Turiste uccise in Marocco, chiesta la pena di morte per i condannati: non succedeva dal 1993

Giovedì 24 Ottobre 2019
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Turiste uccise in Marocco, chiesta l'esecuzione capitale dei condannati a morte: non succedeva dal 1993

«Pena di morte con esecuzione effettiva». La sentenza relativa al duplice omicidio delle turiste scandinave in Marocco dello scorso dicembre è destinata a fare storia: la pena capitale nello Stato africano era sospesa in virtù di una moratoria dal 1993. Il collegio dei giudici di appello della Corte di Salè ha però deciso di aggravare le richieste per i tre esecutori materiali dell'omicidio di Imlil. Ordinando l'esecuzione effettiva, i colpevoli non potrebbero così giovarsi della normativa che prevede il congelamento delle pratiche di esecuzione.

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I tre, tutti collegati a un gruppo terroristico affiliato all'Isis composto da 24 persone in totale, erano già stati condannati in primo grado alla pena capitale ma non era stata disposta l'esecuzione. Le due turiste, Luisa Vesterager Jesperse, danese di 24 anni, e Maren Ueland, norvegese di 28 anni, furono entrambe decapitate mentre dormivano nella loro tenda. Erano in Marocco per un trekking sulle montagne dell'Alto Atlante.  Gli avvocati della difesa hanno richiesto una perizia psichiatrica per i tre principali accusati. Le parti civili hanno chiesto un indennizzo di 500 mila euro per la famiglia di Maren che vuole creare una fondazione «contro gli estremismi».
 

 

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