LUIGI DI MAIO

Turchia, Di Maio alla Camera: «Bloccheremo l'export di armi verso Ankara»

Martedì 15 Ottobre 2019
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«La Turchia è il solo responsabile dell'escalation e deve sospendere immediatamente le operazioni militari». Sono questi i «due messaggi fondamentali sui quali abbiamo lavorato attivamente» ieri a Lussemburgo, durante la riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue, secondo quanto detto dal titolare della Farnesina Luigi Di Maio in un'informativa alla Camera.

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«Nelle prossime ore formalizzerò tutti gli atti necessari affinchè l'Italia blocchi l'esportazione di armamenti verso Ankara» ha annunciato Di Maio e ha aggiunto di aver dato disposizioni per «l'immediata apertura di un'istruttoria inerente i contratti in essere». Di Maio ha puntualizzato inoltre: «Eserciterò tutti i poteri che mi conferisce la legge». Il ministro ha così assicurato, anche riferendosi alle conseguenze dell'attacco sulla popolazione civile, che: «L'Italia non si gira dall'altra parte, non chiude gli occhi». Dopo aver eVidenziato l'importanza di una «posizione unilaterale dell'Unione europea per fermare l'azione unilaterale» avviata dalla Turchia, ha chiarito: «Il blocco alle esportazioni è una decisione che assumiamo come singoli Stati dell'Unione europea in linea con la posizione assunta già assunta da altri Stati membri, perchè vogliamo perseguire il carattere di immediatezza, visto che la pianificazione di un embargo europeo avrebbe richiesto mesi». Il ministro è tornato a giudicare come «ingiustificabile» l'intervento turco.

«Non esiste - ha detto - una soluzione militare alla crisi siriana, perchè una composizione stabile e duratura è possibile solamente attraverso la diplomazia e il dialogo politico». E ha segnalato anche il conseguente rischio di un ritorno della minaccia terroristica. «Siamo convinti, insieme alla Francia, dell'esigenza di convocare quanto prima - ha dichiarato - una riunione della coalizione anti Daesh, di cui fa parte anche la Turchia, con l'obiettivo specifico di richiamare alla propria responsabilità tutti i Paesi coinvolti nella lotta al terrorismo».  

«Una pacificazione duratura in Siria non sarà possibile senza un processo inclusivo» e l'Italia «come Paese democratico» intende usare «ogni possibile strumento diplomatico» per fermare l'azione della Turchia.

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