L'incredibile storia del pensionato ucraino premiato con una medaglia: «Ho abbattuto un Su-34 russo con il fucile da caccia» Video

L'incredibile storia del pensionato ucraino premiato con una medaglia: «Ho abbattuto un Su-34 russo con il fucile da caccia»
di Paolo Ricci Bitti
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Lunedì 5 Settembre 2022, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 10:46

Un cacciabombardiere russo di quarta generazione avanzata come il Su-34 abbattuto come un tordo da un pensionato cacciatore ucraino con un fucile semiautomatico calibro 12. Portata: un centinaio di metri. La Russia, naturalmente, non conferma e non ci sono menzioni ufficiose anche dalle forze occidentali che sostengono l'Ucraina e che grazie agli Awacs e ai satelliti tutto vedono nei cieli di guerra, ma intanto il pensionato Valeriy Fedorovych può appuntarsi sul petto la medaglia che le autorità di Kiev gli hanno assegnato per una clamorosa impresa avvenuta, viene detto, lo scorso agosto a Chernihiv.

Bisogna allora accontentarsi della versione ucraina che fa a pugni con la logica e con la storia dell'aeronautica militare. Del resto la storia è talmente "grossa" che difficilmente verrebbe in mente di inventarla anche per fini propagandistici: non è che cambierebbe granché se gli ucraini dicessero che il jet è stato colpito con una biglia scagliata con una fionda. 

Forse allora manca (dimenticanza o dolo, chissà?) qualche dettaglio, forse quel Sukhoi-34 (Full Back, per la Nato) era già stato danneggiato dalla contraerea ucraina o forse era in piena avaria quando il pensionato gli ha sparato "dal tetto di casa", ma la motivazione della medaglia indica solo che il cacciatore ucraino ha tirato giù il jet bimotore nemico. Uno o due colpi a pallettoni (palla unica o terzarole, tre palle, anche qui non si sa). Pochi centesimi di euro per ridorre in rottami un velivolo da almeno 70 milioni di euro, per non dire della sorte dei due piloti (che in questo aereo sono affiancati e non in tandem) sui quali appunto gli ucraini non si esprimono.

All'osso è dunque vera la storia che a Valeriy Fedorovych hanno dato una medaglia "per l'abbattimento" di un warbird (uccello da guerra, secondo gli anglosassoni). Che sia vera la motivazione è un'altra questione. C'è anche, oltre il racconto del cacciatore rilanciato dalla Polizia di confine ucraina, un video che mostra un puntino (il Su-34?) che lontano lontano precipita al suolo accompagnato da grida di esultanza. Video, purtroppo per i russi, comuni in questi mesi di guerra. E poi ci sono le foto dei rottami davanti al quali il pensionato si mostra così come fanno tutti i cacciatori davanti a un cinghiale. Qualche lamiera accartocciata e annerita fa adesso bella mostra di sé nel garage del pensionato medagliato. 

Centrare il sei nel superenalotto non è facile, ma è più o meno lo stesso abbattere un Su-34 con un fucile calibro 12. Il jet russo può sfrecciare fino a 2.200 chilometri orari (mach 1.78) ma a bassa quota vanta una bassa velocità prima di "stallare": i due motori turboventola Saturn sono tuttavia così potenti che possono "recuperare" l'assetto anche in condizioni critiche del velivolo pesante, a pieno carico, 45 tonnellate, lungo quasi 24 metri e con un'apertura alare di quasi 15.  Quel jet volava - rasoterra - ad almeno 250 kmh perché in un teatro di guerra non pare il caso di andare più adagio ricorrendo a manovre forzate rallentate di quasi stallo (sempre grazie alla poderosa spinta dei motori che fanno danzare l'aereo sulla coda) esibite durante gli show aeronautici. Sarebbe stata comunque una strategia di volo suicida quella dei due piloti russi esporsi così. E anche a quella eventualmente bassa velocità centrare il jet con un fucile richiede massima abilità e altrettanta fortuna. 

E' credibile allora la storia del pensionato? Così come ce la raccontano no, anche se in linea teorica l'abbattimento è possibile nel caso si verifichino contemporanemente parecchie variabili. Troppe.

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