Spagna, una legge cancella il franchismo: riabilitati i condannati del regime, bandite le associazioni che esaltano il dittatore

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Elena Marisol Brandolini
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“Nunca más la Spagna deve perdere le sue libertà”: esordisce così in conferenza stampa, la vicepresidente del governo spagnolo Carmen Calvo, presentando il progetto di legge del governo sulla Memoria Democratica che presto inizierà il suo iter parlamentare. Un testo di 66 articoli che modifica e fa avanzare la legge del 2007 sulla Memoria Storica voluta da Zapatero. Per “ritrovarci con la verità, la giustizia, la dignità e la convivenza”; una legge “importante per la democrazia spagnola”, per omologarla a quella di altri paesi che hanno fatto i conti con la propria storia, nel “riconoscimento e nella difesa dei diritti umani”. Che salda un debito col suo passato e stabilisce un impegno per il futuro.

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La legge, divisa in 5 titoli, ha due obiettivi: quello della ricostruzione del passato democratico della Spagna che ha lottato per la libertà e quello del riconoscimento, della riparazione, della dignità e della giustizia per le vittime per ragioni politiche, ideologiche, di coscienza o credo religioso, di orientamento o identità sessuale durante la Guerra Civil e la dittatura franchista e fino alla promulgazione della Costituzione spagnola nel ‘78. Perciò, il testo include il ripudio e la condanna del golpe di Stato del ’36 e della successiva dittatura. Correggendo in primo luogo i due aspetti principali della legge del 2007 che erano sempre stati oggetto delle rivendicazioni delle associazioni memorialiste in questi anni, riguardanti i verdetti dei tribunali franchisti e l’esumazione delle fosse comuni. La nuova legge, infatti, prevederà da una parte la nullità di pieno diritto dei giudizi sommarissimi della dittatura franchista, riabilitando le persone condannate dal regime, come nel caso del presidente della Generalitat catalana Lluís Companys, fucilato nel 1940 nel castello del Montjuїc. Dall’altra, responsabilizza lo Stato nella ricerca delle persone scomparse durante la Guerra Civil e la dittatura, prevedendo una mappa delle fosse comuni ove sono sepolti i cadaveri di molti repubblicani, un protocollo per la loro esumazione con spese a carico dell’amministrazione centrale e la creazione di una Banca Nazionale del DNA delle vittime della repressione franchista.

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Nel progetto di legge è prevista la costituzione di una procura presso il Tribunal Supremo per indagare sui fatti accaduti nel corso della Guerra Civil e della dittatura e fino all’entrata in vigore della Costituzione che siano in violazione dei diritti umani. Con la legge verranno protetti gli archivi con i documenti riferiti alla Guerra Civil e alla dittatura; saranno rivisti i contenuti di studio nelle medie e nelle superiori e nella formazione continua dei docenti, così da diffondere il conoscimento della storia e della memoria democratica spagnola. Verranno ritirati i titoli franchisti concessi per ragioni politiche, anche quelli postumi, come nel caso del torturatore Billy El Niño, pluridecorato ancora al momento della morte, avvenuta lo scorso maggio per Coronavirus.
Saranno ritirati i simboli contrari alla Memoria Democratica. Verranno dichiarate illegali quelle associazioni pubbliche o finanziate con risorse pubbliche che esaltino il franchismo, come è il caso della Fundación Francisco Franco, premiata finora con esenzioni fiscali. Ma saranno ugualmente proibite attività con ripercussione sulla vita pubblica di esaltazione della dittatura franchista. Il complesso monumentale del Valle de los Caídos, da cui circa un anno fa fu esumato il cadavere del dittatore Franco, diventerà un cimitero civile per le vittime della Guerra Civil, ma i familiari di repubblicani che lo vorranno potranno esumare i corpi dei loro cari. Con la riconversione del Valle de los Caídos cesserà di esistere la Fundación de la Santa Cruz dei frati benedettini che ne sono stati finora i custodi. Le politiche si articoleranno in piani quadriennali, con il concorso delle amministrazioni comunitarie e locali e contando con il contributo delle associazioni memorialiste. Verrà previsto un regime sanzionatorio, con multe fino a 150.000 euro.

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La legge riconoscerà il ruolo attivo delle donne spagnole nella lotta per la democrazia e la libertà e recupererà la memoria della repressione patita dai gitani spagnoli e dagli omosessuali. Il 31 ottobre, data in cui le Cortes approvarono la Costituzione spagnola del ’78, diventerà il giorno intitolato al ricordo di tutte le vittime della Guerra Civil e della dittatura, mentre l’8 maggio sarà il giorno dedicato alle vittime dell’esilio.  
 

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