Ucraina, Di Maio: «L'ambasciata italiana resta aperta». La Farnesina agli italiani: lasciate subito il paese

Ucraina, Di Maio: «L'ambasciata italiana resta aperta». La Farnesina agli italiani: lasciate subito il paese
di Cristiana Mangani
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Sabato 12 Febbraio 2022, 15:39 - Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 00:01

Un'azione militare per il prossimo 16 febbraio. Secondo l'intelligence americana, la Russia sarebbe pronta a entrare in azione in Ucraina proprio in quella data. La notizia è riportata dal New York Times, ma non si sa se la data così precisa possa essere stata fatta circolare da Mosca come manovra diversiva.

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La minaccia, però, deve essere più concreta se ieri la Farnesina ha avuto una riunione urgente e operativa con l'Unità di crisi, a conclusione della quale è stato deciso di invitare tutti i cittadini italiani che si trovano in Ucraina a lasciare il Paese, con i mezzi commerciali disponibili. Si trattarebbe, secondo dati del ministero degli Esteri, di circa duemila persone, perlopiù concentrate a Kiev.

 

La riunione

Nella riunione di coordinamento tra gli ambasciatori Ue è stato stabilito che tutti gli Stati membri, compresi Germania e Francia, invieranno nelle prossime ore una indicazione ai loro connazionali a lasciare immediatamente il Paese e a sconsigliare i viaggi in Ucraina. Inoltre, verrà ridotto il personale nella ambasciate. Dalla sede diplomatica italiana a Kiev verrà evacuato solo il personale dei servizi non essenziali.

L'ambasciata italiana

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha specificato che l'ambasciata «resta in ogni caso pienamente operativa». La stessa decisione è stata presa anche per le ambasciate degli altri paesi Ue. E' emersa una piena concordanza di vedute sull’importanza di escludere al momento qualsivoglia ipotesi di evacuazione di tutte le ambasciate da Kiev come gesto simbolico di sostegno al Governo ucraino.

«Mentre in via precauzionale si assumono indispensabili e necessarie misure a tutela del personale italiano di stanza a Kiev - è intervenuto il presidente della Commissione esteri della Camera e deputato Pd, Piero Fassino -, si continui nelle iniziative già intraprese per una soluzione politica che garantisca la sovranità e l'integrità territoriale dell' Ucraina. E si insista nel sollecitare Mosca a compiere per prima atti di de-escalation, riducendo la presenza militare ai confini dell'Ucraina».

Gli italiani in Ucraina

Gli italiani in Ucraina considerano la notizia di lasciare il Paese come «una notizia scioccante». Alberto De Marco, imprenditore che lavora a Kiev da sei anni e si occupa di cooperazione finanziaria internazionale e business design, si dice molto preoccupato. «Non mi aspettavo una notizia del genere così presto - afferma -. Mi sembra di essere tornato indietro di 80 anni. Siamo in guerra. Partirò per qualche giorno, rientrerò in Italia per una decina di giorni - aggiunge - Qui ho la mia società, i miei beni, la mia fidanzata, i miei amici. Dall'Italia
vedrò quello che succede, ma una cosa è certa: se i russi arrivano a Kiev, io tornerò. E aiuterò le persone a cui tengo, i miei amici, la famiglia della mia fidanzata, a proteggersi. Non li posso abbandonare, non è umanamente ammissibile».

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De Marco, come molti altri a Kiev, aveva ricevuto la brochure del ministero degli Interni ucraino che istruiva sui comportamenti da adottare in caso di guerra. «Ma non mi aspettavo di dovermi trasferire di punto in bianco come un evacuato - ammette -. E sicuramente tornerò per prendermi cura dei miei affetti. Se potessi trovare un modo per farli venire tutti in Italia lo farei, sarebbe fantastico. Ma mi rendo conto che per molti di loro è impossibile, hanno parenti anziani a cui badare, hanno tutta la loro vita qui».

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