Ucraina, l'esercito italiano è pronto? Il generale Tricarico: «Ai nostri militari serve addestrarsi, non presidiare strade»

Ucraina, l'esercito italiano è pronto? Il generale Tricarico: «Ai nostri militari serve addestrarsi, non presidiare strade»
di Nicola Pinna
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 07:02 - Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 00:29

«È arrivato il momento di prendere coscienza di quello che è il ruolo vero dei nostri soldati. È da trent'anni che li impieghiamo per sopperire alle carenze delle forze dell'ordine nel controllo di strade e obiettivi sensibili. Ma i soldati devono essere addestrati per la guerra». Oltre a una lunga sfilza di onorificenze, il generale Leonardo Tricarico ha visto da vicino le guerre della ex Jugoslavia e del Kosovo. Da pilota di caccia ha totalizzato oltre tremila ore di volo e i gradini della carriera nell'Aeronautica militare li ha scalati tutti, fino all'incarico di Capo di Stato maggiore.

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Generale, arriva in ritardo questa circolare del Capo di Stato maggiore dell'Esercito?
«Direi di sì, in questi anni abbiamo assistito a una deriva inesorabile nell'utilizzo dei militari in modo non conforme alla loro natura. Abbiamo avuto molti più soldati impegnati lungo le strade che nelle attività addestrative. La circolare emanata in questi giorni era opportuna e dimostra che si è finalmente presa coscienza di un problema. Di fatto il messaggio è chiaro: la componente operativa non sia sguarnita e i reparti siano all'altezza degli eventi che si potrebbero verificare nell'arco di poco tempo».


Si è fatto poco in questi anni per mantenere un buon livello di preparazione delle nostre truppe?
«Certo, si è fatto molto poco. Dal 1993 a oggi gli uomini e le donne dell'Esercito hanno passato quasi tutte le loro giornate lungo le strade delle città. Bisogna avviare un complessivo ripensamento sull'impiego dei militari in Italia. Ma una cosa ora più che mai sembra chiara: in caso di emergenza i militari devono essere i primi a scendere in campo.»


Ma la preparazione attuale delle nostre forze armate si può considerare all'altezza degli eventi e degli sviluppi tecnologici e bellici?
«Il nostro è uno dei migliori eserciti della Nato e quindi del mondo. Abbiamo partecipato a tutte le missioni internazionali, siamo al passo con i tempi. Sia dal punto di vista delle tecniche operative sia sul fronte degli armamenti. Diciamo che i cittadini possono essere molto fiduciosi sulla risposta del nostro apparato di difesa».


I mezzi a disposizione sono sufficienti e di buon livello?
«Io ovviamente conoscono meglio gli assetti dell'Aeronautica militare, ma sono certo che Esercito e Marina militare siano alla pari. O che non si discostino troppo. A proposito della nostra Aeronautica posso fare solo un esempio: è l'unica, insieme a quella degli Stati Uniti, a essere in grado di condurre operazioni aeree complesse in totale autonomia. I nostri velivoli e i nostri piloti possono affrontare situazioni di questo tipo anche per periodi prolungati».

Un altro nodo è quello dell'età media: sembra essere troppo alta, anche rispetto a quella delle forze armate straniere. Concorda?
«Sì, questo è un vero problema, i nostri soldati sono un po' grandicelli. Certo, per alcuni tipi di impieghi è necessaria anche l'esperienza, ma in generale direi che è necessario trovare una soluzione. Gli arruolamenti certo non rappresentano l'unica strategia da seguire: prima di tutto bisogna cambiare gli equilibri sui ruoli».

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