamente sospeso il lavoro dei suoi giornalisti in Russia.

Ore 14.45 - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di dichiarare la legge marziale in Russia. Il capo del Cremlino ha detto: «La legge marziale dovrebbe essere introdotta solo quando c'è un'aggressione esterna. Non la stiamo subendo e spero che non lo faremo».

Ore 14.20 - «Le sanzioni contro la Russia equivalgono a una dichiarazione di guerra». Lo ha ribadito il presidente russo Vladimir Putin, parlando ad un evento in vista della Giornata della donna, citato dalla Tass. «Tutto sta procedendo secondo i piani in Ucraina. Non ho dubbi che l'esercito russo raggiungerà tutti i suoi obiettivi. Sono state distrutte quasi tutte le infrastrutture militari dell'Ucraina e l'eliminazione della difesa aerea è stata praticamente completata. Il lavoro dei corridoi umanitari, in particolare di quello di Mariupol, viene impedito dai nazionalisti ucraini. Una no fly zone sull'Ucraina? Chi la stabilisce parteciperebbe alle ostilità».

Ore 13.43 - La municipalità di Mariupol ha chiesto agli abitanti in fuga dalla città di andare nei rifugi, mentre sono in corso i negoziati con la Russia per l'evacuazione sicura della popolazione attraverso i corridoi umanitari. «Altre informazioni arriveranno presto - fanno sapere - Al momento ci sono negoziati con la Federazione russa per il cessare il fuoco e per assicurare un corridoio umanitario sicuro. La polizia informerà i residenti con l'aiuto di altoparlanti». L'evacuazione della popolazione sarebbe dovuta iniziare alle 11 ora locale, ma è stata rinviata dopo violazioni del cessate il fuoco da parte russa, secondo gli ucraini.

13.33 - Il numero di rifugiati in fuga dall'invasione russa potrebbe potenzialmente raggiungere 1,5 milioni entro questo fine settimana. Lo ha affermato il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi. Attualmente l'Onu stima che abbiano già lasciato l'Ucraina oltre 1,3 milioni di persone. «Questa è la crisi dei rifugiati più rapida che abbiamo visto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale», ha detto Grandi secondo quanto riporta il Guardian.

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Ore 13.18 - I membri del Consiglio degli Stati del Mar Baltico (Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia e Svezia) hanno sospeso la Russia e la Bielorussia dalle attività dell'organizzazione. Lo riferisce la Commissione europea. La sospensione di Mosca e Minsk rimarrà in vigore «fino a quando non sarà possibile riprendere la cooperazione basata sul rispetto dei principi fondamentali del diritto internazionale», evidenzia Bruxelles. La Norvegia, che detiene attualmente la presidenza del Consiglio nato nel 1992 e fondato sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki, della Carta di Parigi e di altri documenti dell'Osce, «garantirà il corretto adeguamento del funzionamento dell'organizzazione nelle mutate circostanze».

Ore 13.10 - I servizi segreti ucraini (Sbu) hanno ucciso un componente della squadra negoziale ucraina con l'accusa di tradimento. Secondo fonti del media di Kiev Ukrainska Pravda, l'uomo è stato ucciso durante un tentativo di arresto. La stessa fonte rivela che c'erano «forti prove» che stava divulgando informazioni alla Russia.

Ore 12.49 - «Difenderemo ogni centimetro del territorio della Nato». Lo ha detto il segretario di stato Usa Blinken parlando in Polonia.

Ore 12.28 - «Zelensky è dispiaciuto che la Nato non intervenga, vuol dire che non vuole risolvere il conflitto con la diplomazia. Cerca di provocare il conflitto contro la Russia con la partecipazione della Nato». Lo ha detto il ministro degli esteri russo Lavrov. «Ha una frenesia militarista». «Sembra che l'Ucraina inventi sempre dei motivi per aggiornare i termini» in base ai quali tenere i negoziati con la Russia, ha proseguito Lavrov.  Ai corridoi umanitari aperti stamani in Ucraina a Mariupol e Volnovakha «non si è presentato nessuno», ha detto ancora.

Ore 12.16 - Il Foreign Office ha invitato i cittadini britannici che si trovano in Russia a prendere in considerazione l'ipotesi di lasciare il Paese «attraverso le rotte commerciali rimanenti». «Se la vostra presenza in Russia non è essenziale, vi consigliamo fortemente di andarvene attraverso le rotte commerciali rimanenti», ha dichiarato il Foreign Office.

Ore 11.55 - La legge introdotta in Russia che detta una stretta sui media «nasce dalla necessità urgente dettata da una guerra di informazione senza precedenti contro la Russia», ha spiegato ai giornalisti il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov. «La legge è stata approvata e deve essere applicata. L'ha votata il nostro Parlamento, ha spiegato Peskov. Lo riferisce la Tass.

Ore 11.25 - La situazione dell'economia russa è in questo momento straordinaria, ciò richiede misure straordinarie. Lo sottolinea il Cremlino, riferisce Tass. Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prevede di sentire domani al telefono Vladimir Putin. «Questa guerra deve essere fermata immediatamente, è necessario sedersi al tavolo dei negoziati. Il nostro presidente sta conducendo una diplomazia molto intensa. Avrà colloqui con Putin domani», ha detto il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalin in onda sul canale N-TV, secondo quanto riporta la Tass.

Ore 11 - «Ho parlato con il presidente della Polonia e vorrei affermare che lui è un vero amico dell'Ucraina. Vorrei anche ringraziare sua moglie. Siamo riusciti ad evitare la catastrofe umanitaria al confine». Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Sono sicuro che presto potremo dire alle nostre persone: ritornate! Tornate dalla Polonia, dalla Romania, Slovacchia e da altri paesi - ha proseguito il leader ucraino - Stiamo già pensando al futuro, ho parlato con il capo della Banca mondiale per fornire gli aiuti all'Ucraina». Zelensky ha quindi ribadito di aver chiesto agli alleati di «inasprire le sanzioni e chiudere il cielo sull'Ucraina». «Vediamo se riusciremo a fare progressi nei negoziati» con i russi, ha poi aggiunto Zelensky, riferendosi al nuovo round di negoziati previsto questo fine settimana. «Finora abbiamo ottenuto l'1% di dignità per le nostre persone e facciamo di tutto da nostra parte affinché questo accordo funzioni», ha aggiunto Zelensky, parlando dei corridoi umanitari.

Ore 10.52 - Le autorità municipali di Mariupol affermano che i russi non stanno osservando la tregua annunciata da Mosca lungo tutto il percorso concordato. Lo riferisce il Guardian citando media internazionali. «Stiamo negoziando con la parte russa la conferma della tregua lungo l'intero percorso di evacuazione» fa sapere in un comunicato, ovvero lungo Mariupol, Nikolske, Rozivka, Polohy, Orikhiv , Zaporizhzhia.

Ore 10.29 - Lo staff di Medici senza Frontiere che si trova ancora nei rifugi della città di Mariupol fa sapere che l'apertura dei corridoi umanitari annunciata da Mosca per le 10 ora italiana ancora non è avvenuta. «I civili non possono rimanere bloccati in zona di guerra» afferma Christine Jamet di MSF. «Le persone che cercano sicurezza devono poter fuggire senza la paura di essere coinvolte nelle violenze.

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Ore 10.25 - Sono oltre 200mila le persone che saranno evacuate dalla città ucraina di Mariupol e più di 15mila da Volnovakha lungo i corridoi umanitari, stando alla vicepremier ucraina Irina Vereshchuk, scrive la Tass che cita il canale Tv Ukraine 24. «L'Ucraina non è solo in grado di vincere come dice il segretario di Stato americano Antony Blinken. L'Ucraina sta già vincendo, dimostrando che non esiste l'onnipotente esercito russo e che è possibile e necessario combattere la Russia. E che l'economia ucraina resisterà. E che la propaganda russa è morta». Così su twitter il consigliere della presidenza ucraina Mikhailo Podolyak.

Ore 10.15 - Haas, team di Formula 1, ha licenziato il pilota russo Nikita Mazepin. Interrotti i rapporti anche con Uralkali, principale sponsor della squadra, azienda di proprietà del padre del pilota, Dmitry Mazepin. Il team americano ha deciso di mettere fine «con effetto immediato» alla partnership con il suo title sponsor russo Uralkali ed al contratto da pilota di Mazepin a causa del conflitto in Ucraina. «Come il resto della comunità della Formula 1, il team è scioccato e rattristato dall'invasione dell'Ucraina e desidera una fine rapida e pacifica del conflitto», ha scritto il team in una nota.

Ore 10.05 - Circa il 90% della città di Volnovakha è stata danneggiata dai bombardamenti. Lo ha dichiarato il parlamentare locale Dmytro Lubinets al Kyiev Independent. «I cadaveri giacciono non raccolti e le persone che si nascondono nei rifugi stanno finendo il cibo», ha detto il deputato. A breve a Volnovakha come a Mariupol scatterà la tregua decisa da Mosca per consentire l'evacuazione dei civili.

Ore 9.55 - Gazprom, il colosso dell'energia russo, ha reso noto che il «transito di gas attraverso l'Ucrania procede normalmente». Lo riporta l'agenzia Bloomberg. Il flusso di gas dall'Ucrania, prosegue Gazprom, oggi è «pari a 109,5 milioni di metri cubi al giorno».

Ore 9.23 - «66224: questo è il numero degli uomini a questo momento tornati dall'estero per difendere il loro Paese dall'orda. Sono altre 12 brigate da combattimento motivate. Ucraini, siamo invincibili». Così su twitter il ministro della Difesa di Kiev, Oleksii Reznikov.

Ore 9.20 - Gli effetti economici del conflitto russo-ucraino «non trovano ancora pieno riscontro» nella dinamica al primo marzo della produzione industriale «tuttavia, contribuiranno a generare ulteriori squilibri nell'attività industriale dei prossimi mesi peggiorando la scarsità di alcune commodity, rendendo più duraturi gli aumenti dei loro prezzi, oltre ad accrescere l'incertezza, rischiando di compromettere così l'evoluzione del Pil nel 2022». Lo evidenzia l'analisi rapida sulla produzione industriale del Centro studi di Confindustria: «Prosegue la contrazione dell'attività industriale a febbraio, -0,3%, dopo la caduta di gennaio, -0,8%».

«La produzione industriale italiana - rilevano gli economisti del centro studi di Confindustria - è attesa in diminuzione a febbraio (-0,3%), dopo la flessione più marcata di gennaio (-0,8%), pur inglobando solo in minima parte gli effetti dello scontro tra Russia e Ucraina che sta accrescendo le difficoltà di approvvigionamento delle imprese e spingendo ancora più in alto i prezzi di materie prime ed energia». «Le indagini sulla fiducia delle imprese manifatturiere - prosegue l'analisi rapida sulla produzione industriale del CsC - rilevano un rallentamento nei primi due mesi dell'anno, trainato prevalentemente da attese pessimistiche sulle prospettive economiche, già prima dello scoppio del conflitto bellico». Nel 1ø trimestre 2022 «la variazione acquisita sarebbe di -1,0% (da +0,5% nel 4ø trimestre 2021 e +1,0% nel 3ø). Gli ordini in volume sono previsti in aumento mensile di 0,3% in gennaio e di 0,1% in febbraio». «L'impatto del caro-energia sull'attività economica italiana aveva già causato un forte rallentamento produttivo dell'industria: l'indice elaborato dall'Istat a dicembre 2021 è diminuito di -1,0% rispetto al mese precedente. A febbraio, il PMI della manifattura si è confermato su un valore invariato rispetto a quello di gennaio (58,3 punti), ovvero il più basso da febbraio 2021. Secondo l'indagine di IHS-Markit, emergono rilevanti preoccupazioni degli imprenditori in merito alle difficoltà sulle condizioni operative e all'aumento dei prezzi di acquisto delle materie prime, che hanno continuato ad influenzare le aspettative delle aziende. Al tempo stesso la fiducia delle imprese manifatturiere si è contratta (113,7 da 114,9). Tale dinamica riflette la difficoltà delle imprese industriali nel fronteggiare il rincaro dell'energia che, nonostante gli interventi governativi messi in campo a sostegno delle imprese per il primo trimestre per far fronte allo shock, comprime i margini delle imprese al punto da rallentare la produzione». Mentre ad evidenziare l'incertezza in aumento c' è «l'indice di Baker, Bloom e Davis, sceso in gennaio a 123,7» che «è atteso peggiorare».

Ore 9.03 - La città ucraina di Mariupol comincerà alle 9 GMT, le 10 in Italia, l'evacuazione dei civili. Lo rende noto il sindaco dopo l'annuncio da parte russa della tregua nella città portuale per consentire corridoi umanitari. Le autorità municipali hanno inoltre indicato che l'evacuazione è prevista fino alle 14 GMT, le 15 in Italia, riferisce Sky News. «Non abbiamo altra scelta che lasciare la città». Lo ha sottolineato il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, in una breve dichiarazione rilasciata questa mattina dopo làannuncio della tregua da parte di Mosca per consentire corridoi umanitari. Lo riferisce Sky News. «Cari, cari residenti di Mariupol, da oggi comincia in città l'evacuazione dei civili. Questa non è una decisione facile, ma come ho sempre detto, Mariupol non è un insieme di strade e di case. Mariupol è i suoi abitanti. Siamo voi ed io», ha aggiunto il sindaco. «Il nostro principale compito è ed è sempre stato di proteggere le persone. Nelle condizioni che vedono la nostra città costantemente sotto il fuoco spietato degli occupanti, non c'è altra soluzione che mettere in condizione i residenti, ovvero voi ed io, di lasciare Mariupol in sicurezza».

Ore 8.52 - «A Mariupol e Volnovakha i corridoi umanitari sono pronti per l'apertura, sono state formate colonne di persone che devono essere evacuate. Le parti hanno temporaneamente cessate il fuoco nell'area dei corridoi». Lo conferma in in tweet il consigliere della presidenza ucraina Mikhail Podolyak.

Ore 8.30 - Sono oltre 10mila i soldati russi che sono morti dall'inizio dell'offensiva in Ucraina. Lo hanno riferito le forze armate ucraine in un nuovo aggiornamento sulle perdite «nemiche», precisando che sono stati distrutti, tra gli altri, 39 aerei, 40 elicotteri, 269 carri armati, 945 veicoli corazzati e 105 pezzi di artiglieria.

Ore 8.25 - L'intelligence britannica, secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa di Londra, ritiene che nelle ultime 24 ore i raid aerei e le operazioni militari russi si siano ridotti di intensità. Restano nelle mani delle forze russe le città di Kharkiv, Chernihiv e Mariupol, che, insieme a Sumy, «sono tutte circondate dalle forze russe». E ancora, secondo il ministero della Difesa di Londra, le forze di Mosca «stanno probabilmente avanzando verso la città portuale meridionale di Mykolaiv: c'è la possibilità che queste forze cerchino di aggirare la città per dare priorità all'avanzata verso Odessa».

Guerra in Ucraina, Elon Musk: «Dobbiamo aumentare la produzione di petrolio e gas immediatamente»

Ore 8.04 - «L'operazione militare specialè delle forze russe in Ucraina non ha l'obiettivo di dividere il Paese ma di garantire la sicurezza della Federazione. Lo ha chiarito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista a Sky Arabia, durante la quale ha chiarito ancora una volta la posizione di Mosca: «Vogliamo vedere l'Ucraina demilitarizzata, vogliamo vedere l'Ucraina libera dall'ideologia nazista. E vogliamo anche vedere che lo status neutrale dell'Ucraina sia iscritto nella Costituzione e garanzie che armi in grado di cambiare l'equilibrio di sicurezza in Europa non possano essere dispiegate». Peskov ha poi parlato dell'attacco di ieri notte alla centrale nucleare di Zaporozhya: «Il reattore nucleare, cuore dell'impianto non è mai stato toccato». A suo dire «c'è stata una provocazione dei nazionalisti ucraini, un gruppo di combattenti che ha attaccato una pattuglia di truppe russe che hanno dovuto rispondere». La situazione è sempre stata sotto controllo e non ci sono state minacce alla sicurezza, ha affermato.

Ore 7.44 - l ministero della Difesa russo ha annunciato la tregua per aprire corridoi umanitari. Lo scrive Interfax. «Oggi, 5 marzo, si annuncia una tregua a partire dalle 10 del mattino ora di Mosca e corridoi umanitari sono aperti per l'uscita di civili da Mariupol e Volnovakha», ha affermato il ministero russo della Difesa, scrive la Tass. 

Ore 7.30 - Una troupe di Sky News britannica ha filmato in diretta un agguato alle porte di Kiev, in cui la loro automobile viene bersagliata da decine di proiettili. L'inviato Stuart Ramsey, scrive Sky News, rimane ferito alla schiena, mentre il cameraman Richie Mockler riceve due colpi sul giubbotto antiproiettile. Il filmato, visibile sul sito di Sky News Uk, mostra in soggettiva l'agguato, con la camera che punta a terra all'interno dell'auto, quando gli occupanti cercano di ripararsi dopo aver cercato di uscire. Si odono gli spari e i proiettili che bucano la lamiera dell'automobile, si vedono scintille, si vede anche la scia rossa di un proiettile tracciante che rimbalza sull'asfalto. Poi si vedono i quattro occupanti dell'auto che escono dall'auto con giubbotti ed elmetti in testa e attraversano di corsa la strada e si mettono al riparo.

Ore 7 - Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov a Sky News Arabia assicura che «l'operazione russa non punta a dividere l'Ucraina in parti ma ad assicurare la sicurezza della Russia»afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov a Sky News Arabia. «La Russia vuole un'Ucraina «smilitarizzata e libera dall'ideologia neonazista. Vogliamo che lo status neutrale dell'Ucraina sia nella costituzione e vogliamo garanzie che le armi in grado di cambiare gli equilibri di sicurezza in Europa non possano essere dispiegate». 

Ore 6.38 - Secondo quanto riportato in un'articolo del Washington Post: «Gli Stati Uniti hanno iniziato ad armare l’Ucraina già agli inizi di dicembre, fornendo armi e attrezzature utili per il combattimento in aree urbane». Lo riporta il Washington Post citando alcuni documenti riservati contenenti l’elenco delle consegne effettuate. «Nell’ultima settimana le consegne sono aumentate, e includono per la prima volta i missili Stinger.

Gli Stati Uniti stimano che la Russia abbia lanciato 500 missili durante l’invasione in Ucraina. Lo riferisce un funzionario del Pentagono. Gli Usa hanno consegnato circa il 70% delle armi previste nel pacchetto da 350 milioni di dollari approvato da Joe Biden per aiutare l’Ucraina. Lo riporta il New York Times. Le armi sono arrivate in Polonia e in Romania e poi spedite, via terra, nell’Ucraina occidentale per essere distribuite su tutto il territorio. Il capo di stato maggiore congiunto delle forze armate Usa, Mark Milley, ha ispezionato l’operazione di trasferimento delle armi nel corso di una visita a sorpresa durante la quale ha incontrato le truppe e il personale di 22 paesi che lavora per scaricare le armi per trasferirle via terra alle forze ucraine.

 

Ore 6.30 - La Russia intende dispiegare fino a 1.000 mercenari in Ucraina nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Lo riporta Cnn citando fonti dell’intelligence, secondo le quali gli Stati Uniti hanno già «alcune indicazioni» che gruppi di mercenari potrebbero essere coinvolti nell’invasione russa.  Le forze ucraine hanno distrutto almeno 39 aerei e 40 elicotteri russi dall’inizio dell’invasione della Russia. Lo riferiscono le autorità ucraine citate dai media locali.

Mariupol sotto assedio, il sindaco: situazione impietosa

La città di Mariupol è sottoposta all’assedio delle forze russe. Lo afferma il sindaco Mariupol Vadim Boitchenko, definendo l’assedio «impietoso» e chiede la creazione di corridoi umanitari. In un messaggio postato su Telegram afferma: «Ora è il momento di cercare soluzioni ai problemi umanitari».

Ore 6.10 - Secondo le rilevazioni di NPR-Maripost, il 47% degli americani promuove il presidente, ben 8 punti in più rispetto al 39% della settimana del 25 febbraio. Il 52% degli intervistati approva la gestione della crisi Ucraina da parte del presidente.

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Ore 6 - L’amministrazione Biden inizia a valutare piani per uno degli scenari peggiori, ovvero la caduta di Kiev con l’esilio del governo di Volodymyr Zelesnky e l’insediamento di un regime amico a Mosca. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali il dibattito è acceso su come poter assistere, in un caso come questo, Zelensky. Due componenti della commissione di Intelligence della Camera stanno cercando consensi per una misura bipartisan che richiederebbe all’amministrazione Biden la messa a punto di una strategia per sostenere i ribelli pro-indipendenza nel caso il presidente russo Vladimir Putin conquistasse Kiev e occupasse significative aree dell’Ucraina.

Bombardieri B52 americani hanno volato al confine orientale della Nato Le attività nell’ambito di un’esercitazione con le aeronautiche tedesche e della Romania. Lo riporta Cnn citando la Us Air Force. I bombardieri americani hanno volato nello spazio aereo della Romania , non lontano dall’Ucraina, dopo essere partite dalla Raf Fairford, in Gran Bretagna. 

Ore 5.40 - L’esercito di Kiev, con un appello su Facebook, ha chiamato a raccolta i civili proprietari e piloti di piccoli droni per utilizzare i mini-velivoli nelle attività di controllo e spionaggio delle truppe russe. Lo riferisce l’agenzia Ap.

Timori di bombardamenti massicci sulle città per costringerle alla resa

L’Occidente teme che la Russia si avvii a «bombardare le città» ucraine «fino alla loro sottomissione». Lo riporta Cnn citando alcune fonti dell’intelligence occidentale, secondo le quale questo potrebbe avere un impatto significativo in termini di morti civili. «Le armi pesanti non pesano solo di più, sono pesanti anche in termini di danno che possono infliggere», osservano le fonti con Cnn.

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