Sudafrica, 212 morti nei disordini: il bilancio del governo. Il doppio rispetto a quelli annunciati

Sudafrica, governo: 212 le vittime nei disordini. Il doppio rispetto a quelli annunciati
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Venerdì 16 Luglio 2021, 20:23

In Sudafrica si consuma una strage da giorni. Centinaia di vittime. Hanno provocato almeno 212 morti le violenze che scuotono il Sudafrica da quasi una settimana: lo ha annunciato oggi il governo, rivedendo al rialzo il bilancio di 117 morti annunciato ieri. Nell'agglomerato di Johannesburg sono stati registrati altri sei decessi, portando il totale a 32, mentre nella provincia di Kwazulu-Natal (Est) - dove sono iniziate le violenze - al precedente bilancio di vittime si sono aggiunti altri 89 morti, portandolo a 180, ha precisato una ministra, Khumbudzo Ntshavheni, in una conferenza stampa.

Sudafrica, il presidente: i disordini pianificati

Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha dichiarato oggi che i disordini mortali e i saccheggi che sconvolgono il Paese dalla scorsa settimana sono stati pianificati. Giunto nell'area epicentro delle violenze, la provincia di KwaZulu-Natal (Kzn), il capo dello Stato ha detto ai giornalisti: «È abbastanza chiaro che tutti questi episodi di disordini e saccheggi sono stati istigati, ci sono state persone che li hanno pianificati e coordinati. Siamo sulle loro tracce, ne abbiamo identificato un buon numero e non permetteremo all'anarchia e al caos di svilupparsi nel nostro Paese». Negozi e magazzini sono stati depredati anche nella provincia di Gauteng, che ospita Johannesburg, alimentando paure per carenze di cibo e carburante a causa delle ripercussioni delle violenze in tutta la nazione, con un durissimo colpo all'economia già devastata dalla pandemia di Covid.

Almeno 117 persone sono morte, alcune colpite con arma da fuoco e altre uccise nella calca dei saccheggi, e 2.203 sono state arrestate. Le proteste sono scoppiate lo scorso 9 luglio a seguito dell'arresto dell'ex presidente Jacob Zuma, condannato a 15 mesi di carcere per oltraggio alla Corte. Il governo ha detto che uno dei sospetti istigatori è stato arrestato, mentre 11 sono sotto osservazione. Per sedare i disordini, il governo si è rivolto all'esercito e intende schierare 25 mila soldati, un numero dieci volte superiore a quello inizialmente impiegato ed equivalente a circa un terzo del personale militare attivo nel Paese.

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