I deputati del Brexit Party voltano le spalle durante l’inno europeo

Martedì 2 Luglio 2019
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I deputati del Brexit Party voltano le spalle durante l’inno europeo

Bastano poche note e si scatena la bufera al Parlamento europeo. L'esecuzione dell'Inno alla Gioia, il capolavoro di Beethoven che per tradizione inaugura la sessione plenaria dell'Eurocamera, innesca la reazione degli eurodeputati britannici del Brexit Party, che platealmente voltano le spalle mentre gli altri colleghi sono tutti in piedi in segno di rispetto. 
 


La sessione inaugurale del Parlamento di Strasburgo, che dà il via alla nona legislatura, regala questa prima immagine che scatena una marea di polemiche. È il presidente uscente Antonio Tajani il primo a stigmatizzare l'atteggiamento dei britannici euroscettici, chiedendo rispetto per l'inno europeo e riscuotendo un applauso dall'emiciclo.

Segue a cascata una condanna delle forze europeiste, a partire dalla leader dei Verdi Ska Keller, che definisce «scandaloso» il comportamento dei britannici. E mentre la matricola Carlo Calenda (Pd) parla di «tristezza» e «maleducazione», l'eurodeputato M5S Dino Garrusso legge nella reazione dei britannici poco rispetto per le istituzioni. Commenti che fanno un baffo al leader euroscettico britannico Nigel Farage che, forte di una pattuglia di 29 deputati, la più nutrita insieme a quella della Cdu tedesca, rincara la dose annunciando che non lui e i suoi colleghi non rispetteranno mai «inni stranieri che ci sono stati imposti».

Tajani, aggiunge Farage in un'intervista, «ha parlato di nazioni e così noi ci siamo alzati e abbiamo voltato le spalle, perché respingiamo il concetto che l'Ue sia definita una nazione». Lo show dei britannici, unito alla manifestazione dei migliaia di catalani a sostegno di Carles Puigdemont che stamani si sono radunati davanti al Parlamento sono i due episodi che raccontano la prima plenaria di luglio del Pe. Una sessione che parte tutta in salita dopo aver posticipato a domani l'elezione del suo presidente, prevista per oggi, in attesa delle decisione del Consiglio europeo sulle nomine ai top job europei.

Le elezioni di fine maggio hanno consegnato a Strasburgo un emiciclo politicamente molto più frammentato rispetto a quello precedente, con popolari e socialisti che non hanno più la maggioranza assoluta dei seggi. I sovranisti, organizzati nel nuovo gruppo Identità e democrazia che comprende i 28 deputati della Lega, rappresentano una delle sette forze a Strasburgo, ma non sono tra le prime per rappresentanza numerica. Chi si trova invece senza casa sono i 5 stelle, che non sono riusciti a creare un gruppo e stazionano al momento tra i non iscritti.

I pentastellati prevedono nuovi negoziati che andranno avanti nei «prossimi mesi», parlano di una «situazione in grossa evoluzione» e di una «fase interlocutoria». Ma per il momento la situazione non è affatto rosea. Tra le altre curiosità del nuovo Parlamento la percentuale dei neo deputati che rappresentano il 61% del totale, con il 60% di uomini. Kira Marie Peter-Hansen è invece l'europarlamentare più giovane: è danese e ha 21 anni, mentre il più anziano è Silvio Berlusconi, che oggi è stato letteralmente preso d'assalto dai colleghi che gli chiedevano selfie in aula mentre lui dispensava carezze.

«Ci sono molti deputati che hanno voluto fare una foto con me e come al solito mi sono adeguato alle richieste», ha scherzato il Cavaliere, raccontando poi che un collega della Lega gli ha anche portato una maglietta del Milan per farsela autografare. Da segnalare infine la solidarietà a Carola Rackete espressa da alcuni eurodeputati che hanno portato in aula cartelli per chiedere la liberazione della comandante della Sea Watch. «Free Carola» e «Il soccorso non è un crimine» alcune delle scritte spuntate tra i banchi.

Ultimo aggiornamento: 19:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA