Uccide moglie e figlia con un coltello e fugge: preso grazie ai vicini che lo inseguono e lo bloccano

Uccide moglie e figlia con un coltello e fugge: preso grazie ai vicini che lo inseguono e lo bloccano
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Venerdì 4 Dicembre 2020, 16:02

Un uomo, Marcin Zdun,  è accusato di aver brutalmente assassinato la moglie di 40 anni e la figlia di 18. E' accaduto a Salisbury, nel Wiltshire in Gran Bretagna. L'uomo un dipendente della catena di supermercati Tesco, è ora a processo ma davanti ai giudici sostiene di non ricordare di aver tagliato la gola con un coltello da cucina alla moglie Aneta e alla diciottenne Nikoleta. Secondo i pubblici ministeri l'uomo starebbe fingendo una amnesia per evitare la condanna all'ergastolo.

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Secondo alcuni testimoni, presenti in aula, e che hanno assitito al macabro duplice omicidio, hanno detto di aver visto sul volto dell'uomo una espressione di pura rabbia mentre uccideva le due donne. In aula sono stati ricostruiti i momenti del brutale massacro.  L'uomo avrebbe ucciso perche la moglie lo aveva allontanato da casa e si dice  che sia diventato geloso della stretta relazione tra madre e figlia. Inoltre sospettava che Aneta lo stesse tradendo.

Un operaio che ha assistito ai presunti omicidi ha detto che «non c'era umanità» ma solo «pura rabbia» in faccia a Zdun durante l'aggressione. Un altro operaio ha inseguito Zdun lo ha bloccato a terra e lo ha bloccato fino all'arrivo della polizia.  «"L'ho preso a pugni - ha confessato il testimone -  ma avrei voluto fare di più». Il pittore e decoratore David Powell si è precipitato sulla scena quando ha sentito le urla dei bambini piccoli di Zdun, che erano in casa al momento dell'omicidio. Anche lui ha descritto la scena «Non c'era assolutamente umanità sul suo volto, ma solo rabbia, pura rabbia. Non so come puoi un essere umano fare questo. Il suo unico scopo era ucciderli. E' semplicemente impazzito».

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Il procuratore Nicholas Haggan ha detto oggi alla corte che Zdun afferma di non avere memoria di ciò che è successo il giorno delle uccisioni. E ha aggiunto: «L'imputato non contesta di essere responsabile della loro morte. ma dice di non ricordare nulla e ciò potrebbe essere dovuta a una condizione chiamata amnesia dissociativa. Una tale condizione può verificarsi quando un individuo è così inorridito dalle proprie azioni che reprime il ricordo e lo blocca. Allo stesso modo, l'affermazione dell'imputato di non essere in grado di ricordare cosa è successo potrebbe essere falsa - in altre parole, ricorda quello che ha fatto ma sta scegliendo di non ammetterlo, perché è conveniente per lui farlo»

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