Stazione spaziale in allarme: lite per il missile di Mosca che ha distrutto satellite causando 1.500 detriti Usa: «Irresponsabili» Russia: «Bugie»

Stazione spaziale in allarme: lite per il missile di Mosca che ha distrutto satellite causando 1.500 detriti Usa: «Irresponsabili» Russia: «Bugie»
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Martedì 16 Novembre 2021, 17:07 - Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 11:22

Mettetevi voi nelle tute degli astronauti e dei cosmonauti della stazione spaziale internazionale quando le sale di controllo di Houston e di Mosca ordinano di rifugiarsi in tutta fretta nelle navicelle-taxi CrewDragon e Soyuz per essere pronti ad abbandonare la “nave” che potrebbe essere danneggiata da rottami di satelliti. Ecco, non sono belle sensazioni anche se il rischio di lasciarci la pelle resta assai remoto.

Fatto sta che tra Usa e Russia si allontana sempre più l’intesa che ha segnato gli ultimi 40 anni dell’esplorazione spaziale, il cui esempio più imponente è appunto l’Iss in cui dal 2000 abita e lavora una sorta di Onu(manca solo la Cina). Adesso invece siamo più dalle parti del film “Gravity” che di quelle di “Guerre stellari” e non siamo nemmeno alla tragicomica richiesta di Kruscev di armare la navicella Almaz (Saljut) con un cannoncino calibro 23, ma certo dietro a quest’ultima emergenza sull’Iss c’è un progressivo protagonismo della Russia che il 13 novembre ha lanciato un missile per distruggere il satellite fuori uso Kosmos-1408 pesante due tonnellate. Un test per armi antisatellite che ha causato una nube di 1.500 detriti tracciabili (fino a 10 centimetri di diametro). Sì, lo spazio è infinito, ma quello attorno alla Terra comincia invece a finire perché sopra le nostre teste, tra i 250 e i 36mila chilometri di quota, orbitano almeno 130 milioni di oggetti pesanti fino a 20 tonnellate, compresi 4mila satelliti in attività rispetto ai 7mila lanciati dallo Sputnik (1957) in poi. Una galassia di ferraglia su cui vigila anche la neonata “Brigata controllo aerospazio” dell’Aeronautica militare italiane, di base a Poggio Renatico (Ferrara). Vanno tenuti gli occhi aperti perché ognuno di quei rottami sfreccia dai 28.800 ai 48mila chilometri orari: a quella velocità anche un dado o una vite possono bucare corazze. E molti di essi non si disintegrano del tutto al rientro sulla Terra.

Calcolate allora le orbite della “nube” provocata dai russi, la Nasa ha rilevato possibili intrecci con quelle dell’Iss a 400 chilometri di quota e così è stato lanciato l’ordine “safe haven” ai 7 inquilini di tenersi pronti all’evacuazione. Poi il cessato allarme, anche se per 24 ore sono state sospese le attività sull’Iss. Questi allarmi sono più frequenti di quanto si possa immaginare e infatti Raja Chari, Tom Marshburn, Kayla Barron, Mark Vande Hei, della Nasa, il tedesco Matthias Maurer (Esa) e i cosmonauti Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov (Roscosmos) non hanno fatto una piega. Già il 10 novembre c’era stato bisogno di modificare leggermente l’orbita della stazione per l’avvicinamento di un rottame del satellite Fengyun-1CT che erra lassù dal 2007, sempre in seguito a un test per missili antisatelliti. E il 22 luglio altro allarme fra gli astronauti perché nel modulo russo Nauka, attraccato poche ore prima, si erano riaccesi i motori causando un potenzialmente pericoloso cambio di assetto dell’Iss che nella prossima primavera avrà Samantha Cristoforetti per comandante. Ma un conto sono gli incidenti, un conto sono i deliberati test missilistici russi dalle prevedibili conseguenze: così ieri il Dipartimento di Stato Usa ha definito i test russi «pericolosi e irresponsabili». I russi hanno negato il test (quando in realtà lassù non sono intercettabili sono le comunicazioni quantistiche per ora monopolio dei cinesi) e hanno definito «ipocrite e infondate le accuse degli Usa», ricordando che sull’Iss ci sono anche cosmonauti. In serata nuova conferma della Nasa: i detriti sono stati causati dal test dei russi. Ancora alleati - nello spazio - ma fino a quando? 

Paolo Ricci Bitti

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