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Guerra in Ucraina, la presa di Kiev: i militari russi entrano nella Capitale. Zelensky: «Noi lasciati soli ma io resto qui»

Lo zar annuncia l'attacco alle cinque con un messaggio forse registrato tre giorni fa. Scontri in sette città, l'esercito ucraina prova a reggere l'urto di Mosca. Lanciati dai russi oltre 160 missili

Guerra Russia-Ucraina, diretta. Truppe da Bielorussia e Crimea. Cnn: centinaia di vittime. Putin: «In caso di interferenze straniere reagiremo»
di Cristiana Mangani
9 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Febbraio 2022, 05:48 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 06:12

È da poco passata la mezzanotte. «Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev, ma io resto qui», annuncia il presidente Zelensky. Vladimir Putin invade l’Ucraina. Sono le 6 del mattino, le quattro in Italia, quando si sentono le prime esplosioni a Kiev. Dopo mezzanotte la capitale è già accerchiata. Di più. I russi iniziano a entrare. «Siamo stati lasciati soli» dice ancora Zelensky. «Chi è pronto a combattere con noi? Io non vedo nessuno. Chi è pronto a dare all’Ucraina la garanzia di un’adesione alla Nato? Tutti hanno paura. Si devono adottare immediatamente forti sanzioni economiche e finanziarie contro l’aggressore per privarlo dei mezzi per continuare l’attacco» aggiunge. E ancora: «Stanno entrando a Kiev ma io e la mia famiglia restiamo qui, anche se la Russia mi ha identificato come obiettivo numero uno e i miei familiari come obiettivo numero due. Il destino del Paese dipende dai nostri soldati e dal nostro popolo». 

 

La strategia

Putin annuncia l’attacco in tv. «Ho preso la decisione di un’operazione militare - dice lo zar - per proteggere le persone, e le circostanze richiedono un’azione decisiva dalla Russia. Il nostro obiettivo è demilitarizzare e non occupare l’Ucraina, il Paese deve essere de-nazificato». Poi il monito: «Chiunque provi a interferire, deve sapere che la nostra risposta sarà immediata e porterà a conseguenze mai sperimentate nella storia». L’attacco parte da Kiev ma, con una strategia più volte annunciata dall’intelligence americana e mai veramente creduta da analisti e politici, Mosca riesce a colpire il paese da più fronti: truppe di terra entrano dal confine Nord (Bielorussia), dal Sud (Crimea), con attacchi nei porti strategici di Mariupol e Odessa. L’aeroporto internazionale Antonov di Hostomel, a 40 chilometri dalla capitale, è tra i primi obiettivi e finisce nelle mani dell’esercito russo. Le truppe di terra sono alle porte della capitale, mentre si prepara l’assalto dei paracadutisti. I morti sono già a decine, così come i feriti. Il bollettino ufficiale parla di 137 soldati, di cui 10 ufficiali, e 316 feriti. La crisi raccontata in queste settimane tra informazione e disinformazione, sembra non aver fatto capire realmente quello che sarebbe accaduto. I cittadini si trovano impreparati, ed è una corsa immediata verso la salvezza. File di macchine bloccano gli accessi, i supermercati e le farmacie vengono presi d’assalto, così come le banche. La guerra più social che si sia mai vista passa attraverso i video che vengono rilanciati su Instagram, su Tiktok: non è solo la strategia militare, l’impatto sull’economia, è anche il pianto di una mamma e di un bambino che cercano riparo nella cantina della casa. È una donna ucraina sola e disperata che si rivolge a Dio. È il giovane militare - avrà poco più di venti anni - che mostra preoccupazione. «Ciao mamma, ciao papà - dice - Vi voglio bene», e le lacrime gli scendono silenziose sulla guancia.
 

Speravano tutti che l’invasione non ci sarebbe stata. E invece si risvegliano con gli elicotteri sulla testa, e la flotta aerea di Mosca che sorvola il cielo di Kiev. Ma Putin nel suo discorso si guarda bene dal pronunciare la parola guerra, né invasione. Anzi, riesce anche a sostenere che «non si tratta di una occupazione». Ed è per questo che invita i soldati ucraini a deporre le armi e a tornare a casa, affermando che la responsabilità dello spargimento di sangue sarà nelle mani del «regime di Kiev». «I vostri padri e i vostri nonni non hanno combattuto per poter aiutare i neo-nazisti», aggiunge. Infine, un attacco frontale alla Nato perché «un’ulteriore espansione e il suo uso del territorio dell’Ucraina sono inaccettabili», e perché «il suo comportamento è immorale».

Lui, lo zar, aveva pianificato tutto. Anche il discorso con cui annuncia l’attacco, pare che sia stato registrato tre giorni fa. Il presidente Usa Joe Biden lo conferma e definisce l’invasione «non provocata e ingiustificata». «Putin dovrà renderne conto al mondo - dichiara -. La Nato condanna con forza l’aggressione e chiede a Mosca di fermare immediatamente la sua azione militare». Anche l’Italia annuncia una posizione dura. «Siamo tutti molto colpiti da quanto è avvenuto - spiega il premier Mario Draghi durante l’intervento al G7 -. Questa crisi potrebbe durare a lungo, dobbiamo essere preparati». 
A conclusione di un Consiglio straordinario, l’Alleanza atlantica annuncia l’intenzione di inviare forze di terra, aria e mare nei territori ai confini orientali della Nato, vicino a Ucraina e Russia. In serata, poi, Putin ha una conversazione telefonica con Emmanuel Macron. Spiega il Cremlino, citato dalla Tass, che il presidente ha fornito all’omologo francese «chiarimenti dettagliati sulle ragioni e le circostanze della sua decisione di condurre un’operazione militare speciale» in Ucraina. I due avrebbero confermato l’impegno a rimanere in contatto.

Sul campo, intanto, si continua a combattere. Alle 14,47 un attacco all’ospedale di Vuhledar provoca quattro morti, 10 feriti, tra cui 6 medici. A metà giornata sarebbero stati già 203 i bombardamenti sul paese e, secondo il Pentagono, la Russia ha lanciato 160 missili. Mentre in un aggiornamento separato del ministero degli Esteri ucraino viene riferito che un elicottero russo K-52 e tre elicotteri sono stati abbattuti vicino a Gostomel nella regione di Kiev. Nell’Ovest, dopo le grandi guerre del secolo scorso, tornano a suonare le sirene. È un suono che ossessiona, spaventa. Le città sono spettrali. Alle 19 scatta il coprifuoco, l’energia elettrica viene tolta.

Il sito nucleare


Il bollettino di una guerra senza scampo, annuncia anche la caduta del sito nucleare di Chernobyl, dopo uno scontro con le truppe russe. Si trova a circa 130 chilometri a nord della capitale e - riferisce Myhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky -, non si sa in che condizioni sia attualmente. Nel 1986 è stato teatro di uno dei peggiori disastri nucleari della storia e, secondo alcuni osservatori, la Russia ne ha voluto il controllo come «monito» alla Nato, in modo da scoraggiare qualunque interferenza militare. «Dopo un attacco assolutamente privo di senso dei russi in questa direzione, è impossibile dire se l’impianto di Chernobyl sia sicuro», afferma ancora Podolyak, sottolineando che attualmente questa è una delle minacce più gravi in Europa. «I nostri uomini stanno dando la vita per evitare che la tragedia del 1986 si ripeta», scrive il presidente Zelensky su Twitter poco prima che le forze russe prendano il sito. Sarebbero attualmente intatti gli impianti di stoccaggio delle scorie nucleari, anche se a rischio di essere distrutti.

Nella giornata di ieri, si è fatto vedere più volte in televisione il presidente ucraino: ha invitato la popolazione alla calma, e proclamato la legge marziale. Ha giacca e camicia bianca, Zelensky, mentre annuncia le decisioni e chiede aiuto all’America e alla Nato. Con il passare delle ore, però, capisce che anche l’Occidente sta prendendo tempo, che spera forse che la resistenza ucraina duri poco. L’intelligence britannica ha chiaro che l’obiettivo russo è arrivare rapidamente a Kiev e al suo governo. E così, con il passare delle ore l’ex comico diventato presidente, lancia un nuovo appello. Questa volta si presenta alla nazione con una t-shirt verde, come quelle indossate dai militari. «State calmi e state a casa - invita i cittadini - e donate il sangue per i nostri militari».

 

 

Il bilancio

Nel frattempo, le milizie filo-russe di Lugansk, nel Donbass, arrivano alla riva opposta del fiume Seversky Donets, limite di alcune parti della linea di contatto tra le forze ucraine e i separatisti. Complessivamente, le città sotto attacco della Russia sono sette: la capitale Kiev, Kharkiv (est), Ivano-Frankivsk (ovest), Kramatorsk (est), Dnipro (est), Odessa (sud) e Mariupol (sudest). Il bilancio delle vittime sta lievitando di ora in ora. Mosca afferma anche di aver distrutto 74 obiettivi militari, incluse 11 piste d’atterraggio.
«La Russia è parte dell’economia mondiale e noi non abbiamo certamente intenzione di danneggiare quel sistema - dichiara Putin cercando di tranquillizzare gli imprenditori preoccupati per l’evoluzione della situazione -. Non credo che ai nostri partner convenga spingerci fuori da questo sistema». La Russia risponderà con «inevitabili atti di rappresaglia» a quelle che definisce le sanzioni «illegittime» dell’Unione europea, chiarisce il rappresentante permanente presso la Ue, Vladimir Chizhov. E dopo mezzanotte sono già dentro KIev. 

 

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