Nel 1973 stuprò e uccise una ragazzina di 11 anni: ora un 72enne viene arrestato grazie al dna

Giovedì 21 Febbraio 2019 di Federica Macagnone

James Alan George Layton ha passato un'intera vita nella convinzione di averla fatta franca e di aver messo a segno il delitto perfetto, beffando così tutti coloro che per tanto tempo si erano arrovellati tentando di risolvere un giallo che sembrava senza soluzione. Si sbagliava. All'alba di martedì scorso, a 46 anni di distanza, l'orrore di un passato che credeva sepolto è tornato a bussare alla sua porta: due agenti lo hanno prelevato dalla sua casa di Colorado Springs, in Colorado, ammanettato e portato in carcere, assicurando così alla giustizia l'uomo che il 6 luglio 1973 stuprò e strangolò Linda Ann O'Keefe, la ragazzina di 11 anni che rapì mentre tornava da sola nella sua casa di Newport Beach, in California, e che fu trovata morta il giorno dopo in un fosso. 

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James, che oggi ha 72 anni, dopo il delitto era fuggito in Florida, dove aveva cambiato il suo nome in James Alan Neal, e poi si era trasferito in Colorado. All'epoca aveva 26 anni. L'ultimo testimone che aveva visto la bimba viva raccontò di averla notata mentre parlava con un uomo tra i 20 e i 30 anni vicino a un furgone turchese: quelle semplici indicazioni non portarono a nulla e lui, dopo pochi anni, si convinse che il caso fosse stato chiuso per sempre. Non aveva fatto i conti con il progresso scientifico e le tecnologie che in futuro lo avrebbero smascherato. I campioni di Dna recuperati sul corpo di Linda erano stati inseriti nel sistema Codis (Combined Dna Index System), il database dell'Fbi che raccoglie i Dna: in quegli anni non bastarono per arrivare al killer, ma non vennero mai eliminati. Rimasti nell'ombra per 46 anni, a gennaio si sono dimostrati decisivi per incastrare James grazie all'incrocio con altri database come quello del sito Family Tree Dna. Trovata la corrispondenza, gli investigatori hanno localizzato il killer in Colorado, lo hanno messo sotto sorveglianza e, quando gli esami hanno dato la certezza della sua colpevolezza, sono andati ad arrestarlo. Alle 6.29 di martedì mattina il rumore metallico delle manette ha posto fine alla sua impunità.

Il caso della piccola Linda non è il primo "cold case" risolto grazie all'uso delle moderne tecnologie e ai sempre più diffusi database di Dna. In agosto il "Golden State Killer" Joseph James DeAngelo fu arrestato per una dozzina di omicidi e 50 stupri avvenuti negli anni '70 e '80 grazie ai dati contenuti in siti genealogici online come Ancenstry.com e 23andMe. Nello stesso modo, proprio la scorsa settimana, un uomo del Minnesota, Jerry Arnold Westrom, è stato arrestato per l'assassinio di una donna che risaliva al 1993.

Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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