Ucraina, aumenta il rischio di incidente nucleare? L'attacco alla centrale e i momenti di tensione tra Biden e Putin: cosa sappiamo

Negli ultimi giorni il botta e risposta acceso tra il presidente russo e quello americano e il bombardamento di una centrale nucleare in Ucraina hanno riacceso i timori sul pericolo atomico

Ucraina, rischio escalation nucleare? Mosca attacca una centrale nel sud e Biden avverte Putin
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Lunedì 19 Settembre 2022, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 20:16

Prima i bombardamenti nei pressi della centrale nucleare Zaporizhzhia, ora un nuovo attacco russo a una centrale nella regione di Mykolaiv. E poi le parole di Biden, che intervistato alla CBS la notte del 18 settembre ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a una "risposta sostanziale" in caso di un attacco chimico o nucleare da parte di Putin a Kiev. Sullo sfondo nel Donbass si continua a combattere e Mosca è in difficoltà.

Lo spettro di un'escalation nucleare continua a far tremare il mondo. Una minaccia velata ma mai abbastanza lontana, e che in alcuni momenti "caldi" del conflitto è sembrata fin troppo vicina al diventare realtà.  

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L'ultimo attacco alla centrale nucleare 

Ieri l'ennesimo capitolo del botta e risposta tra Kiev, Mosca e Washington. Secondo il presidente ucraino Zelensky, le truppe del Cremlino hanno colpito l'impianto di Pivdennoukrainsk nella regione di Mykolaiv (300 km a sud di Kiev). Una "potente esplosione" avvenuta a 274 metri di distanza dai reattori ha rotto più di 100 finestre nel complesso. L'attacco ha danneggiato gli edifici di una centrale elettrica, una vicina centrale idroelettrica e le linee di trasmissione. Il filmato dell'attacco mostra il sito che esplode in un'enorme palla di fuoco, illuminando il cielo notturno con un'esplosione di luce bianca.

tre reattori tuttavia non sono stati danneggiati e funzionano normalmente, come ha comunicato la compagnia nucleare statale ucraina Energoatom. Non sono state registrate vittime nell'attacco. 

Zelensky: la Russia mette in pericolo il mondo 

La centrale di Pivdennoukrainsk è la seconda centrale nucleare più grande dell'Ucraina. Si trova lungo il fiume Bug meridionale e si trova a circa 300 km a sud della capitale, Kiev."Gli invasori volevano sparare di nuovo, ma hanno dimenticato cosa sia una centrale nucleare. La Russia mette in pericolo il mondo intero. Dobbiamo fermarlo prima che sia troppo tardi" ha commentato su Telegram il presidente ucraino Zelensky

Botta e risposta tra Putin e Biden 

L'ipotesi di un attacco nucleare da Mosca non è esclusa neanhe dal presidente Joe Biden, come dimostrano le sue parole alla CBS in cui si rivolge direttamente a Putin: «Non farlo, non farlo. Se lo facessi il volto della guerra cambierebbe». E aggiunge che la risposta americana: «Sarebbe consequenziale» dicendo che se il Cremlino decidesse di usare armi chimiche o nucleari diventerebbe «ancora di più paria nel mondo».  

Alle parole del leader americano non è mancata la risposta immediata di Mosca. «Legga la dottrina, è tutto scritto lì» ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov rispondendo alla domanda di un giornalista sul possibile utilizzo dell'atomica ipotizzato da Biden. La dottrina di Mosca prevede tra l'altro l'uso di armi nucleari tattiche a scopo difensivo, in caso di aggressione contro la Federazione Russa che metta a repentaglio «l'esistenza» ma anche «la sovranità e l'integrità territoriale dello Stato».

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Zaporizhzhia è stata chiusa 

Zaporizhzhia, la più grande centrale d'Europa, è sotto controllo russo ma gestita da personale ucraino. La centrale è stata oggetto di diversi attacchi russi, suscitando preoccupazioni su un possibile incidente nucleare, tanto che era stata spenta dopo che un attacco aveva danneggiato edifici e interrotto le linee elettriche.

Kiev ha più volte accusato Mosca di aver lanciato missili contro la centrale, i russi invece hanno risposto accusando gli Ucraini di averla attaccata. Attualmente l'organismo di vigilanza nucleare delle Nazioni Unite ha affermato che una delle quattro linee elettriche è stata ripristinata e sta nuovamente fornendo all'impianto elettricità dalla rete ucraina. 

 

Rischio escalation: quanto è vicino? 

Di rischio nucleare si è parlato sin dai primi giorni della guerra, quando Putin ha messo in stato di massima allerta il sistema di deterrenza atomico mentre in un video avvertiva l'Occidente che qualsiasi tentativo di interferire nella campagna militare di Mosca avrebbe portato "a conseguenze mai viste nella storia". 

Il timore maggiore è che, ora che la guerra in Ucraina non sta andando come sperato, Putin possa ritrovarsi messo alle strette e in un momento di difficoltà possa usare l'atomica per ribaltare una situazione già persa. Un pericolo accennato anche dal direttore della CIA William Burns durante un discorso pubblico ad aprile e in un'intervista con il Financial Times. 

L'orologio dell'apocalisse: 100 secondi alla mezzanotte 

Nel 1974 gli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago crearono un metaforico orologio che calcola, sulla base di fattori e avvenimenti di politica internazionale quando manca a un'ipotetica fine del mondo. In piena guerra fredda si trattava di una trovata di comunicazione per dare il senso immediato dello stato delle relazioni tra le due potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica e della minaccia di una guerra nucleare. 

Al momento della sua creazione, durante la guerra fredda, l'orologio fu impostato alle ore 23:53, sette minuti prima della mezzanotte. Da allora, le lancette sono state spostate 22 volte. La massima vicinanza alla mezzanotte è stata raggiunta nel 2020, con appena 100 secondi. Precedentemente la distanza minima era stata due minuti, raggiunta due volte: una tra il 1953 e il 1960 e una nel 2018. La massima lontananza è stata di 17 minuti, tra il 1991 (trattati START) e il 1995.  Da quando è iniziata la guerra in Ucraina non è ancora stato spostato: il prossimo aggiornamento è previsto a gennaio 2023. Al momento siamo fermi a 100 secondi dalla mezzanotte e non è una buona notizia. 

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