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Ucraina, ecco Kim: il governatore “coreano” alla guida della resistenza. «Qui a Mykolaiv non passano»

La città stretegica per arrivare fino a Odessa, ma la popolazione è schierata come un vero esercito

Ucraina, ecco Kim: il governatore coreano alla guida della resistenza. «Qui a Mykolaiv non passano»
di Mauro Evangelisti
4 Minuti di Lettura
Domenica 13 Marzo 2022, 10:31 - Ultimo aggiornamento: 13:48

Ore 15.39 di ieri, il giovane governatore Kim, lineamenti asiatici che testimoniano le origine coreane della famiglia e maglione grigio, appare in un video sul canale Telegram: «Il nemico continua a usare a usare la stessa tattica: prima viene a spararci, poi va a nascondersi nei villaggi, tra i civili». Qualche ore prima aveva caricato un altro video. Ore 8.31: «Gli occupanti hanno bombardato scuole e ospedali. Ora non ci sono regole». E a fine giornata, attorno alle 20, nuovo post di servizio per spiegare quando saranno pagate le pensioni perché comunque la vita continua, nonostante l'invasione decisa da Putin.

Kim, chi è il governatore “coreano”

 

Cronache da Mykolaiv, città di 476mila abitanti che sta facendo infuriare l'esercito russo impantanato a settanta chilometri da Odessa. Siamo sulla direttrice del Mar Nero, a meta strada tra Cherson e, appunto, Odessa. Ecco, per conquistare il porto più importante dell'Ucraina i russi devono annientare e superare Mykolaiv, ma da giorni ci stanno provando e falliscono. Hanno anche bombardato e occupato in più occasione l'aeroporto, ma tutte le volte gli ucraini lo hanno ripreso.

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«Da Odessa ci scrivono e ci ringraziano» racconta dalla sua casa di Mykolaiv un settantenne italiano sposato con una donna Ucraina, Salvatore Barone, 70 anni, in gioventù poliziotto nei Falchi della squadra mobile di Catania. «Io di qui non me ne vado - ripete sempre - ho tre case, che faccio le lascio ai russi?». Così Barone ormai ogni giorno fa collegamenti con le tv italiane, una sorta di inviato sul campo.
DIFESA
E come tutti gli altri abitanti di Mykolaiv è costantemente collegato al canale Telegram di Vitaliy Kim, che organizza la difesa della città, informa costantemente sui movimenti del nemico. Kim è un imprenditore edile di 40 anni, in gioventù era tra i proprietari di una discoteca-karaoke della città, l'Ushuaia (ovviamente solo omonima del ben più importante club di Ibiza). Figlio di un coach di basket. Sposato, ha tre figli. Da due anni occupa questo ruolo, è stato nominato governatore da Zelensky, perché in Ucraina la scelta dei governatori dipende direttamente dal presidente, non sono eletti come il sindaco. Kim sempre sorridente (in una foto compare con le gambe sulla scrivania, piedi scalzi e calzini multicolore), malgrado la drammaticità di una situazione di una città che ormai viene bombardata ogni giorno, anche nei quartieri residenziali, rinforza il morale della popolazione. «Non abbiate paura - dice agli abitanti della regioni - qua ci siamo noi a difendervi».

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Ieri le esplosioni hanno coinvolto anche le case dei civili, perfino un ospedale oncologico. I russi hanno sparato missili dall'area est, da Balanovka. Undici in totale le scuole e gli asili danneggiati. Lungo le strade del centro ci sono posti di blocco, con sacchi di sabbia e pilastri di cemento. Come dire: i russi da qui non passano, a Odessa non arrivano. «I soldati russi sono entrati nel villaggio di mia suocera - racconta Barone - e hanno tentato di convincerla a dire che lei è contro gli ucraini. Una decina di soldati russi l'ha incalzata: noi li ammazziamo gli ucraini. Ma questa città resiste, per ora c'è anche merce nei supermercati».


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