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Guerra Ucraina, Kiev riuscirà a difendere il Donbass? Report dell'intelligence: «Grave difficoltà»

Un rapporto visionato da The Independent analizza i principali problemi ucraini nella regione, dalle armi ai prigionieri

Ucraina, Kiev riuscirà a difendere il Donbass? Il report d'intelligence: «Grave difficoltà»
4 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 11:58 - Ultimo aggiornamento: 12:03

Il fronte orientale del Donbass si sta rivelando la battaglia più dura della guerra per Kiev. Qui i russi da settimane hanno concentrato la maggiorparte della loro forza di attacco e il rapporto tra esercito di difesa e occupanti è impietoso: gli ucraini stanno subendo grandi perdite, sono in 20 contro 1 per l'artiglieria, e 40 contro 1 per le munizioni. Le perdite sono alte e così scende anche il morale delle truppe e aumentano le defezioni. 

A rendere noti questi dati è un rapporto di intelligence visionato da The Independent che rivela che la battaglia del Donbass  «un effetto seriamente demoralizzante sulle forze ucraine, oltre che un effetto materiale molto reale; i casi di diserzione crescono ogni settimana».

I prigionieri di guerra 

Alla disparità in campo, si aggiunge quella nel numero di prigionieri di guerra, che indebolisce la posizione contrattuale dell'Ucraina al tavolo delle trattative. Il numero dei soldati russi detenuti dall'Ucraina è sceso da 900 ad aprile a 550 dopo una serie di scambi. Mosca ha oltre 5.600 soldati ucraini in cattività, ampliati dalla resa di 2.500 a Mariupol, compresi i membri del battaglione Azov. 

Nel frattempo le due parti portano avanti processi molto mediatici di condanna ai prigionieri: Kiev ha emesso diverse condanne per crimini di guerra - solo mercoledì sono stati archiviati altri 8 casi -. Dal'altro canto Mosca e le repubbliche separatiste hanno minacciato di eseguire processi “tipo Norimberga” contro i prigionieri Azov che accusano di essere neonazisti. Il negoziato è in corso, ma è difficile:  «I russi insistono su uno scambio di prigionieri uno a uno» e «Ciò significa che sotto lo status quo, 4.500 prigionieri ucraini potrebbero essere nelle carceri russe fino a quando non ci sarà un accordo di pace. È probabile che Mosca lo utilizzi come leva per destabilizzare internamente l'Ucraina».

 

Le armi occidentali 

Un'altra questione è quella delle armi. Sebbene i governi occidentali abbiano annunciato un forte sostegno all'ucraina e l'invio di armi, spesso i tempi di consegna sono lenti e anche il numero non è sufficiente per dare un supporto decisivo all'esercito ucraino. La Gran Bretagna ha inviato tre sistemi missilistici a lancio multiplo M270, gli Stati Uniti hanno inviato 4  sistemi missilistici mobili Himars basati su camion. Numeri che aiutano, ma non bastano a vincere per contrastare l'avanzata o tantomeno per riconquistare i territori perduti. 

Un buon aiuto per gli ucraini è rappresentato soprattutto dai droni d'attacco Switchblade che hanno anche inflitto danni significativi ai russi e dai sistemi anticarro Javelin e NLAW forniti da Stati Uniti e Regno Unito, che già si erano dimostrati efficaci nei campi di battaglia intorno a Kiev e Kharkiv. Tuttavia, come si legge nel rapporto le armi anticarro «non possono contrastare l'artiglieria russa e i lanciarazzi».

«È chiaro che una guerra convenzionale non può essere vinta se la tua parte ha molte volte meno armi, le tue armi colpiscono il nemico a una distanza più breve e hai significativamente meno munizioni del nemico» si legge nel rapporto.

La situazione è "critica" sul fronte orientale 

Secondo il rapporto di intelligence la situazione nel Donbas è critica: «Il nemico sta circondando le forze ucraine concentrate a Severodonetsk e Lysychansk. È diventato estremamente difficile difendere queste due città, dal momento che il nemico esercita un controllo del fuoco dell'80% sulle strade che trasportano rifornimenti». 

Di fatto la parte ucraina ha «quasi completamente esaurito le scorte di missili per MLRS di tipo Smerch e Uragan, il che ha permesso di scoraggiare efficacemente le offensive russe nei primi mesi del guerra a distanze di 37-50 miglia». Quindi la portata massima di tiro delle forze armate ucraine è di 15,5 miglia.

Di contro il nemico colpise con missili balistici tattici Iskander con una gittata da 183 miglia, con lo Smerch MLRS e Tochka-U che va dalle 43 alle 50 miglia, o con l'MLRS Uragan che colpisce da 25 a 37 miglia. «Ciò crea una situazione di assoluta disuguaglianza sul campo di battaglia, per non parlare del completo predominio degli aerei nemici in aria, che solo a volte può essere corretto dall'uso degli Stinger [missili terra-aria] ed errori di Piloti russi» conclude il rapporto. 

I russi sono consapevoli del loro vantaggio tattico e hanno organizzato un'azione massiva e rapida per vincere tanto più territorio possibile prima dell'arrivo delle armi occidentali, sfruttando soprattutto l'artiglieria per sfondare le difese ucraine nel Donbas.

 

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