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Snake Island, liberati i soldati-eroi che urlarono il «vaffa» alla nave russa che li attaccava

La loro resistenza era diventata simbolo dei primi giorni di guerra

Ucraina, liberati i marinai che avevano gridato «vaffa****» alla nave russa che li attaccava
3 Minuti di Lettura
Venerdì 25 Marzo 2022, 14:00 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 11:44

Nelle prime settimane di guerra in Ucraina il coraggio dei militari di Snake Island era diventato leggendario sul web. In un video virale, il gruppo di soldati ucraini a difesa dell'isola di Zmiinyi (in italiano serpente, in inglese Snake Island) gridava di andare «a quel paese» alla nave russa che li stava intimando di arrendersi. Dopo l'attacco gli uomini erano stati catturati dai russi: ieri, un mese dopo un mese sono stati liberati in uno scambio di prigionieri.

 

Il video virale dei marinai russi che mandano "a quel paese" i russi

I 19 soldati si trovavano a Snake Island, a poche miglia di distanza dalla Romania è un avamposto strategico per la difesa della città di Odessa. Durante il primo giorno di invasione russa, il 24 febbraio una nave russa ha attaccato l'isola, intimando i soldati di «deporre immediatamente le armi per evitare spargimenti di sangue e morti ingiustificate» aggiungendo «altrimenti verrete bombardati». Nel video diventato virale su Twitter, si sente forte e chiara la risposta dei soldati alla minaccia: «Nave russa vai a farti f****". 

Creduti morti, sono stati liberati un mese dopo 

Poco dopo l'attacco russo i contatti con l'isola si erano interrotti e si è pensato che gli uomini fossero morti in battaglia, tanto che Zelensky promise persino di decorare postume «le eroiche guardie di frontiera decedute». Giorni dopo invece la Marina ucraina ha confermato che i soldati dell'isola erano caduti prigionieri dopo aver respinto due attacchi delle forze russe ed essersi arresi «per mancanza di munizioni». Un mese dopo, il 24 marzo esattamente un mese dopo l'invasione delle truppe russe, il parlamento ucraino ha confermato che i marinai sono stati rilasciati in cambio di 11 soldati russi di una nave affondata vicino Odessa.

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