Ucraina, Riccardo Cocco da Forza Nuova al Donbass: chi è l'italiano nel mirino degli 007

Intercettati dall’intelligence due video dell’attivista a sostegno dei separatisti

Ucraina, Riccardo Cocco da Forza Nuova al Donbass: chi è l'italiano nel mirino degli 007
di Giuseppe Scarpa
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Martedì 8 Marzo 2022, 00:02 - Ultimo aggiornamento: 13:45

Riccardo Emidio Cocco, Andrea Palmeri, l’estrema destra, la guerra in Ucraina, il Donbass e gli striscioni comparsi a Roma. Due italiani si sono arruolati nelle fila dei gruppi militari filo russi per combattere a favore delle due Repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Una decisione che li ha portati anche a pubblicare diversi video in cui sostengono le scelte di Vladimir Putin dell’invasione dell’Ucraina. Brevi filmati diventati virali nei canali Telegram tra chi sostiene il conflitto scatenato da Mosca.

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NEOFASCISMO
Sia Cocco che Palmeri gravitano nella galassia del neofascismo italiano. Ed entrambi, spesso, si sono trovati a dover fronteggiare altri “camerati” sul lato opposto delle barricate ma di “fede” nazionalista differente. Kiev, infatti, ha spesso demandato il compito di combattere la guerra nel Donbass (iniziata ad aprile del 2016) a delle formazioni militare neonaziste ucraine, come il battaglione Azov, e politiche come Pravyj Sektor (Settore destro).

Il 23 febbraio e il 6 marzo 2022, annotano diverse informative dell’intelligence occidentali, sono stati pubblicati due brevi video di Cocco. Inoltre, il 21 febbraio, sempre Cocco, aveva partecipato, al fianco di Palmeri, ad una conferenza a sostegno delle popolazioni del Donbass. Il filo conduttore dei video è sempre lo stesso. Lanciare un appello agli italiani per supportare le Repubbliche separatiste «con donazioni e atti dimostrativi». Lo stesso atto dimostrativo che Cocco ha sostenuto di aver compiuto a Roma: uno striscione comparso a piazza del Popolo: «Usa la guerra è colpa tua. Europa rialza la testa. Fuori dalla Nato. No alle sanzioni suicide. Chiedi la pace».

I video hanno spopolato tra i supporter di Putin e del conflitto russo - ucraino. In questo modo Cocco è diventato una sorta di “star” anche se di lui, nel web si trova ben poco a differenza di Palmeri. Quest’ultimo, già da diversi anni, otto, ha preso parte al conflitto in Donbass. Palmeri era uno dei leader della curva della Lucchese, tra i capi dei Bulldog, gli ultras di estrema destra. Stessa fede politica sbandierata sui social, con diverse foto, anche da Cocco in prima fila per sostenere la candidatura di Alfredo Iorio come sindaco di Roma, per Forza Nuova, nel 2016.

I PIANI DI GUERRA
Sempre il Donbass è al centro di un altro video divenuto virale in queste ore. Un filmato di sei minuti, pubblicato il 6 marzo, in cui il presidente della Repubblica separatista di Donetsk, Denis Pushilin, sostiene di avere le prove dei «piani aggressivi del regime ucraino e di coloro che vi sono dietro». Prove inconfutabili, secondo la versione offerta da Pushilin, acquisite durante un blitz delle milizie filo russe nella città di Berdyansk, nella sede dell’organizzazione paramilitare ucraina di estrema destra Pravyj Sektor. 

Il leader politico ha spiegato che i suoi miliziani hanno trovato nelle sede del partito un computer portatile «con matricola Nato che contiene le mappe dettagliate dell’area di Donetsk e della Crimea, con l’ubicazione di unità e strutture militari» avversarie. In pratica Pushilin asserisce di aver messo le mani sui progetti di attacco ucraini, pianificati con il sostegno dell’Alleanza Atlantica. Piani militari che avrebbero portato ad un attacco, contro le due Repubbliche separatiste, l’ 8 marzo. Pushilin ha concluso la conferenza stampa affermando che «la tempestività dell’avvio dell’operazione speciale russa ha impedito l’attuazione dei progetti del nemico».
Ovviamente la notizia è rimbalzata sui canali Telegram filo-russi, così come i video di Cocco, l’italiano che ha sposato la guerra in Ucraina dalla parte di Mosca.

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