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Svezia e Finlandia nella Nato, ecco i jet da combattimento che saranno determinanti per la flotta dell'Alleanza

Svezia e Finlandia nella Nato, ecco i jet da combattimento che saranno determinanti per la flotta dell'Alleanza
di Gianluca Cordella
4 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 10:49 - Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 00:05

Una flotta aerea più ampia e variegata per rafforzare le difese nei cieli del Vecchio Continente. Tradotto: lo sviluppo a breve termine delle forze Nato quando sarà completato l’iter per l’adesione all’Alleanza atlantica di Finlandia e Svezia. Sul quale, non a caso, si sta spingendo con decisione.

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Cruciali, per dipingere al meglio l’affresco, le esercitazioni dello scorso 2 giugno, quando i caccia svedesi e finlandesi si sono alzati in volo al fianco delle forze aeree di Gran Bretagna, Francia, Germania, Norvegia e Belgio lungo la costa occidentale della Norvegia. Un test che ha coinvolto 45 velivoli e che aveva lo scopo di dimostrare la capacità della flotta di condurre operazioni aeree complesse su lunghe distanze. Per i due Paesi nordeuropei si è trattato di un debutto assoluto, prima del test più lungo e probante del Mar Baltico, che ha visto le forze armate di 14 membri della Nato esercitarsi dal 5 al 17 giugno schierando qualcosa come 45 navi, 75 aerei e 7500 militari. Brillanti i risultati dei test, compresi i rifornimenti in volo che hanno visto gli aerei americani, tedeschi e delle due flotte debuttanti misurarsi con le operazioni di passaggio del carburante dall’aerocisterna statunitense KC-135.

Il valore aggiunto

Ma quale valore aggiunto potranno dare Svezia e Finlandia alla Nato? Helsinki attualmente gestisce una flotta di 55 McDonnell Douglas F/A-18C Hornet, acquistati negli anni '90. Nonostante una certa età, l'F/A-18C - che è utilizzato ancora dal Corpo dei Marines Usa e da diversi alleati degli Stati Uniti e che ha già combattuto in Nord Africa, Medio Oriente e nei Balcani - si fa apprezzare per la versatilità del suo assetto. Inoltre il ministero della Difesa finlandese ha annunciato che i suoi Hornet saranno dismessi entro il 2030, lasciando il posto ai 64 F-35A che Helsinki ha ordinato a dicembre nel più grande appalto militare mai registrato nel paese. La consegna del primo F-35 finnico è prevista per il 2026.

La Svezia, dal canto suo, mette sul piatto della bilancia il Saab JAS.39 Gripen, unico jet in dotazione all’esercito di Stoccolma, interamente progettato e costruito internamente. Meno avanzato dei caccia americani ma altamente efficace. In particolare il Gripen si segnala per due caratteristiche. La prima sono le dimensioni ridotte che - spiega l’analista esperto in aviazione Alex Hollings - «gli consentono di decollare e atterrare su piste di atterraggio austere, addirittura sulle autostrade, trasportando armi aria-aria estremamente efficaci come i missili Meteor».

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La seconda è forse ancora più importante: il jet svedese è infatti uno dei pochi caccia in servizio (con gli F-22 Usa, i Dassault Rafale francesi e gli Eurofighter Typhoon) in grado di effettuare il supercruise, il volo supersonico protratto nel tempo, senza scaricare carburante nel postbruciatore. In sostanza: volano più velocemente e possono trasportare meno carburante, visti i consumi più ridotti. Per intendersi: nessuno degli aerei russi ha questa capacità.

Nonostante non sia mai stato testato in battaglia, il jet svedese ha impressionato soprattutto nelle esercitazioni guidate dagli Stati Uniti in Alaska, nel 2016, quando chiuse il test con 10 aerei avversari abbattuti, compreso un Eurofighter, e senza subire perdite. Attualmente la dotazione svedese è di 71 Gripen C, ma 70 Gripen Es, il modello sviluppato, sono stati ordinati e previsti in consegna entro il 2027.

«L'aumento della varietà di velivoli nella Nato darà all'alleanza un vantaggio tattico - spiega ancora Hollings - Quando vai in combattimento con una varietà di soluzioni a tua disposizione, complichi notevolmente i calcoli dei tuoi avversari». Non è un caso che il generale Christopher Cavoli, neocomandante degli Alleati in Europa, abbia commentato con un «non vedo l'ora» l’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia.

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