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Anna, 7 anni, in fuga dalla guerra in pullman con la mamma: da Kiev a Roma per sconfiggere il cancro

Mamma e figlia sono arrivate ieri nel reparto di Oncologia Pediatrica del Gemelli per curare il tumore da cui è affetta la piccola

Anna, 7 anni, in fuga dalla guerra in pullman con la mamma: da Kiev a Roma per sconfiggere il cancro
di Barbara Carbone
4 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Marzo 2022, 08:32 - Ultimo aggiornamento: 12:45

Hanno negli occhi il terrore di chi è fuggito dalle bombe di Kiev, Anna e la sua mamma, arrivate ieri nel reparto di Oncologia Pediatrica del Gemelli per curare il tumore da cui è affetta la piccola. La bimba ucraina ha 7 anni, troppo pochi per portare sulle spalle una storia drammatica come la sua. All'inizio di quest'anno le viene diagnosticato un tumore del rene (nefroblastoma) purtroppo già esteso ai polmoni. Non c'è tempo da perdere. Anna comincia immediatamente un ciclo di chemioterapia presso l'International Cancer Center di Kiev. Poi scoppia la guerra. L'ultimo ciclo di chemio le verrà somministrato direttamente dalla mamma, a casa. Ma lì non sono più al sicuro e la terapia non può più essere garantita tra i bombardamenti che diventano sempre più insistenti.

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LA FUGA
Anna e la mamma scappano a casa dei nonni che abitano poco fuori Kiev. La bimba però non può interrompere la chemioterapia e ha bisogno di assistenza. La madre decide allora di chiedere aiuto all'altra nonna che lavora vicino Roma come badante. Sarà lei a mettersi in contatto con l'équipe dell'oncologia pediatrica del Gemelli e con l'Associazione Genitori Oncologia Pediatrica (AGOP).


L'ODISSEA
Per la bimba è l'inizio di una lunga odissea, un cammino per fortuna costellato di tanti buoni samaritani, anonimi eroi della quotidianità che decidono di aiutare lei e la mamma coraggio. Pochi giorni fa madre e figlia salutano i parenti ucraini impegnati a difendere la patria e fuggono in Italia con un autobus. Dopo un estenuante viaggio di 30 ore arrivano ai confini con la Romania e attraversano la frontiera a piedi. Ad attenderle trovano i volontari della Croce Rossa e una famiglia romena che, non solo si offre di ospitarle in casa ma acquista per loro il biglietto aereo Iai-Fiumicino, un volo che le condurrà verso la salvezza.
L'ARRIVO
A Fiumicino vengono travolte dall'abbraccio della nonna che lavora in Italia e dei volontari dell'AGOP che le trasferiscono subito in ospedale, in una stanza colorata e addobbata per il carnevale. «Qui da noi Anna proseguirà il suo programma di cure che prevede la prosecuzione della chemioterapia per circa 2 settimane. Successivamente verrà programmato l'intervento chirurgico per rimuovere il rene malato e, se possibile, anche le metastasi polmonari. spiega il professor Antonio Ruggiero, direttore UO di Oncologia Pediatrica della Fondazione Policlinico Gemelli - Quello di Anna è un tumore pediatrico che, anche in fase avanzata, ha spesso una prognosi positiva e quindi siamo fiduciosi sull'esito dei nostri trattamenti.


LA TERAPIA
Intanto sia Anna che la mamma sono più serene per il solo fatto di essere arrivate in un posto sicuro, senza pericoli e nel quale la piccola potrà essere curata. Per la mamma la preoccupazione più grande è stata quella di dovere interrompere la terapia. Hanno vissuto veramente un calvario».
Il percorso di cura, ha spiegato il primario, durerà mesi e soltanto dopo l'intervento si potrà capire se la bimba ce l'ha fatta. Ma le chances di guarigione sono buone e i bambini, secondo Ruggiero, affrontano la malattia molto meglio degli adulti. «I bambini, per loro fortuna, non si rendono bene conto di cosa sia un tumore, hanno meno paura di un adulto. Spesso i piccoli hanno risorse che neanche i genitori immaginano- ha spiegato Antonio Ruggiero- Il nostro reparto è inoltre predisposto per accoglierli ed impegnarli. Possono svolgere attività ludiche, giocare e anche studiare. Tanti bambini e ragazzi hanno sostenuto e superato esami pur stando in reparto. Anche per Anna potrà essere predisposto un percorso di scolarizzazione». A colpire di più l'oncologo è la forza d'animo della mamma. Una donna in grado di scalare le montagne per amore della sua bambina ha detto.
Adesso, grazie ad una catena d'affetto e solidarietà che neanche la guerra è riuscita a scalfire, Anna potrà finalmente ricominciare la sua battaglia contro il cancro senza sentire il rumore assordante delle bombe.

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