Aborto, Corte Suprema Usa non cancella la stretta. Biden: «Attacco alle donne»

Texas, la Corte Suprema non cancella la norma anti-aborto: l'interuzione di gravidanza vietata dopo sei settimane
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Giovedì 2 Settembre 2021, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 3 Settembre, 15:56

La Corte Suprema degli Stati Uniti non sospende la legge del Texas che proibisce l'aborto dopo sei settimane di gravidanza, anche in caso di stupro o incesto

In tarda serata infatti, poco prima della mezzanotte, i giudici costituzionali hanno respinto con cinque voti contro quattro la richiesta di sospendere la nuova legge fortemente voluta dal governatore repubblicano del Texas Greg Abbott. Un trumpiano quest'ultimo, come di matrice trumpiana è la maggioranza conservatrice della Corte Suprema plasmata dall'ex presidente con la nomina di ben tre saggi: Brett Kavanaugh, Neil Gorsuch ed Amy Barrett.

Non è bastato dunque il voto a favore della sospensione del presidente della Corte, John Roberts, nominato da George W. Bush ma sempre più calato nel ruolo di ago della bilancia.

La richiesta delle associazioni per i diritti civili

Erano state le associazioni per i diritti civili e quelle che rappresentano le cliniche e i servizi medici e assistenziali del Texas a chiedere di congelare la legge anti-aborto più restrittiva d'America approvata lo scorso giugno.

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La nuova legge anti-aborto

Entra in vigore in Texas la legge che vieta l'aborto dopo la sesta settimana. Il divieto diventa effettivo dopo che la Corte Suprema non si è pronunciata sulla richiesta di emergenza di ospedali e sostenitori dei diritti dell'aborto, che le avevano chiesto di bloccarlo. La legge prevede che non si può procedere con l'aborto se si è in grado di rilevare il battito cardiaco Ma anche quando molte donne, accusano i detrattori, non sanno nemmeno di essere incinta, con quelle delle comunità più povere e disagiate ad essere maggiormente colpite.

Non solo: la legge capestro voluta dai repubblicani texani autorizza anche i privati cittadini a denunciare i casi di cui sono a conoscenza, per permettere di perseguire quello che oramai viene considerato un reato.

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La presa di posizione di Biden e Clinton

A Washington è divampato un durissimo scontro istituzionale che coinvolge i massimi poteri dello Stato federale, con il presidente Joe Biden che parla di «attacco senza precedenti ai diritti costituzionali delle donne», e la speaker della Camera Nancy Pelosi che definisce la decisione dei giudici dell'Alta Corte «codarda» e per questo decisa «nel buio della notte».

«Con il favore delle tenebre, scegliendo di non fare nulla, la Corte suprema ha consentito che una legge incostituzionale sull'aborto entrasse in vigore la scorsa notte. La sua decisione non cambia il fatto che i diritti riproduttivi sono diritti umani. Combatteremo per loro»: ha twittato Hillary Clinton dopo la decisione della Corte.

Il precedente

La Corte Suprema degli Stati Uniti non blocca la stretta sull'interruzione della gravidanza entrata in vigore nello stato del Texas, aprendo di fatto la strada al possibile rovesciamento della storica sentenza 'Roe contro Wadè che nel 1973 legalizzò l' aborto in America.

Biden ha utilizzato la parola 'abortò che finora aveva sempre evitato di pronunciare esplicitamente, consapevole della delicatezza del tema per l'opinione pubblica americana e per l'elettorato, anche democratico. In autunno la Corte Suprema sarà chiamata a discutere su un altro caso che mette in discussione quella sentenza di quasi 50 anni fa e che ha fatto la storia non solo negli Stati Uniti ma in gran parte del mondo, che alla 'Roe contro Wadè si è ispirata.

Intanto la speaker Pelosi ha annunciato che alla ripresa dei lavori della Camera dopo la pausa estiva sarà presentata una legge che in maniera stringente farà suoi i principi della 'Roe contro Wadè proprio con l'obiettivo di difendere la sentenza dall'assalto oramai dato per scontato nei prossimi mesi, con l' aborto destinato a diventare terreno di scontro nella campagna elettorale delle elezioni di metà mandato del novembre 2022.

La situazione del Texas

Il Texas appare sempre più come il laboratorio delle politiche americane più conservatrici. E dopo la stretta sull' aborto e prima ancora sul diritto di voto, è entrata ora in vigore anche la legge che fa tornare il grande Stato del sud all'epoca del far west: quella che permette a chiunque possegga un'arma di portarla liberamente in giro per strada e in tutti i luoghi pubblici, senza bisogno di un'autorizzazione speciale o di un attestato di addestramento.

Durissime le critiche anche da parte della polizia: secondo il capo del dipartimento di Dallas, Eddie Garcia, portare liberamente pistole e fucili in giro renderà tutto più pericoloso e molto più difficile il compito degli agenti.

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