Texas, la Corte Suprema non sospende la legge che proibisce l'aborto dopo 6 settimane di gravidanza anche in caso di stupro o incesto

Texas, la Corte Suprema non sospende la legge che proibisce l'aborto dopo 6 settimane di gravidanza anche in caso di stupro o incesto
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Giovedì 2 Settembre 2021, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 10:39

La Corte Suprema degli Stati Uniti non sospende la legge del Texas che proibisce l'aborto dopo sei settimane di gravidanza anche in caso di stupro o incesto. L'Alta Corte, molto divisa con quattro dei suoi nove giudici contrari alla decisione, non si pronuncia sulla costituzionalità della legge, appena entrata in vigore, ma invoca «questioni di procedura complesse e nuove».

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Il presidente Joe Biden si è scagliato contro la nuova legge anti aborto varata in Texas.

La legge, definita «estrema», viola «palesemente» i diritti delle donne e «danneggia in maniera significativa» l'accesso delle donne alle cure mediche. La legge, che non è stata bloccata dalla Corte Suprema, impedisce l'aborto dopo che viene rilevato quello che gli attivisti antiabortisti definisco il battito cardiaco del feto. Una fase della gravidanza nella quale molte donne non sono ancora consapevoli di essere incinta. Il cosiddetto Heartbeat Act, aggira il diritto all'aborto sancito dalla storica sentenza della Corte Suprema del 1973, consente ad ogni cittadino di denunciare in tribunale i medici che praticano l'aborto dopo sei settimane, di fatto impedendo loro di operare le interruzioni di gravidanza.

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I medici e i gruppi per la difesa dei diritti delle donne hanno duramente contestato la legge, che è una delle più restrittive negli Stati Uniti ed è entrata in vigore dopo che la Corte Suprema, a maggioranza conservatrice, non ha voluto esaminare il ricorso di urgenza presentato dagli attivisti proaborto. Il presidente Biden in una dichiarazione ha assicurato che la sua amministrazione «proteggerà e difenderà» i diritti costituzionali stabiliti dalla sentenza Roe contro Wade della Corte Suprema, «confermata come precedente per quasi mezzo secolo». La sentenza del 1973 stabilì che le donne hanno diritto di interrompere la gravidanza fino alla 22esima-24esima settimana. 

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