Gli ex terroristi rossi Luigi Bergamin e Raffaele Ventura si sono costituiti a Parigi, ora in fuga ne resta solo uno

Gli ex terroristi rossi Luigi Bergamin e Raffaele Ventura si sono costituiti a Parigi, ora in fuga ne resta solo uno
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Giovedì 29 Aprile 2021, 11:11 - Ultimo aggiornamento: 14:51

Anche Luigi Bergamin e Raffaele Ventura sono ora in carcere a Parigi insieme agli altre 7 terroristi rossi arrestati ieri. Bergamin in fuga dopo l'ondata di arresti in Francia, si è presentato a palazzo di Giustizia di Parigi assieme al suo avvocato per costituirsi. E dopo di lui anche Raffaele Ventura si è costituto oggi: secondo quanto riferiscono fonti della giustizia francese citate dalla France Presse. Dei dieci ex terroristi di sinistra colpiti da mandati di cattura resta quindi latitante soltanto Maurizio Di Marzio

Luigi Bergamin, 60 anni, ex militante dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo), deve scontare una pena di 16 anni e 11 mesi di reclusione come ideatore dell'omicidio del maresciallo Antonio Santoro, capo degli agenti di polizia penitenziaria ucciso a Udine il 6 giugno 1978 da Cesare Battisti.

L'8 aprile per Bergamin sarebbe scattata la prescrizione, ma i termini sono stati interrotti dal magistrato di sorveglianza milanese Gloria Gambitta su richiesta del pm Adriana Blasco, che ha dichiarato Bergamin «delinquente abituale». La vicenda giudiziaria di Bergamin e degli altri italiani è stata seguita direttamente in Francia dalla magistrata di collegamento italiana a Parigi, Roberta Collidà, in stretta cooperazione con i colleghi francesi. Oggi la Collidà si trova a Roma per una riunione al ministero di Giustizia, destinata a fare il punto sull'operazione Ombre Rosse e i suoi sviluppi nei prossimi giorni.

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La declaratoria di delinquenza abituale è una sorta di 'status' del condannato e ha comportato l'interruzione dei termini di prescrizione che, in questo caso, erano vicini. Nei suoi confronti l'ordine di esecuzione pena della Procura milanese era stato emesso il 22 luglio 2008. La Procura generale di Milano, in particolare i sostituti pg Nicola Balice e Maria Saracino, intanto, hanno rispettivamente in carico i fascicoli dell'ex Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, il quale deve scontare oltre 14 anni per l'omicidio Calabresi, e dell'ex Br Sergio Tornaghi condannato all'ergastolo per l'assassinio di Renato Briano, direttore generale della Ercole Marelli. Tornaghi, come esponente della colonna Walter Alasia, è inoltre stato accusato di partecipazione a banda armata e concorso nell'uccisione del direttore del Policlinico di Milano Luigi Marangoni e del maresciallo Di Cataldo e pure per la gambizzazione di Indro Montanelli. 

Chi è 

Non solo Battisti si è sottratto alla giustizia. Anche due suoi compagni di "lotta" se la sono svignata, riparando Oltralpe e trovando un'incredibile protezione in Francia. Sono Luigi Bergamin, ormai sessantenne, di Carmignano di Brenta, che fu l'ideologo dei Pac, e Paola Filippi, cinquantaseienne, di Pionca, il "palo" dell'omicidio Sabbadin.
Luigi Bergamin nato a Cittadella il 31 agosto 1948, ha vissuto per quasi trent'anni con i genitori in via Ronchi, a Carmignano di Brenta. In quel periodo si è laureato in economia e commercio ed ha svolto anche il servizio di leva come ufficiale di complemento ad Udine. A metà degli anni Settanta si è trasferito a Cinisello Balsamo dove ha conosciuto Enrica Migliorati, vicina a "Prima Linea", che parteciperà all'omicidio del maresciallo Santoro. Insegnante di ragioneria al centro professionale "Martin Luter King" di Melzo, è stato uno dei principali animatori dei Pac. Sulle sue spalle giace ineseguita una condanna a venticinque anni per associazione sovversiva, banda armata, concorso in omicidio.

Il 28 settembre 1985 era stato arrestato dalla polizia di Parigi ma poi rimesso in libertà. A distanza di qualche mese era nuovamente finito nella rete degli investigatori transalpini: dopo otto giorni di carcere aveva però ottenuto la libertà vigilata in attesa della richiesta di estradizione avanzata dal Ministero di Giustizia. Ma ancora una volta era riuscito a farla franca. Riarrestato nel dicembre 1990, la chambre d'accusation francese aveva negato l'estradizione. 

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