Sri Lanka: «I jihadisti dietro la strage». Il bilancio delle vittime sale a 321

Martedì 23 Aprile 2019 di Franca Giansoldati
Sri Lanka, la strage dei cristiani: «Sono stati i jihadisti»

Sri Lanka, la strage dei cristiani: «Sono stati i jihadisti». Le ultime due esplosioni sono avvenute nella mattina di Pasqua, in una via semi deserta per via del coprifuoco. Un bagliore accecante, il fuoco e un rumore assurdo, poi a distanza di un paio di secondi, l'altra detonazione. Si trattava di un van imbottito di esplosivo che è stato fatto saltare con un timer nei pressi di una delle chiese che il giorno prima erano state teatro della carneficina. I morti sono 321 al momento.

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Il santuario di Sant'Antonio, la chiesa di San Sebastiano, la chiesa di Sion sulla costa occidentale, e poi tre alberghi di lusso, Shangri-La, Cinnamon e Kingsbury. Nella festa più importante e simbolica dell'anno, la Pasqua, i cristiani si sono ritrovati nel mirino dei terroristi, bersagli prediletti, agnelli sacrificali solo perché cristiani e strumentalmente associati all'Occidente dall'islam radicale.

È stata un'altra Pasqua irrorata di sangue. Ormai accade puntualmente. L'anno scorso, durante tutto l'anno, la mattanza in chiesa aveva riguardato altre latitudini: Burkina, Nigeria, Filippine, Pakistan, Egitto. Stavolta è accaduto nello Sri Lanka, un'isola bellissima, meta di vacanze, in passato squassata dalla guerra civile.
Purtroppo stavolta il bilancio è raccapricciante, si parla di almeno 300 morti e oltre 500 persone rimaste ferite mentre erano a messa, o negli hotel. Non ci sono italiani. Gli stranieri sono 30, una piccola minoranza, ma provenienti da ben 11 Paesi. Otto dei morti venivano dall'India, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla Danimarca, i tre figli dell'imprenditore dell'abbigliamento Anders Holch Povlsen. Due persone, di cui non sono state fornite le generalità, sono svizzere, una delle quali con passaporto anche di un altro Paesi, oltre a una terza persona che faceva parte della famiglia delle altre due vittime elvetiche con due diverse nazionalità, no precisate. Due persone, un uomo e una donna, provenivano dalla Spagna, due dall'Australia, due dalla Cina. Gli altri morti provengono da Olanda, Giappone e Portogallo.
Una successione di esplosioni attraverso kamikaze entrati in azione la mattina della domenica, mentre i riti andavano avanti in un clima di festa, con le palme, i colori liturgici più importanti, i turisti in vacanza, l'allegria del momento. Otto esplosioni a distanza, una raffica di morte che ha sventrato certezze, spezzato famiglie, rovinato i sogni di gente ignara, colpevole di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L'esplosione del van, invece, ieri mattina, almeno non ha fatto vittime. La polizia srilankese si è attivata subito, come i soccorsi e le unità speciali mobilitate. La polizia dopo un primo momento di attesa, ha ammesso che si è trattato del peggiore attentato islamico della storia del Paese, almeno da quando l'isola è stata teatro di una orrenda guerra civile finita nel 2009.

LA PISTA TERRORISTICA
Il clima resta pesante e non si sa nemmeno quando le autorità faranno rientrare il coprifuoco esteso a tutto il territorio. Il cardinale Rangjit, di Colombo, una autorità nazionale, ha implorato i cittadini a non cedere alle vendette, a non farsi giustizia da soli, ad aspettare gli esiti delle inchieste che non hanno tardato ad individuare i primi segnali precisi. Anche se non sono arrivate rivendicazioni immediate, la polizia ha ben pochi dubbi sulla matrice. Ieri ha confermato di avere arrestato 24 persone collegate al terrorismo e che dietro questo piano dettagliato e terribile c'è il National Thowheeth Jama'th, un gruppo terroristico islamista locale avente ampie ramificazioni internazionali. Sulle quali ora si sta lavorando con le intelligence di mezzo mondo. Secondo il capo della polizia, Pujuth Jayasundara, era stata diffusa almeno una settimana fa una direttiva che ipotizzava un possibile attacco. Si parlava di possibili atti suicidi nel periodo pasquale. Così come è accaduto.

Ultimo aggiornamento: 15:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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