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Soldati russi esausti si rivolgono agli avvocati per non combattere. «Il 70% ha patologie gravi»

Soldati russi esausti si rivolgono agli avvocati per non combattere. «Il 70% hanno patologie gravi»
di Cristiana Mangani
6 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 11:46 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 17:39

Sono sempre di più i soldati russi che chiedono di tornare a casa. L'assalto di Mosca nell'est dell'Ucraina, sebbene abbia portato buoni risultati alle truppe del Cremlino, sta costando un alto prezzo in termini di vite umane. Il Donbass è sempre di più nelle mani dei russi, ma in queste settimane sono stati tanti i generali di Putin uccisi, così come giovanissimi soldati stremati da una guerra che va avanti ormai da più di 100 giorni.

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Tra un successo russo e una ripresa dei territori ucraina, la verità è che la guerra sembra ormai a uno stallo e che i tempi per una soluzione si annunciano molto lunghi. E così alcuni dei militari impegnati sul campo hanno lanciato appelli e si sono rivolti anche agli avvocati per chiedere una indagine sulle condizioni al fronte e sulla legalità della presenza di alcuni di loro (molti soldati a contratto o di leva) nei territori dove la battaglia è feroce.

I filmati di denuncia

Sono stati diffusi anche due video, nei quali militari che si trovano a combattere nell'Ucraina orientale controllata dalla Russia, denunciano le cattive condizioni e i lunghi periodi di servizio al fronte che hanno portato all'esaurimento. «Il nostro personale ha affrontato la fame e il freddo - dicono in uno dei video pubblicato online i combattenti del 113° reggimento di Donetsk controllato dai russi -. Per un lungo periodo, siamo stati senza alcun supporto materiale, medico o alimentare. Data la nostra presenza continua - aggiungono - e il fatto che tra il nostro personale ci siano persone con problemi medici cronici, persone con problemi mentali, sorgono molte domande che vengono ignorate dai vertici del quartier generale».

 

In un'intervista, poi, un soldato di Mosca che ha combattuto vicino a Kiev, a Kharkiv, e che ora si trova nell'Ucraina orientale, si dice esausto e spiega di aver contattato un avvocato, anche perché non vede sua moglie e la sua famiglia da mesi. «Ho combattuto in Ucraina dall'inizio della guerra, sono passati più di tre mesi», ha detto Andrei al The Guardian. Lui presta servizio con la 37a Brigata delle guardie separate con sede in Buriazia in Siberia. «È estenuante - ha dichiarato -, tutta la mia unità vuole una pausa, ma la nostra leadership ha detto che non possono sostituirci in questo momento».

Quello che dice trova riscontro in altre storie simili alla sua, nelle denunce di giovanissimi finiti in battaglia senza neanche sapere dove fossero e perché si trovassero lì. Senza telefono, senza contatti con le famiglie non hanno potuto comunicare con nessuno. La Russia ha dovuto fare grandi sforzi per riuscire ad arruolare i soldati, soprattutto perché non parlando apertamente di una guerra, ma di una operazione speciale, molte delle reclute hanno potuto sottrarsi all'arruolamento.

L'analisi

Il Cremlino ha continuato a insistere nel definirla "operazione militare speciale". «L'esercito russo è adatto a campagne brevi e ad alta intensità definite da un uso massiccio dell'artiglieria - hanno chiarito gli analisti Michael Kofman e Rob Lee in una nuova indagine sulle capacità delle forze armate della Russia -. Al contrario, è mal progettato per un'occupazione prolungata, o per una guerra di logoramento, che richiederebbe l'impegno di una larga parte delle forze di terra russe. E questo è esattamente il conflitto in cui l'esercito di Mosca si è trovato. Inoltre, non ha i numeri necessari per far ruotare le forze se viene richiesta una notevole quantità di potenza di combattimento sempre su uno stesso territorio. Per gli uomini che combattono sul campo - è la valutazione degli espertri -  questo ha significato turni estenuanti segnati da aspri combattimenti contro un nemico agguerrito e motivato a difendere la propria patria».

«I tre mesi di combattimento sembrano già più lunghi dei quattro anni che ha trascorso prestando servizio nell'esercito in tempo di pace - ha insistito ancora il soldato Andrei -. Ho già contattato un avvocato online che mi ha detto che per legge il generale può tenerci qui fino alla scadenza del nostro contratto, quindi non c'è molto che possiamo fare». E queste unità che sono le più preparate tecnicamente sono considerate anche le più fortunate, perché altre reclutate dalle repubbliche controllate dalla Russia a Donetsk e Lugansk sostengono di essere state mandate a morire, perché senza l'addestramento adeguato.

Sono diversi i video nei quali si vedono alcuni combattenti senza kit di base come i giubbotti protettivi. E le armi che impugnano sono obsolete, unicamente dei vecchi fucili. «Il nostro arruolamento è avvenuto illegalmente, senza certificazione medica - è intervenuto anche un altro soldato che dice di prestare servizio nel 107° reggimento di Donetsk, fedele al governo russo -. Oltre il 70% di quelli presenti qui sul campo sono stati precedentemente ritirati dal servizio perché fisicamente non possono combattere. Oltre il 90% non ha mai combattuto prima e ha visto per la prima volta un Kalashnikov quando è arrivato in Ucraina. Siamo stati gettati in prima linea».  La televisione russa sostiene che i soldati erano tutti pronti a combattere per la loro patria, anche se la gente del posto ha parlato di ben altra situazione, di strade vuote e uomini nascosti durante la campagna di reclutamento, proprio per evitare di finire in battaglia.

La strage di ufficiali

Nel frattempo, le vittime tra gli ufficiali russi stanno aumentando. Un giornalista della Rossiya-1, gestita dallo Stato, ha affermato che il maggior generale Roman Kutuzov è stato ucciso mentre guidava le forze dall'est. «Il generale aveva condotto i soldati all'attacco, come se non ci fossero abbastanza colonnelli», ha scritto Alexander Sladkov in un post su Telegram. Funzionari occidentali hanno affermato che anche tra gli ufficiali di grado medio e inferiore ci sono state pesanti perdite, «perché hanno responsabilità che non sono per il loro livello e non competono alla loro unità». «Allo stesso modo, i giovani ufficiali hanno dovuto condurre le azioni tattiche di livello più basso, poiché all'esercito mancano i quadri di sottufficiali altamente qualificati e dotati di poteri che svolgono quel ruolo nelle forze occidentali», ha poi specificato l'intelligence britannica.

La Russia ha anche utilizzato contractors per rafforzare le sue truppe. Si stima che abbia schierato tra 10.000 e 20.000 mercenari, compresi i combattenti del gruppo Wagner, nella sua offensiva nel Donbass. Quelle unità hanno anche riportato vittime di alto profilo. Vladimir Andanov, un soldato Wagner veterano della Buriazia, sarebbe stato ucciso durante i combattimenti nell'Ucraina orientale alla fine della scorsa settimana. La sua morte è stata confermata dai media regionali e dalle organizzazioni militari russe. In precedenza aveva combattuto in Siria e nel Donbass, dove era stato accusato di partecipazione a esecuzioni extragiudiziali. Il mese scorso, due presunti combattenti del gruppo Wagner provenienti dalla Bielorussia sono stati accusati di aver ucciso civili vicino a Kiev, rendendoli i primi mercenari internazionali ad affrontare accuse di crimini di guerra in Ucraina.

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