Thailandia, ucciso il killer del centro commerciale: «Aveva litigato con la suocera per la casa»

Domenica 9 Febbraio 2020
Strage in Thailandia, ucciso il killer del centro commerciale: «Aveva litigato con la suocera per la casa»

Alla fine, grazie al blitz dei corpi speciali, è stato ucciso. Dopo ore di morte, spari e terrore, il soldato che ieri ha aperto il fuoco all'esterno di un centro commerciale di Korat, nel Nordest della Thailandia, uccidendo 20 persone, è stato ucciso. Il sergente, 32 anni, si era asserragliato all'interno del mall per ore. Successivamente le forze speciali avevano preso il controllo della struttura. L'uomo è stato ucciso «trenta minuti fa», ha affermato il capo delle forze speciali, Jirabhob Bhuridej. Il ministero della Salute e il capo della polizia hanno confermato l'uccisione dell'assalitore.
«Una strage senza precedenti», il commento del premier thailandese Prayut Chan-O-Cha. Secondo quanto riferito dal primo ministro, il sergente avrebbe compiuto il massacro per un «problema personale» con la suocera legato alla vendita di una casa. Prayut Chan-o-cha ha infine chiarito che le vittime non dovranno pagare i conti dell'ospedale per le ferite riportate ma che sarà tutto a spese del governo.

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L'AZIONE. Il killer ha iniziato la sua missione di sangue attorno alle 16 locali di ieri, uccidendo il colonnello suo superiore e la suocera dell'uomo. Ha poi saccheggiato il deposito d'armi di una caserma dell'esercito, da dove è fuggito con pistole, una mitragliatrice, e oltre 700 proiettili. A bordo di un veicolo militare Hummer si è diretto verso il centro di Korat, e all'esterno del mall ha aperto il fuoco su passanti inermi e ha scatenato un incendio sparando a una bombola del gas, per poi barricarsi all'interno del centro commerciale. Una telecamera interna dell'edificio lo ha ripreso mentre camminava nei corridoi deserti col fucile spianato. Prima che Facebook oscurasse il suo profilo, per alcune ore Thomma ha documentato il suo attacco con diversi post sul social network, con video e testi.

DIRETTA FACEBOOK. «È il momento di scaldarsi», ha scritto a sparatoria appena iniziata. Dopo aver sparato all'impazzata, si è anche auto-ripreso in un video in cui diceva sorridente che gli faceva male il dito per aver premuto troppo il grilletto. Un altro messaggio postato in precedenza lasciava trasparire un risentimento: «Si arricchiscono con la corruzione e sfruttano altre persone... pensano di poter portare all'inferno soldi da spendere?». Il massacro ha provocato choc nel Paese. Questo weekend in Thailandia si celebra la festa buddista del Makha Bucha, che commemora un incontro del Buddha con i suoi discepoli. È una giornata che milioni di thailandesi - al 95 per cento buddisti Theravada - hanno onorato recandosi ai templi per riflettere sugli insegnamenti del Buddha, e che si è invece conclusa seguendo gli sviluppi di un massacro senza precedenti nel Paese. La strage conferma come il «Paese dei sorrisi» - espressione abusata che maschera profonde divisioni sociali e diffusi metodi di giustizia sommaria - abbia un problema con le armi da fuoco. Dopo le Filippine, la Thailandia ha il secondo tasso di morti per arma da fuoco ogni 100mila abitanti nel Sud-est asiatico, con una cifra del 20 per cento più alta di quella degli Stati Uniti. Sebbene il possesso delle armi sia fortemente regolamentato, al mercato nero è facile procurarsene una. Nell'ultimo anno, altri episodi di violenza brutale in luoghi pubblici hanno fatto discutere, e alcuni osservatori hanno fatto notare come la crescita delle disuguaglianze e un'economia stagnante possano contribuire ad innescare gesti inconsulti o estremi da parte di individui con problemi mentali.

Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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