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Ucraina, l'accampamento dei soldati russi nella foresta. «Dormono sottoterra, non sono persone ma carne da cannone»

Ucraina, l'accampamento dei soldati russi nella foresta. «Dormono sottoterra, non sono persone ma carne da cannone»
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 20 Aprile 2022, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 14:54

Cadaveri e i resti dell’artiglieria russa, è un reportage tra gli orrori quello che la Cnn ha realizzato a Hostomel, una città alla periferia di Kiev dove, alle 6.40 del 24 febbraio, è iniziato l’attacco russo all’Ucraina.  Qui l’esercito di Mosca ha creato il suo quartier generale. Un uomo, che quella mattina stava portando a spasso il cane, racconta come abbia visto il cielo riempirsi di elicotteri che volavano a bassa quota e dai quali scendevano i soldati, mentre i razzi cadevano sulla città. Dmitry Nekazakov ha raccontato che per 20 notti è rimasto seduto per terra nel suo seminterrato, mentre al mattino, lui e altri residenti del suo quartiere sarebbero emersi per vedere cosa fosse accaduto fuori e trovare strategie per individuare posti più sicuri dove ripararsi. «Provo solo odio. Non avremmo pensato che potesse accadere tutto questo», dice adesso, guardando tombe».

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Oggi di quell’enorme accampamento rimangono  i resti tra gli alberi, mentre nella città è stata seminata la morte, e le forze speciali ucraine stanno raccogliendo indizi per ricostruire la strategia militare  russa.

L’INVASIONE

Si ritiene che, mentre le forze speciali russe si lanciavano verso Kiev, 6mila soldati si siano accampati nella foresta di pini, alla periferia della Capitale, per un mese, a causa della pioggia, della neve e delle temperature che sono scese a -12 gradi Celsius (circa 10 gradi Fahrenheit). Il sito comprendeva un posto di comando principale e un quartier generale e da qui l’esercito  russo avrebbe lanciato gli attacchi a Kiev, Hostomel e alla vicina città di Bucha .

«Qui hanno preso una decisione sul dispiegamento di ulteriori azioni, sulle direzioni dell'offensiva, sulle tattiche d'azione e così via», ha detto alla Galileus Web un ufficiale delle forze speciali ucraine, indicando dove si trovavano i vari segmenti dell'operazione.

 

LA FORESTA

Sono rimasti enormi solchi  in un campo dal quale le truppe hanno lanciato i missili, come documenta la Cnn. La posizione strategica si trova a quaranta chilometri dalla Capitale. Nei boschi sono rimasti i dischi dei missili grad, le casse di munizioni, si distinguono  i rifugi, i posti di comando e linee di comunicazione create con gli alberi e il legno della foresta. I soldati dormivano in fortificazioni sotterranee, ricoperte di legno e scatole che contenevano lanciarazzi multipli BM-21 grad e artiglieria a tubo. Fili neri collegavano ciascuno dei rifugi attraverso la foresta per la comunicazione. A un’ora di macchina da Kiev, ora tra i folti alberi si trovano i contenitori di cibo decorati con il marchio dell'esercito russo: un membro delle forze speciali ucraine ha scoperto un taccuino con le istruzioni di una precedente missione in Azerbaigian. Sulla scena è stato anche scoperto un manuale di istruzioni per mimetizzazione e occultamento.

Indicando le dimensioni del campo, un ufficiale ha detto alla CNN: «I russi combattono non per la qualità, ma per la quantità. Non considerano i soldati come persone, per loro sono carne da cannone e materiale di consumo. Le tattiche dell'esercito russo assomigliano, forse, al Medioevo, quando non prendevano per abilità, ma per quantità», ha aggiunto.

LE TESTIMONIANZE

Adesso nei villaggi restano i segni della tortura, l'umiliazione e le tombe poco profonde delle persone uccise. Vitaliy Chernysh, del villaggio di Zdvyzhivka alla periferia di Kiev, ha raccontato alla Cnn che stava pedalando attraverso il suo villaggio quando è stato catturato dalle forze russe, che stavano "dando la caccia ai nazisti". Lo hanno tenuto per quasi 24 ore.

Chernysh ricorda di aver pregato, pensando che sarebbero stati i suoi ultimi minuti di vita. "Ero bendato, le mani legate e intorno a me stavano sparando”.  L’uomo ha raccontato di essere stato rinchiuso in un capannone dopo essere stato costretto a camminare attraverso un campo minato. Ha detto che i soldati russi hanno ipotizzato di bagnarlo con la benzina e hanno minacciato di portarlo al crematorio. Poi gli hanno sparato intorno mentre era legato e gli hanno chiesto costantemente quale sarebbe stato il suo ultimo desiderio. Per ore, poi, è stato lasciato al gelo in un capannone.

«Sono stato picchiato sulle braccia e sulle gambe, sotto la vita - ha detto - Pensavo che la mia gamba fosse rotta, zoppicavo. Ma sono vivo e vegeto, grazie a Dio».

Chernysh è sopravvissuto, molti altri, invece, sono stati uccisi dopo essere stati torturati. Vasiliy Benca, un sacerdote locale di Zdvyzhivka, ha detto alla Galileus Web che le truppe russe, i carri armati e le auto blindate sono confluite nel villaggio e sono rimaste per un mese. Le persone avevano paura di uscire dai loro seminterrati. Quando Benca lo ha fatto ha di trovato cinque corpi erano stati mutilati nel giardino di casa e altri due nella foresta.

«I russi mi hanno costretto - a seppellire due donne nel cimitero», ha raccontato il sacerdote alla Cnn.

Nekazakov era fuggito quando i russi avevano attaccato il suo villaggio, ora è  tornato nella sua casa di Hostomel. Ricorda tutti i corpi che ha visto quando se n'è andato e si dispera per non aver potuto  fare nulla.

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